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Nessuno se ne è praticamente accorto, ma per l’amministrazione Pavan siamo quasi al giro di boa.
Nel prossimo mese di novembre scatteranno i due anni e mezzo di legislatura comunale: esattamente la metà del quinquennio amministrativo. Da dicembre si passa ai secondi e ultimi due anni e mezzo, che porteranno alle elezioni amministrative della primavera 2024. Sembrano tempi ancora lunghi, ma in realtà - viste le tempistiche della cosa pubblica nel nostro Paese - per portare a termine le proprie linee programmatiche, nonché i progetti scaturiti strada facendo, l’amministrazione comunale dovrà dotarsi di grande efficacia e di altrettanta velocità.
L’ordinaria amministrazione procede senza particolari intoppi, soprattutto nel tentacolare campo dei Lavori Pubblici ma anche nei settori della Sicurezza e della Cultura e parzialmente dell’Urbanistica. Mariano Scotton, assessore delegato allo Sport e all’Istruzione, grazie alla responsabilità affidatagli per le celebrazioni del Ponte è diventato, con un crescendo rossiniano, il nuovo factotum della città. Meno palpabili i risultati nel campo del Sociale: ma questo è dovuto alla sfuggevolezza dell’assessore competente. Il tutto filtrato dalla calcolatrice dell’uomo dei conti nonché vicesindaco Roberto Marin, immolatosi nel ruolo di ago del bilancio.
Foto Alessandro Tich
In altre parole, la maestra Elena sovrintende all’andamento dei suoi scolari e costoro - chi più e chi meno - stanno tutti regolarmente facendo i loro compiti per casa.
Ciò che invece resta ancora in sospeso è lo scenario strategico dei grandi progetti: quelli che fanno volare alto il senso della legislatura, che hanno un carattere di visionaria straordinarietà e che definiscono il disegno della “Bassano che verrà”. Quelle poche ma fondamentali cose per le quali negli anni a venire un sindaco viene ricordato, al di là del taglio del nastro di un Ponte restaurato. Serve un colpo d’ala risolutivo per lasciare il timbro indelebile dell’era Pavan.
Anche perché una parte non indifferente dei più rilevanti interventi messi in atto dall’attuale amministrazione - compresi il restauro del Ponte e lo stesso trasferimento della Polizia Locale sotto l’ombrello istituzionale dell’Unione Montana - sono stati predisposti dall’amministrazione Poletto se non persino, come nel caso della costruenda rotatoria di Ca’ Baroncello, già pensati e previsti nel piano della mobilità dell’era del sindaco Cimatti.
C’è dunque bisogno di “nuovo” - ma di “nuovo” veramente - e due questioni su tutte si impongono, in questo senso, all’attenzione generale. Sono sempre quelle, ma è giusto ricordarle.
La prima è la madre di tutti i progetti concepiti dal cappello a cilindro comunale per questo mandato: la progettazione e l’avvio della realizzazione del “Hub Urbano per la Cultura e l’Innovazione”, versione riveduta e ampliata del vecchio Polo Museale Santa Chiara, che comporta al suo interno la discussa ridefinizione dei destini della scuola Mazzini. Opera ambiziosa, come indicato da due società esterne di consulenza, e soprattutto costosissima. Difficile che in due anni e mezzo e poco più, a partire da adesso, si chiuda tutto l’iter in modo tale da far partire i cantieri con tutti i finanziamenti milionari in cassa: ma sarà questo il periodo decisivo per dare un contenuto definitivo a questa ancora indefinita pagina del futuro della città.
La seconda è in realtà una questione che si tramanda da un sindaco all’altro: l’acquisizione del Teatro Astra. Una medaglia che per Elena Pavan varrebbe un oro alle Olimpiadi. In questi primi due anni la vicenda si è trascinata senza esito alcuno ma il crollo di parte del tetto del Teatro ha creato una clamorosa congiuntura astrale nei non facili rapporti tra Comune e proprietà sulla quale andrebbe stretto il cerchio, anche in questo caso definitivo. Ma ci sono anche altri ambiti in cui l’amministrazione Pavan, nel periodo di governo che le resta, può cercare una gloria tutta sua.
Tra questi, spicca la risoluzione dell’intricata vicenda della realizzazione della strada parallela alla ferrovia nel P.P.E. n. 4 Parolini, ex Piano Mar, dopo che lo scorso luglio è stata data accelerazione alla procedura degli espropri necessari alla costruzione dell’arteria. Potrei continuare, ma qui mi fermo per dire che serve veramente un grande cambio di marcia per dare un senso al celebre slogan “Si Cambia” che ha sancito la fortuna elettorale di Elena Pavan ma che allo stesso tempo implica un pesante fardello di responsabilità nel rapporto di causa e effetto tra le parole e i fatti.
Intanto però, a fronte dei tanti e onerosi impegni da mettere in cantiere, l’amministrazione di Bassano del Grappa è impegnata in altre cose. Quella attuale, per Elena Pavan e la sua giunta, è la fase della Fiesta: e non certo in onore alla famosa automobile del sindaco.
Il governo cittadino è beatamente immerso nella fase più gaudente, e irripetibile, del suo mandato amministrativo. Il tempo delle feste, appunto, delle cerimonie e delle celebrazioni.
Questa è la stagione della riapertura del Ponte restituito alla città e tutto o quasi, da quattro mesi a questa parte e fino alla giornata clou dell’inaugurazione ufficiale del 3 ottobre, ruota attorno ad essa. Dal famoso concerto sul Ponte del 29 maggio a seguire, ogni evento compreso nello straripante programma delle celebrazioni si è trasformato in una continua passerella per i nostri amministratori governanti. È stato anche il tempo delle cene: sul Ponte ma anche in piazza, dove la sindaca Pavan, presente con buona parte della giunta comunale, è stata la star della recente serata conviviale di gala “Bassano da sogno” del FC Bassano 1903. Domani sul Ponte sarà il momento del “Défilé della Rinascita”, nobile iniziativa dell’Associazione Oncologica San Bassiano, che vedrà ancora una volta protagonista, tra le modelle per un giorno, la stessa sindaca Pavan. E al termine della sfilata il Gruppo Sommozzatori Bassano si cimenterà in una fiaccolata serale sulle acque del Brenta, passando sotto il monumento. Non c’è che dire, e non sto scherzando: che emozione.
Il tutto in vista dei Tre Giorni del Condor tra l’1 e il 3 ottobre nei quali si incroceranno magicamente le celebrazioni per il centenario della Sezione ANA Montegrappa (rinviate a quest’anno dopo il 2020 del Covid), la cerimonia di gemellaggio tra il Ponte di Bassano e il Ponte di Mostar, primo atto di un possibile gemellaggio istituzionale tra le due città e il gran finale dell’inaugurazione ufficiale del Ponte restaurato.
Siamo obnubilati dalle celebrazioni per il Grande Vecchio e in tal senso va riconosciuta all’amministrazione Pavan - con tutto il suo apparato di immagine e comunicazione - una presenza puntuale, costante e ineccepibile. In questo momento il centro del mondo è compreso tra la spalla di Bassano e quella di Angarano. Non è il tempo per pensare ad altro: il resto della città può attendere.
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