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Il passe-partout

La Mazzini sede museale? Sì, ma potrebbe anche rimanere una scuola o essere una sede “per le associazioni e la Filarmonica Bassanese”. Il “tutto e contrario di tutto” della capogruppo di maggioranza Ilaria Brunelli

Pubblicato il 29-11-2020
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Un museo negli spazi della scuola Mazzini? Sì, probabilmente, forse, magari, anche no.
La maggioranza corre in supporto della giunta comunale dopo la pubblicazione del nostro articolo di ieri, intitolato “Ma che bel museo”, nel quale diamo notizia del ricco affidamento da 40mila euro con il quale l'amministrazione comunale chiederà al professionista esterno che attualmente risponde ancora al nome di “mister X” di dare indicazioni sul riuso del patrimonio immobiliare comunale. In particolare, il super-consulente dovrà elaborare una rilettura progettuale del Polo Museale Santa Chiara, inquadrandola “all’interno di un più ampio progetto di rigenerazione urbana e riuso del patrimonio immobiliare all’interno del contesto urbano riferito all’Ex Convento di Santa Chiara, in ipotesi e/o parzialmente alla Scuola Mazzini e al Giardino Parolini”. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno, dal momento che una prospettiva di tale rilevanza, che porrebbe la parola “fine” all'ultracentenaria storia della scuola elementare, non è stata prima confrontata né tantomeno condivisa con la città.
Non mi dilungo sugli aspetti problematici che alla luce della delibera di giunta riguardano il futuro della Mazzini come sede scolastica: me ne sono già occupato nell'articolo di ieri.

Foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet

La notizia di oggi è un intervento tramite comunicato stampa di Ilaria Brunelli, capogruppo consiliare della civica #Pavan Sindaco, anche se nel comunicato - ed è la seconda volta consecutiva che accade - compare la firma col suo nome ma non il nome della civica che rappresenta. Nella nota trasmessa in redazione la Brunelli giustifica il percorso attuato dalla giunta Pavan. E ci mancherebbe, visto che stiamo parlando di un capogruppo della coalizione di maggioranza. Il suo intervento è in realtà un compendio del “tutto e contrario di tutto” dal momento che, come leggerete, lascia aperte - anzi, spalancate - tutte le finestre sul possibile avvenire della storica scuola primaria.
Un “ventaglio di opzioni” che cerca di interpretare la volontà della giunta e che partendo dalla destinazione museale dell'edificio di piazzale Trento passa anche per l'ipotesi “da valutare” del suo mantenimento come sede scolastica fino a ipotizzarne il riuso come sede per le associazioni cittadine e in particolare per la Filarmonica Bassanese.
Una questione, quest'ultima, rimasta in sospeso dopo che l'amministrazione Pavan ha gettato alle ortiche il progetto della “Casa della Musica” al vecchio ospedale - che era stato predisposto dall'amministrazione precedente, con finanziamento e progetto già approvati - e dopo che la stessa attuale amministrazione ha visto risolversi in un nulla di fatto l'ipotesi di trasferire la “Casa della Musica” nella chiesa di San Giovanni.
Insomma: ci sono varie “esigenze” in ballo e come si evince dal comunicato di Ilaria Brunelli, che riportiamo di seguito, l'edificio della scuola Mazzini sembra rappresentare il passe-partout ideale per dare spazio alla risoluzione dei problemi.

COMUNICATO

Il Mazzini è un edificio di pregio per la città, non solo dal punto di vista storico e strategico per la posizione che occupa, ma anche dal punto di vista affettivo, in particolare per tutti coloro che lo hanno frequentato come scuola.

Per tale motivo l'Amministrazione è consapevole che qualsiasi scenario va ponderato e condiviso con la città, accompagnato da approfondimenti necessari ma inquadrato in una prospettiva generale della città.

Lo studio affidato dalla Giunta per esplorarne l'utilizzo come eventuale sede museale è quindi solamente una delle diverse opzioni che potrebbero restituire l'edificio alla collettività, ma non è l'unica.

In primis è da valutare la possibilità di utilizzarlo nuovamente come sede scolastica, considerando comunque contestualmente necessità e opportunità della Vittorelli e facendo un ragionamento ampio e sincero sulla demografia scolare, tema quest'ultimo delicatissimo che l'assessore Scotton sta affrontando nel suo mandato.

Altro possibile utilizzo, eventualmente complementare ad altro, può essere la messa a disposizione di spazi per associazioni in particolare rapporto con la città.
Ricordo l'annosa necessità di dare una sede adeguata alla Filarmonica di Bassano, complesso bandistico comunale che da troppi anni esercita in un luogo inadatto, pur tuttavia rendendosi sempre disponibile a rappresentare la Città nei suoi appuntamenti istituzionali. E questo solo per fare un esempio.

È quindi un tema di valore tutt'ora aperto, nel quale l'obiettivo rimane sempre quello di valorizzare un edificio che non è semplice patrimonio comunale ma rappresenta un pezzo di cuore della città e per il quale nessuna scelta è scontata.

Ilaria Brunelli

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