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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 31-12-2021 13:36
in Politica | Visto 7.513 volte

Il bambino e l’imperatore

Lettera di fine anno al direttore del capogruppo di opposizione Angelo Vernillo

Il bambino e l’imperatore

Foto Alessandro Tich

Non sarà il messaggio di fine anno del presidente uscente Mattarella (ubi maior, Vernillo cessat…) ma si tratta comunque della testimonianza che conclude cronologicamente gli articoli del 2021 del canale “News” di Bassanonet.
Il consigliere comunale di opposizione Angelo Vernillo, capogruppo di Bassano Passione Comune, da me ribattezzato Hans Christian Vernillo per il volantino che nei gazebo della sua lista presentava “Le favole della giunta Pavan”, ha scritto e inviato una lettera di fine anno al direttore.
La missiva prende spunto dai miei due recenti articoli “Annus mediocris” (considerazioni di bilancio sull’andamento della cosa pubblica e dell’amministrazione comunale nel 2021) e “Merry Sindaco” (resoconto dell’incontro di fine anno per lo scambio di auguri del sindaco Elena Pavan con la stampa) per sviluppare una serie di riflessioni riguardanti la città in vista dell’Anno Nuovo che nascerà a mezzanotte.
Non siamo di fronte ai classici “botti di Capodanno”: anche in questa occasione il consigliere Angelo ma non troppo non le manda a dire, ma con uno stile pacato e positivo, come dal testo che segue, prima del quale colgo l’occasione per augurare a tutti voi un Felice Anno 2022, essendo tutti noi da due anni a questa parte in grosso debito con la felicità e con la suprema soddisfazione della normalità della vita:

LETTERA AL DIRETTORE

“Caro direttore Tich ti scrivo così mi distraggo un po' ed anche se (non) sei molto lontano più forte ti scriverò”: spero mi voglia concedere questo inizio che riprende la fine del suo articolo “Annus mediocris” e che mi ha solleticato, in aggiunta al bel reportage “Merry Sindaco”, di volerLe inviare queste poche righe proprio oggi che il 2021 sta volgendo al termine.
Con l’augurio per tutti che l’anno prossimo ci veda finalmente uscire da questa situazione eccezionale e difficile non posso tacere alcune considerazioni sulla “nostra” amata Bassano. Credo che dopo 2 anni e mezzo di amministrazione Pavan sia plasticamente sotto gli occhi di tutti che il “#sicambia” sia fallito. Che nulla di “nuovo”, di “straordinario”, di davvero importante sia stato promosso e portato avanti da questa amministrazione e che le uniche cose che si sono viste sono null’altro che un “#avanti” su situazioni pregresse, idee di anni fa, progetti e visioni di amministrazioni precedenti a questa.
Abbiamo sentito dire che il “#sicambia”, dopo 2 anni e mezzo, vuol dire che “si fanno le cose”. Interessante interpretazione alla quale bisogna però dare il nome giusto: una amministrazione che non ha idee, che non ha ancora mostrato una idea di città, si limita a portare avanti iniziative e realtà delle precedenti amministrazioni, sia quella di Cimatti che quella di Poletto. Il tutto con ritardi e qualche incidente di percorso. Questi sono dati di fatto: è la voce del bambino che grida all’imperatore nella favola “Il vestito nuovo dell’imperatore” mentre tutti tacciono ammaliati dal potere. E questi “bambini” che vedono le cose come stanno, sono sempre di più in città, a prescindere dalle edizioni Hans Christian Vernillo.
Lei, direttore, scrive che è stato un anno “mediocris”. Lei non è stato mai tenero nemmeno con l’amministrazione Poletto, (invito a rileggere l’articolo del 29.12.2015 sulle valutazioni dell’anno trascorso allora): anche se ad una lettura più approfondita si vede come nonostante tutto (ed era il primo anno non il secondo pieno) venissero lanciate idee, proposte, etc) e comprendo le difficoltà che ci sono state ma non posso dimenticare alcuni flash che hanno fatto “male, penso, alla nostra comunità: il modo in cui è stato gestito lo spostamento degli alunni della scuola Gabelli (“spaccando” una comunità, creando attriti, frizioni, etc) e la “festa” di restituzione del Ponte alla città, un momento che doveva essere di unione ma che, ahinoi, è stato un momento di esclusione e non inclusione.
Ma come dice la canzone del grande Lucio, “l’anno nuovo sta arrivando” e quindi prendo per buoni gli auspici dell’ultimo consiglio comunale dove qualche consigliere di maggioranza (Gerin e Vidale in primis) hanno fatto interventi di dialogo, di apertura e confronto dopo due anni e mezzo di chiusura a riccio. Prendo come buon auspicio per il 2022 l’ascolto dell’assessore Viero che ha fatto suo una proposta delle minoranze (Bassano per tutti in primis) per realizzare un parco urbano a sud dell’ospedale, ad esempio. Sarebbe cosa buona e giusta se nel 2022 questa maggioranza sanasse il “vulnus” di nessuna presidenza di commissione assegnata alle minoranze: potrebbe essere un primo passo concreto per un diverso modo di rapportarsi.
Purtroppo il fine anno e l’inizio del 2022 portano con sé alcuni “nuvoloni”: nessun passo in avanti in due anni e mezzo sulle opere più importanti e a parte il doppio senso di via Tabacco nessun intervento sulla viabilità di sostanziale, una progressiva perdita di centralità della nostra città ed una situazione di governance e di dialogo con la sanità locale davvero critica.
Nessuna novità sul teatro Astra: non siamo stati di certo noi a dire a gennaio 2020 “tra pochi mesi ci saranno novità” ma la Sindaca stessa.
Infine mi si consenta un pensiero sull’indebitamento previsto: se verranno accesi tutti i mutui previsti i cittadini bassanesi si troveranno nel giro di due anni il debito raddoppiato. I mutui però non sono l’unica possibilità per “fare le cose”: si devono cercare finanziamenti, vincere bandi etc. Dopo due anni e mezzo niente di tutto ciò è stato “portato a casa” da questa amministrazione: pochi fondi, pochi finanziamenti. Staremo molto attenti sui possibili contributi originati dal PNRR sperando di non avere la sorpresa a breve che comuni a noi vicini, anche dello stesso “colore” politico dell’amministrazione Pavan, ricevano contributi perché sono stati in grado di presentare progetti, di partecipare e vincere. E Bassano no. Sarebbe un elemento che dovrebbe farci riflettere tutti: al di là degli schieramenti. Insomma c’è tanto ancora da fare per la nostra Bassano e vogliamo farlo coinvolgendo tutti i bassanesi e le bassanesi di buona volontà perché Bassano possa tornare presto ad essere “Bassano”.

Buon 2022.

Angelo Vernillo

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