Pubblicato il 25-02-2016 14:36
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Verso un contratto per il Brenta

Contratto di fiume: partecipato incontro al Consorzio di bonifica Brenta. Il presidente Enzo Sonza: “E' indispensabile pensare a soluzioni ampie e coraggiose per garantire un futuro alla risorsa idraulica e al suo utilizzo”

Verso un contratto per il Brenta

L'incontro nella sede del Consorzio di bonifica

Lo scorso 23 febbraio si è tenuto nella sede del Consorzio di bonifica Brenta, a Cittadella, uno degli incontri territoriali previsti per la predisposizione del Contratto di fiume per il Brenta. Ovvero dello strumento condiviso fra tutti gli enti e le associazioni interessate per la programmazione condivisa della tutela, della valorizzazione e della corretta gestione delle risorse idriche del territorio fluviale, unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico. Erano presenti numerose istituzioni e varie associazioni, e si è registrato un elevato numero di interventi nel dibattito. La qual cosa - come commenta una nota trasmessa in redazione dal Consorzio medesimo - “è segnale di grande partecipazione ed interesse”.
L’assessore Giuseppe Pan ha portato il saluto della Regione Veneto, che è promotrice di questo e anche di altri contratti di fiume: strumenti di avanguardia che si stanno diffondendo in Italia negli ultimi tempi e che hanno il pregio di un ampio coinvolgimento su tematiche legate alle acque, elemento vitale del territorio.
Il presidente del Consorzio, Enzo Sonza, oltre a fare gli onori di casa, ha ricordato che “oltre alle gravi problematiche del rischio idraulico, con cui si è dovuto fare i conti negli ultimi anni, non è da meno quella della siccità, che proprio in questi ultimi mesi ha dimostrato tutta la sua impellenza”.
Perciò “è indispensabile pensare a soluzioni ampie e coraggiose per garantire un futuro alla risorsa idrica e al suo utilizzo, a favore sia della cittadinanza come uso potabile che del mondo agricolo per l’uso irriguo”.
In tal senso, “l’idea del serbatoio del Vanoi va opportunamente ripresa e rilanciata, perché il cambiamento climatico e la conseguente variabilità delle portate nel tempo, da un estremo all’altro, richiede di tesaurizzare l’acqua, cioè trattenerla quando è tanta e rilasciarla quando è poca; ormai non vi sono alternative”.
Per cui “i prelievi idrici previsti nel nostro territorio a favore del basso Veneto non fanno che confermare la necessità di un’opportuna ricarica della falda, e la ricarica si può fare se c’è acqua”.
Per il Consorzio è intervenuto anche il consigliere Renato Marcon, che ha delega in materia, il quale ha esternato le preoccupazioni nei confronti di progetti regionali che per la realizzazione di meritevoli interventi di consolidamento degli argini prevedono però il sistema della compensazione, cioè l’escavazione di inerti in Brenta. “Il che - ammonisce il Consorzio di bonifica - non è assolutamente indicato, visto anche che il nostro territorio ha già subito nel recente passato interventi analoghi che sono risultati particolarmente negativi.”
Si è anche parlato delle proposte di valorizzazione di elementi e contesti legati al Brenta:ad esempio le antiche prese irrigue che costituiscono monumenti da restaurare e conservare, delle ville, dei percorsi di fruizione. Tra questi il presidente Sonza ha ricordato che il Consorzio promuove un tratto di percorso lungo il canale Medoaco, tra il parco di San Lazzaro e il centro storico di Bassano del Grappa, che avrebbe notevoli valenze e di cui a breve si realizzerà un prototipo dimostrativo.
Si terranno a breve dei tavoli di lavoro più mirati e il Consorzio cercherà di portare in tale ambito le proprie proposte.

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