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Dirty Game
Centro storico di Bassano in preda alla sporcizia: piccolo viaggio tra la maleducazione della gente e l’incuria del Comune e di Etra
Pubblicato il 30 mar 2022
Visto 8.775 volte
Dirty game. Gioco sporco. Diciamolo subito: siamo giustamente orgogliosi della città di Bassano e quando passeggiamo per le sue vie, tra palazzi storici, scorci pittoreschi e monumenti vari, possiamo ben camminare a testa alta. Ed è meglio che facciamo così: perché se abbassiamo la testa e guardiamo per terra siamo costretti a cambiare idea.
Perché sotto di noi c’è sporcizia dappertutto. Marciapiedi lordi, in particolare di resti di minzioni auspicabilmente di cane, aiuole scambiate per posacenere e immondezzai, margini stradali trasformati in ecocentri non autorizzati. Qualsiasi oggetto nel salotto buono cittadino che abbia la forma di un contenitore o la parvenza di un nascondiglio ospita al suo interno sporcizia e rifiuti: non vengono risparmiate, come vedrete nella galleria fotografica pubblicata sotto, neppure l’aiuola sottostante alla statua della Beata Giovanna e la vecchia cisterna di pietra sulla terrazza panoramica di Palazzo Sturm. E a gettare la robaccia nell’antico manufatto non è stato King Kong Rhino, ve lo assicuro.
Fanno parte del nutrito club dei luoghi lordati anche le aiuole erbose - si fa per dire - di viale delle Fosse, i nostri Champs-Élysées della pedemontana.
Marciapiede di via Matteotti (foto Alessandro Tich)
Oggi non avevo in programma di impegnarmi in uno scoassa tour tra le vie di quel centro storico che qualcuno avrebbe voluto persino candidare a Patrimonio Unesco unitamente al Ponte Vecchio. È stato un nostro affezionato lettore a darmi segnalazione - l’ennesima, vorrei dire, visto che in questa città ci lavoro ormai da un po’ di tempo - del problema irrisolto della città sporca. Mi sono così fatto un giretto, neanche completo, entro il chilometro quadro e dintorni del salotto urbano dove, a naso in giù (e in paio di casi anche a naso chiuso) ho scattato alcune foto che testimoniano lo stato delle cose.
Ne avrei potute scattare ancora a decine, ma penso che basti.
Dedicato a chi continua a sostenere, in materia di turismo e di attrattività turistica, che abbiamo il petrolio sotto i nostri piedi. Mah: avremo pure il petrolio del turismo - quello vero - che non riusciamo ancora ad estrarre, ma prima da sotto i nostri piedi bisognerebbe estirpare questa profusione di resti della cosiddetta civiltà urbana che attentano all’altrettanto cosiddetto decoro cittadino. Senza dimenticarci del regno animale: ad esempio le cacche dei piccioni sulla strada, come il diamante della storica pubblicità, sembrano durare per sempre.
Inutile nascondersi dietro a un mozzicone di sigaretta, scelto fra le centinaia di cicche gettate a terra in centro storico: all’origine della parte più consistente del Dirty Game bassanese c’è la maleducazione delle persone e non basta imputare le cause degli insozzamenti unicamente alla movida del fine settimana. E fin qui, come si suol dire, non ci piove.
C’è però anche il rovescio della medaglia: quello della capacità degli enti preposti di tenere la situazione sotto controllo, sotto il profilo preventivo e migliorativo.
L’amministrazione di Bassano dispone di due assessorati primariamente interessati alla questione: quello alla Sicurezza e, soprattutto, quello al Decoro e Arredo Urbano.
Ma visto in che stato versano, igienicamente, molti marciapiedi e angoli di Bassano - e mi fermo al solo centro storico - ai due referati dovrei dare un voto simile a quello meritato dall’Italia di Mancini nella partita contro la Macedonia del Nord. Tuttavia la sporcizia “dimenticata” non è imputabile solamente all’ente comunale. Ci metto infatti dentro anche Etra: la nostra super multiutility partecipata dalle amministrazioni comunali.
Non è che la società sia inerte, anzi: gli operatori di Etra passano ogni mattina di buon’ora per le vie del centro con la macchina spazzatrice, oltre alla pulizia con l’autobotte al termine dei due mercati settimanali del giovedì e del sabato. Ma anche in questo caso sostengo che se questo è il risultato, allora c’è qualcosa che non funziona.
Certamente gli spazzamenti costano, ma stiamo anche parlando di una società che ha chiuso il bilancio 2020 con 10 milioni e mezzo di utile di esercizio. 22 miliardi delle vecchie lire, tanto per capirci. Margini per potenziare e in primis migliorare i servizi nel campo della nettezza urbana, quindi, ci sono.
Lo scoassa tour che chiunque può sperimentare facendo solo quattro passi in città è dunque il prodotto di un poco edificante mix di inciviltà umana e incuria istituzionale.
Ma state tranquilli: basta tornare a camminare a testa alta, per ammirare le eccellenze del paesaggio urbano bassanese, e il problema non sussiste. Attenti alle scarpe però.
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