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Marzullo per Tutti

Consumo di suolo, scuola, partecipazione: la civica Bassano per Tutti si fa delle domande e si dà delle risposte. E diffonde per l’inizio anno una “intervista immaginaria al sindaco di Bassano che vorremmo”

Pubblicato il 02-01-2023
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Tanto per cominciare, cito l’inossidabile Gigi Marzullo: “Si faccia una domanda e si dia una risposta”.
Perché è proprio quello che ha fatto la lista civica Bassano per Tutti, che di domande con relative risposte se ne è anzi posta più di una.
La lista di opposizione ha infatti inviato ai media locali un proprio “commento sul dibattito cittadino a cavallo di Capodanno”. Il quale altri non è che il dibattito sulla variante produttiva di San Lazzaro, che dopo l’intervista di fine anno del sindaco Elena Pavan al GdV sta generando botti e petardi che neanche alla mezzanotte dell’1 gennaio.

Fonte immagine: bresciatoday.it

L’intervento di Bassano per Tutti è stato realizzato in “una forma inconsueta”, come anticipa nella mail ricevuta in redazione il portavoce della civica Paolo Retinò.
Non si tratta infatti del “solito” comunicato stampa, ma di una “intervista immaginaria al sindaco di Bassano che vorremmo”.
Un commento politico in forma per l’appunto di domande (con relative risposte) rivolte a quel sindaco di Bassano che secondo la civica di minoranza si vorrebbe che ci fosse ed invece non c’è, come dal testo che segue:

Intervista immaginaria al sindaco di Bassano che vorremmo.

Come sta, sindaco?


Bene. Il 2023 sarà determinante per la nostra città e lavoreremo con la comunità cittadina per affrontare al meglio le sfide del futuro: il rispetto del suolo e del territorio, l'attenzione all'infanzia e alle fasce deboli, una mobilità che favorisca l'uso della bici e tuteli pedoni e ciclisti.

Tanta carne al fuoco. Si spieghi meglio.

Partiamo da suolo e territorio. Noi abbiamo in mente un modello di sviluppo diverso per la nostra città, che rispetti le aziende che vogliono investire e contemporaneamente i territori. Siamo convinti che vada fermata l'ulteriore colata di calcestruzzo che molte aziende vogliono realizzare lungo l'asse della SPV. Ma non siamo un fronte del NO: si deve agire rapidamente per "riciclare" vecchi insediamenti industriali abbandonati che sono dappertutto nel nostro territorio, da est a ovest. E per fare questo serve che i comuni lavorino insieme, perchè un'area cementificata come san Lazzaro sarebbe un problema per tutto il territorio, non solo per Bassano. Ed è una scommessa a perdere per le future generazioni: il territorio perso non si recupera, è perso per sempre.

Catastrofico, non le pare?

No, realista, concreto. Sono gli altri a essere incoscienti e ad avere una visione di futuro pari a zero. La politica non può puntare solo a gestire l'oggi, l'esistente, ma deve guardare ad un futuro di qualità conciliata con lo sviluppo. Crediamo che si possa fare impresa nel rispetto dei territori, senza finte operazioni di greenwashing come quelle proposte su san Lazzaro. Se un'azienda vuole lavorare per la comunità può piantare 35000 nuovi alberi senza per questo chiedere in cambio la distruzione di un'area felice come Riva Bianca.

Cambiamo argomento. Parliamo di scuola e infanzia.

Vede, per noi tutto gira intorno a due capisaldi: la comunità e il bene pubblico.
Ciò che ci muove per san Lazzaro ci muove per le scuole: costruire una città moderna, europea, che sia giusta per chi la vivrà fra trent'anni, quando gli amanti del cemento di oggi magari avranno abbandonato l'ennesimo insediamento che trent'anni prima era "di fondamentale importanza per lo sviluppo". Sulla scuola è lo stesso: siamo consapevoli che il calo demografico è importante, ma non sarà chiudendo scuole senza criterio che lo combatteremo e di certo non aumentando le tariffe mensa per le famiglie con i figli al tempo pieno. Lavoreremo per ripristinare maggiore giustizia per le famiglie con figli, per facilitare la conciliazione tra lavoro e famiglia dei genitori.

Ci sarebbe tanto da dire, ma il tempo è scaduto. Un'ultima battuta?

Vogliamo amministrare questa città puntando sul coinvolgimento e sulla partecipazione. Vogliamo tutelare sviluppo d'impresa e territorio. Per fare questo noi usiamo un antico metodo di democrazia: parlare con la gente. E se qualche luogo della nostra città dovesse sembrare infelice, faremo di tutto per renderlo felice.

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