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La Serenissima
Intervista a Rossella Olivo dopo la batosta a Romano. “Accetto tranquillamente e democraticamente il risultato. Ha vinto una lista di “tutti contro di me” e si sono nuovamente mossi i comitati di interesse, soprattutto riguardo all’Area Fratelli”
Pubblicato il 14 giu 2022
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Intervisto Rossella Olivo nel suo posto di lavoro, presso un ufficio in coworking dove lei si occupa di progettazione di bandi europei.
Dei tanti anni in cui è stata sindaco a Romano d’Ezzelino mi ricordo bene lo spirito grintoso e il piglio battagliero che l’hanno contraddistinta, sempre pronta all’occorrenza a tirare fuori gli artigli. Oggi invece la vedo insolitamente tranquilla, distesa e rilassata.
La Serenissima.
Rossella Olivo (foto Alessandro Tich)
Eppure ieri Rossella Olivo, all’esito delle elezioni amministrative di Romano in cui si è nuovamente candidata a sindaco con la lista Romano per Tutti, ha subìto la batosta della vita: neanche il 16% dei consensi, asfaltata dal rullo compressore dell’Equipe 84 del riconfermato sindaco Simone Bontorin.
Un tracollo che lei accetta con pacatezza, come mi conferma già dalla prima risposta.
Rossella Olivo, il giorno dopo il risultato elettorale qual è sentimento che prova? Rabbia, delusione o cosa?
Nè rabbia, né delusione, né niente. Io mi sono messa in gioco perché era giusto che a Romano non ci fosse un’unica lista. L’ho fatto con senso di responsabilità perché, come ho più volte dichiarato, me lo avevano chiesto un gruppo di giovani, dei cittadini e alcune associazioni. Non volevo fare il candidato sindaco perché il sindaco l’ho già fatto per anni e questo l’ho sempre detto. Quindi, quando ho visto che nessuno l’avrebbe fatto, mi sono resa disponibile e ci ho messo la mia faccia, con coraggio, sapendo già che sarebbe andata così.
Perché sapeva già che sarebbe andata così?
Perché la lista Bontorin è stata una lista di “tutti contro di me”. Si sono messi insieme sia soggetti politici contro, quindi dal PD a Fratelli d’Italia, anche se Bontorin continua a sostenere che lui ha fatto una lista civica, sia soggetti interni che sappiamo essere comunque dei soggetti contro di me. Non solo, ma si sono nuovamente mossi anche quei comitati di interesse che a Romano ci sono sempre stati, soprattutto a riguardo dell’Area Fratelli, che ultimamente si sono visti presenti in maniera fisica. Qualcuno si porrà il dubbio come mai, tra i loro rappresentanti di lista intervenuti a difendere il voto ai seggi, non c’erano soggetti della lista. Ritengo che la giunta sia già fatta e che i posti siano già decisi. A Romano ci si chiede anche come mai l’ex sindaco di Cassola Antonio Pasinato abbia chiamato le varie famiglie per invitare a votare Bontorin. Me lo chiedo anch’io. Punto di domanda, lascio aperte le risposte.
Lei dice che si aspettava questo risultato. Ma si aspettava una percentuale così clamorosa?
Diciamo che c’è stata un’affluenza molto bassa, perché l’affluenza è stata del 56%.
E probabilmente a mancare sono stati i nostri. Perché probabilmente non siamo riusciti a lanciare messaggi che sono stati capiti e perché la nostra campagna elettorale è stata brevissima. Quando ho deciso di candidarmi a sindaco, tenga presente che non avevo ancora preparato il materiale. I miei manifesti sono usciti una settimana dopo la mia candidatura, abbiamo fatto quindi una campagna elettorale estremamente breve e certamente non siamo riusciti a fare passare i nostri messaggi. Mentre alle spalle dell’attuale amministrazione, che era anche l’amministrazione di prima, si sono mossi e strutturati tutta una serie di soggetti e di interessi che hanno lavorato per lungo tempo per arrivare al risultato e ci sono arrivati. Basta, democraticamente si accetta questo. I miei voti personali io ce li ho sempre e questa è una soddisfazione, come ripeto che ho avuto il coraggio di metterci la faccia e ce l’ho messa orgogliosamente perché non era possibile che a Romano mancasse una seconda lista.
