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E adesso questi chi ce li toglie?
Manifesti elettorali. Una settimana dopo il voto sono ancora lì: venite con noi nel fantastico viaggio tra quel che resta della campagna elettorale nel piazzale delle Poste a Bassano
Pubblicato il 03 mar 2013
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Aiuto! E adesso questi chi ce li toglie?
Per carità: viste come sono andate le cose, non si può certo dire che siano attaccati alla poltrona. Ma che siano attaccati - anzi, attaccatissimi - ai tabelloni elettorali, questo è fuor di dubbio.
Ve ne siete accorti? E' passata una settimana dalle elezioni politiche, eppure loro sono ancora lì, incollati agli spazi pubblici di propaganda elettorale.
Tabelloni elettorali nel piazzale delle Poste a Bassano (foto Alessandro Tich)
Liste e candidati collocati alla rinfusa, con molti spazi vuoti tra un manifesto e l'altro, che cercano ancora di attirare il nostro consenso. Ancora sorridenti - non tutti, per la verità - anche se oggi hanno ben poco da ridere. Ancora impegnati a rappresentare i rispettivi colori anche se sbiaditi dall'azione delle intemperie. Inamovibili anche se stracciati o semi-strappati.
Non conosco, sinceramente, il regolamento delle pubbliche affissioni a Bassano del Grappa. Tantomeno sono a conoscenza delle modalità burocratiche di allestimento e di smantellamento delle affissioni di propaganda elettorale.
Ma il risultato è questo, davanti agli occhi di tutti. E se oggi, per esempio, parcheggiate l'auto nel piazzale delle Poste centrali di viale XI Febbraio vi troverete ancora circondati da due ali di pannelli metallici costellati a macchia di leopardo (da non confondere col giaguaro) di messaggi elettorali, ormai superati ma duri a morire.
Non si tratta, tuttavia, di una sorpresa: perché il fenomeno dei messaggi promozionali cartacei fuori tempo massimo - siano essi di natura commerciale, istituzionale o politica - non è certamente una novità a Bassano. E prima o poi andrà fatta una riflessione sui tempi e i modi della cartellonistica, pubblica o “spontanea”, nella città del Grappa.
Vi ricordate i manifesti dei due concerti dell'anno scorso in piazza di Al Jarreau e di Fiorella Mannoia, entrambi saltati? Sono rimasti esposti per mesi in tutti gli angoli del centro, senza che nessuno - in primo luogo chi questi due eventi-fantasma li aveva organizzati - si prendesse la briga di rimuoverli.
Ancora oggi, in piazzale Cadorna, uno striscione verticale double face del Comune di Bassano pubblicizza su un lato il Nabucco e il Don Giovanni, i due allestimenti di fine anno della stagione di Opera Festival 2012.
Sull'altro lato, campeggia invece la pubblicità della mostra sul Novecento Italiano al Museo Civico, conclusasi oramai il 20 gennaio scorso. E in viale De Gasperi, presso la rotatoria a fagiolo, un grande cartellone continua ancora adesso ad invitare i passanti a trascorrere il Capodanno ad Asiago. Della serie: ritorno al futuro.
E' vero: i budget degli inserzionisti, coi tempi che corrono, sono sempre più magri e il turn over dei manifesti pubblicitari negli spazi a loro adibiti - che negli anni ha fatto la fortuna delle società concessionarie per le pubbliche affissioni come Abaco Spa - non è più così scontato. Va da sé che questo strano trend di spazi sempre meno occupati e di tempi di affissione sempre più allungati si rifletta anche nel meraviglioso mondo dei tabelloni elettorali.
E allora venite con noi nel fantastico viaggio tra quel che resta della campagna elettorale nel piazzale delle Poste a Bassano, preso a prototipo di tutti gli altri spazi di propaganda al voto non ancora rimossi, dove troviamo di tutto e di più.
Perché - a figura integra o sbrindellata - ci sono ancora tutti, o quasi: dal faccione triste di Ingroia all'immagine ormai quasi patetica, visto quello che gli è capitato a pochi giorni dal voto, di Oscar Pinocchio Giannino.
Tra i vari volti attaccati col bostik sulla passerella dell'invito al consenso c'è Maria Cristina Caretta, fotogenica candidata di Fratelli d'Italia, il cui look da bionda e rampante Dea della Caccia non ha fatto breccia nel cuore degli elettori. Affiancata dallo slogan “Per la caccia e la cultura rurale”, è rimasta impallinata anche lei.
Ci sono anche gli oggetti più o meno misteriosi, come il MIR del candidato Samorì che chiede il nostro voto, alla Martin Luther King, "per non smettere di sognare”.
Non mancano, tra uno spazio e l'altro, Veneto Stato e Indipendenza Veneta che oggi, sulle base del responso delle urne, non potrebbero proclamare l'indipendenza neanche del loro condominio.
Immancabile anche la Lega Nord che però questa volta, rispetto al passato - vi ricordate il mitico manifesto della riserva indiana? -, pecca di fantasia. L'immagine scelta per le elezioni 2013 è quella di un treno, evidentemente da non perdere. “Ultima chiamata per salvare il Nord”, ammonisce il Carroccio. Peccato che, contando i voti che ha preso, la Lega abbia sbagliato binario.
C'è anche il manifesto interattivo, ed è del PdL. “2008: abbiamo tolto l'Ici”, è la scritta che campeggia in alto sul poster della lista berlusconiana. Un anonimo ha aggiunto col pennarello rosso: “E avete messo anche l'IMU”. “2013: aboliremo l'IMU”, continua il manifesto del PdL. Seconda aggiunta anonima col pennarello rosso: “E cosa metterete?”.
Ma è sul lato dei tabelloni di via Ognissanti, di fronte al Centro Giovanile, che vi invitiamo a scoprire due immagini quasi simboliche dell'attuale momento post-elettorale.
La prima è un manifesto di Gianfranco Fini, l'unico nel piazzale (ce n'era anche un secondo, ma ormai strappato via) e quasi isolato dagli altri. “Amare l'Italia ha un costo, ma ne vale la pena”, è lo slogan del leader di Futuro e Libertà. Ma ora che Fini è scomparso dal Parlamento, vale la pena di chiedersi il perché.
La seconda figura simbolica sono i brandelli di Bersani: ovvero quel che resta - involontario esempio di Arte contemporanea - di un manifesto del candidato premier del Partito Democratico. Per chi solo due mesi fa sentiva la vittoria in tasca, con ampio scarto sui concorrenti, è un'immagine che parla da sola.
Caspita, non ci avevo pensato: vuoi vedere che i tabelloni elettorali sono fermi ancora lì, in attesa di nuovi manifesti, perché tra un po' si potrebbe tornare a votare?
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