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Premessa necessaria: siamo in un sistema di libero mercato e ciascuno coi propri soldi può fare quello che vuole, investimenti pubblicitari compresi. Punto e a capo.
Ci sono tuttavia situazioni nelle quali le libere leggi dell’economia si intersecano con questioni, per così dire, di opportunità politica.
È il caso del numero appena uscito (anno 13, n. 1, aprile 2022) di “San Vito Informa”, il giornalino del quartiere San Vito di Bassano del Grappa. Sulla pagina 4 del periodico compare a tutta pagina l’inserzione di un’agenzia di assicurazioni di Bassano del Grappa e Castelfranco Veneto di cui è contitolare, assieme ai fratelli, Roberto Gerin. Una pagina di grande visibilità, a fianco di pagina 5 dove è pubblicato l’articolo di apertura del presidente del quartiere Ezio Calmonte.
Fin qui - dal punto di vista pubblicitario e editoriale - nulla da ridire, se non fosse per un piccolo particolare. Roberto Gerin non è infatti un assicuratore qualsiasi: è il consigliere capogruppo della Lega in consiglio comunale, con delega ai rapporti con i quartieri.
In altre parole, il consigliere delegato ai quartieri sponsorizza il giornalino di un quartiere.
Sinceramente non so se la sua agenzia di assicurazioni impegni il proprio budget pubblicitario anche con gli altri 21 quartieri della città: ma si tratta di un aspetto secondario.
E se lo sponsor non è un assicuratore qualsiasi, non è “qualsiasi” neppure il quartiere sponsorizzato, essendo per l’appunto il consiglio di quartiere San Vito presieduto dal pasionario Calmonte, tra i più indefessi sostenitori a oltranza - a partire dai social, per continuare coi contenuti del giornalino stesso - dell’amministrazione Pavan.
Lo ribadisco: non esiste alcuna norma che vieti a un imprenditore o professionista di impiegare il proprio denaro nella comunicazione pubblicitaria locale, o addirittura rionale come in questo caso, anche se commista con il ruolo politico di cui è investito.
Sotto il profilo dell’investimento economico, il gioco vale probabilmente la candela: “San Vito Informa” viene distribuito nelle case di 5000 famiglie e garantisce quindi un buon bacino di visibilità. Ma è proprio la mescolanza tra il Gerin agente di assicurazioni e il Gerin amministratore comunale che pone la questione dell’intempestività di foraggiare la comunicazione di un quartiere con il quale un consigliere delegato dovrebbe invece mantenere un sano e proficuo rapporto di equidistanza.
Ma tant’è: il libero mercato prende il sopravvento sul ruolo istituzionale.
Non voglio parlare di “conflitto di interessi” perché è un termine caro a un certo giornalismo giustizialista in cui non mi riconosco e in quanto tale fin troppo abusato. Ma che si tratti perlomeno di una caduta di stile e di uno scarso esempio di opportunità sotto il profilo della gestione politica della delega amministrativa, questo sì.
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