Col senno di poi potevo anche dire: ma ne valeva la pena? Forse anche no, forse non conveniva presentare nessuna lista, perché se non fosse andato a votare quel 16% che ho preso io non si sarebbe raggiunto il 50% + 1 degli aventi diritto al voto con una sola lista in corsa e il Comune in questo momento sarebbe commissariato. Forse ho fatto un favore a Bontorin…
Ieri il sindaco Bontorin, che ho intervistato, ha dichiarato che dalla propria parte c’era una squadra, mentre dall’altra parte c’era una persona, e quindi non una squadra, che ha provato a vincere in base a quello che era il suo passato, ma non c’è riuscita. Cos’è stata allora, una sorta di “Olivo contro tutti”?
Non è stato “Olivo contro tutti”, è stato “tutti contro Olivo”. È diverso.
Si è chiesta il perché?
Certo. Io a Romano, e tutti lo sanno, ho bloccato dei comitati di interesse importanti e non sono mai scesa a compromessi. In politica si sa che non paga non scendere a compromessi, ma io questa sono e questa intendo rimanere. E allora ci si chiede: come mai si parla di Area Fratelli ancora adesso? Inventiamo la scusa di una scuola media, che poi viene chiamata polo scolastico? L’idea che si ha è quella che ci vuole una scusa per mettere le mani sull’Area Fratelli, area appetibile per tanti sotto l’aspetto economico perché è un’area che si presta a speculazioni. Mi auguro di sbagliarmi, ma purtroppo temo di non sbagliarmi.
Lei andrà in consiglio, in opposizione?
Io ho tentato di fare opposizione per cinque anni, in realtà non sono riuscita a farla perché io e gli altri componenti del mio gruppo siamo stati solo e sempre costantemente aggrediti e offesi. Mai c’è stata la possibilità di discutere un tema amministrativo perché nel momento in cui sollevavamo qualche dubbio sull’azione dell’amministrazione ci veniva tolta la parola al microfono. È una cosa che non dico così per niente: basta che chiunque vada a rivedersi qualche consiglio comunale in streaming e si renderà conto di come siamo stati trattati. Non c’è stato il minimo rispetto della persona, neppure nel momento in cui io sono mancata per ragioni di salute importanti. Io mi sono curata una malattia grave, e chi è vicino a me lo sa e la conosce, e neppure in quel momento ho avuto un minimo di rispetto.
Ma allora adesso che tipo di opposizione farà?
Adesso prevedo che saranno altri cinque anni così o forse più incandescenti. Cosa farò? Ci penserò. Io mi sono messa in gioco per far crescere anche altri soggetti, quindi adesso sul cosa fare ci penseremo. Ma non è importante quello che deciderò io di fare, è importante quello che penserà di fare l’amministrazione.
In prospettiva, visto anche come è andata quest’anno e come è stata la genesi della sua candidatura, ritiene che la proposta amministrativa di Romano per Tutti sia finita?
No. Io ritengo che la proposta di Romano per Tutti non sia finita per niente. È una proposta seria, concreta e, come ho detto più volte e insisto a dire, la nostra è una proposta di coerenza e di impegno fatto con serietà. Dico che probabilmente è finito un certo modo di fare politica, sostituito da una politica, nella quale io non mi ritrovo, fatta - non solo a Romano ma a livello generale, ma si rispecchia benissimo a Romano - di annunci, di titoli e non di contenuti. Una politica dove paga essere più bravi nell’esibirsi, magari nei social, rispetto a chi invece il lavoro lo fa seriamente, senza tanta esibizione. Dove paga il saltare da una poltrona all’altra, l’essere a fianco di un soggetto e poi opporsi in maniera cattiva contro quel soggetto stesso. La critica che viene fatta ai salotti romani dove uno passa da un partito all’altro, uno è amico e poi nemico per la pelle, è esattamente quello che si sta riproponendo a Romano. Abbiamo visto insieme cani e porci, il diavolo e l’acqua santa, di tutto. Non mi ritrovo in questa politica. Io credo ancora che la politica sia un’arte nobile che viene utilizzata da chi lo fa in in un determinato modo. Ecco perché io credo che la politica per l’amministrazione di Romano per Tutti non sia finita. Perché noi siamo stati sempre fermi nei nostri princìpi e noi crediamo in quello. Se poi qualcuno preferisce l’esibizionismo sui social, è giusto che venga premiato se è questo che vogliono i cittadini. Io democraticamente accetto questo. Ma non lo posso condividere.
E quindi?
Quindi non ritengo che la proposta sia finita, ritengo che bisognerà rivedere la comunicazione e altre cose, ma ci sarà sicuramente una continuità su Romano per Tutti. Sarò io, sarà qualcun altro? Non lo so, però credo che Romano per Tutti rappresenti un gruppo amministrativo e politico con la “A” e con la “P” maiuscola.
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