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Domani, giovedì 4 marzo, si alza il sipario sulla mostra di Jacopo da Ponte ovvero Jacopo Bassano, allestita al Museo Civico per il cinquecentenario del sommo artista bassanese. Vernice per la stampa alla mattina, poi inaugurazione e, in serata, concerto celebrativo solo su invito.
E così, all'improvviso, la città scoprirà di essere al centro di quello che si propone di essere un grande evento culturale e mediatico, come la grandezza del nome del pittore - del resto - esige. Abbiamo detto “all'improvviso”: perché, in realtà, sulla mostra che dovrebbe inaugurare un triennio di manifestazioni dapontiane Bassano è rimasta fino all'ultimo all'oscuro. Nessun manifesto, nessun cartellone, nessuna indicazione a tutt'oggi all'esterno del Museo Civico, nessuna conferenza stampa locale (solo a Milano e a Venezia) e soprattutto nessuna iniziativa del Comune per preparare i suoi concittadini all'attesa dell'importante appuntamento.
E' come se il Museo Civico, e con esso l'Amministrazione comunale, avessero organizzato la prestigiosa esposizione rivolgendosi solo agli addetti ai lavori, passando sopra la testa dei bassanesi.
L'entrata del Museo Civico di Bassano: ancora nessuna indicazione della mostra di Jacopo 500
Tutt'altra cosa è successa invece a Castelfranco Veneto, dove è in corso l'altra grande mostra per il cinquecentenario di Giorgione. Nel Comune castellano, molti mesi prima dell'inaugurazione della mostra, sono apparsi nelle principali strade d'ingresso numerosi manifesti, di grande impatto visivo, inneggianti a “Castelfranco, città del Giorgione”. La popolazione è stata bene informata e il coinvolgimento della comunità locale è stato molto efficace. Basta poco per costruire un senso di identità nel nome della cultura e di un artista-simbolo: come anche il Canova a Possagno o il Palladio a Vicenza.
A Bassano non è stato così. L'organizzazione “last minute” di tutto il grande evento di Jacopo '500 non ha tenuto conto, fino ad oggi, del fattore “C”: la cittadinanza. Provate a chiedere a qualcuno, per strada, se è a conoscenza della mostra che sta per aprire solennemente i battenti.
Da domani, ne siamo sicuri, appariranno i manifesti e i cartelloni. Fioccheranno inoltre le iniziative collaterali, che col marchio “Jacopo 500” ovvero “Bassano da vedere”, faranno da supporto alla visibilità della manifestazione. Ma è una partenza ad handicap: molto poteva essere fatto, per lanciare il “conto alla rovescia” verso l'apertura della rassegna, nei mesi precedenti.
Tant'è: chi vi scrive è stato testimone - nel 1992 e '93 a Bassano e a Fort Worth nel Texas - della storica doppia grande mostra di Jacopo Bassano che ancora oggi, dopo tanti anni, si ricorda con piacere e soprattutto con orgoglio. In quell'occasione, il coinvolgimento preventivo della città fu totale e il “sentimento” dei bassanesi verso il loro grande artista fu straordinario. Su Jacopo '500 pende inevitabilmente il confronto con quell'eccezionale precedente: i conti li faremo alla fine, sperando sinceramente che anche il bilancio della mostra 2010 sia ampiamente positivo.
Jacopo Bassano è troppo grande per meritare, ingiustamente, l'indifferenza dei suoi concittadini.
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