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Turisti per tassa
Scatta a Bassano l'imposta di soggiorno per i clienti delle strutture alberghiere e non. Il gettito sarà reinvestito dal Comune in interventi a favore del turismo “concertati con gli attori del settore”. Tra cui la sopravvivenza dell'Ufficio Iat
Pubblicato il 09 lug 2013
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Chi siete? Cosa portate? Da dove venite? Un euro!
La citazione - riveduta e corretta con la valuta attuale - dal film “Non ci resta che piangere” calza a pennello con la novità che entrerà in vigore a Bassano del Grappa dal 1° agosto prossimo: l'imposta di soggiorno, che sarà fatta pagare ai turisti che pernotteranno nelle strutture ricettive, alberghiere e non alberghiere, del territorio comunale.
La tariffa da pagare, come deliberato dall'Amministrazione comunale, sarà appunto di 1 euro a testa - per ogni giorno di pernottamento - nelle strutture alberghiere, e di 50 centesimi per le altre imprese dell'ospitalità, dai bed&breakfast agli affittacamere e affini. Il gettito dell'imposta, come stabilito dal consiglio comunale e confermato da una delibera di giunta, sarà destinato “a finanziare interventi in materia di turismo e promozione della città, compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché inerenti di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali”.
La conferenza stampa sull'imposta di soggiorno in municipio a Bassano (foto Alessandro Tich)
Dalla nuova tassa, realisticamente parlando, non arriverà una montagna di denaro. Con una media di circa 100mila presenze turistiche all'anno in città, se ne ricaveranno - ottimisticamente - circa 90mila euro. Ma, per il cruciale eppure sottostimato settore dell'accoglienza e della promozione turistica, è già una boccata di ossigeno.
Non tutti saranno tenuti a pagare il previsto sovrapprezzo: sono infatti previste anche diverse tipologie di esenzioni. Tra queste, i dipendenti delle strutture ricettive alloggiati nelle medesime e i minori sotto i 14 anni di età, gli insegnanti accompagnatori di scolaresche e gli autisti di pullman, le persone disabili certificate e chi pratica terapie riabilitative o assiste malati nelle strutture sanitarie nel territorio comunale. Per tutti gli altri, automaticamente, scatterà invece la Bassano Tax.
L'introduzione della tassa di soggiorno, in realtà, non era nata sotto i migliori auspici: dopo l'annuncio, lo scorso inverno, dell'assessore Alessandro Fabris che aveva anticipato la volontà del Comune “di introdurre la tassa anche a Bassano come già fatto in altre città come Vicenza, Padova e Cittadella”, si era registrata l'immediata opposizione della categoria degli albergatori per voce del loro presidente Roberto Astuni (notizie.bassanonet.it/attualita/11963.html).
Ma poi le due controparti, assieme al Consorzio di promozione turistica Vicenzaè, si sono trovate attorno a un tavolo e hanno convenuto assieme tempi e modalità per l'introduzione del contributo turistico.
Anche perché bisogna fare di necessità virtù: coi tempi che corrono, infatti, in termini di risorse per la promozione turistica del territorio non ci resta davvero che piangere. Lo ricorda, alla conferenza stampa di presentazione dell'imposta convocata oggi in municipio a Bassano, il presidente del Consorzio Vicenzaè Dino Secco: “La tassa è ormai obbligatoria - afferma -. Se anni fa la Regione stanziava oltre 50 milioni per la promozione turistica, oggi stanzia 18 milioni. La Provincia di Vicenza, dal milione e 100mila che aveva a disposizione per promuovere il territorio, oggi ha in cassa uno stanziamento di non più di 180-190mila euro. La legge regionale sul turismo non stabilisce nuove fonti di finanziamento per il settore, e ci troviamo a gestire il turismo solo su progettazione e con contributi quasi zero.”
Ergo: dalla Regione Veneto, in fatto di promozione turistica locale, emerge un unico, chiaro messaggio. E cioè: arrangiatevi. Da qui l'inevitabile introduzione dell'imposta di soggiorno. Dalla quale dipende anche una questione di non secondaria importanza: la sopravvivenza dell'Ufficio Iat (Informazione e accoglienza turistica) di Largo Corona d'Italia in città.
Il futuro dello sportello di informazione turistica, come spiega ancora Dino Secco, è infatti legato ad un filo. Gestito ancora dalla Provincia, è stato oggetto dei progressivi tagli dei finanziamenti della Regione. Oggi da Venezia arrivano in tutto 200mila euro, destinati a tutti e 6 gli Uffici Iat del territorio provinciale. La Provincia ci ha messo del suo (400mila euro) per mantenerli in vita con le sole spese obbligatorie: il costo annuale del solo sportello di Bassano è di circa 100mila euro, tra gli stipendi di due addette a tempo pieno e l'affitto di 33mila euro, che il Comune quest'anno ha comunque abbuonato.
Ma dal 1° gennaio 2014, dopo il decreto costituzionale per l'abolizione delle Province, l'ente provinciale potrebbe definitivamente sparire: spetterà quindi al Comune decidere le sorti dell'ufficio turistico. E gli introiti della tassa di soggiorno, come sottolinea l'assessore al Turismo Alessandro Fabris, saranno in parte utilizzati per mantenere il servizio in città.
“Questa imposta - dichiara l'assessore - offre due opportunità. La prima è quella di avere un introito extra rispetto al bilancio, la seconda è quella di fare ulteriormente rete sul territorio. La volontà dell'Amministrazione è quella di concertare con gli attori del settore turistico dove destinare questa risorsa.” “Mi impegno pubblicamente - assicura Fabris ai rappresentanti della categoria albergatori davanti alla stampa - a concertare con voi la destinazione della tassa, con un tavolo permanente in cui decidere dove investire questa torta.”
Tutto a posto, dunque? Nossignori: perché in fatto di risorse da reinvestire nel turismo c' è ancora un grande nodo da sciogliere. Leggasi: leadership di Bassano nel comprensorio di riferimento.
“Dai Comuni limitrofi, che pure hanno strutture ricettive - aggiunge Fabris -, non c'è stata la volontà di fare come Bassano. Questo è un problema, perché la promozione turistica finanziata dall'imposta di soggiorno non può riguardare solo Bassano, ma tutto il territorio. Serve un'assunzione di responsabilità degli altri Comuni, per favorire la promozione del turismo a livello comprensoriale.”
Gli fa eco Roberto Astuni, presidente degli albergatori bassanesi aderenti a Confcommercio: “L'imposta è un atto dovuto nei confronti della città, che deve mantenere la sua vocazione turistica”. “Auspico - rileva ancora Astuni - che anche i Comuni limitrofi mettano qualcosa di loro, perché la promozione non è di Bassano ma è del territorio.”
Dove finisce la tassa, insomma, comincia il campanile. L'importante è che in futuro, per la promozione turistica del Bassanese, le campane non suonino a morto.
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