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Intervista a Matteo Bizzotto, giovane “veterano” della politica cittadina, candidato con Impegno per Bassano. “Come moderato mi trovo bene in una coalizione che ha anime diverse, ma che condividono l'obiettivo di dare una svolta alla città”
Pubblicato il 25 apr 2019
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C'è chi si presenta come esponente del Centro-Centrosinistra (il candidato sindaco Angelo Vernillo) e chi invece ha tutte le caratteristiche per essere definito come rappresentante del Centro-Centrodestra. È il caso di Matteo Bizzotto, laureato in Giurisprudenza, ancora giovane (compirà 30 anni a maggio) ma già “scafato” frequentatore della vita pubblica cittadina. Centrista e moderato da tempi non sospetti, sin da quando, nel 2012, muoveva i primi passi nel rutilante mondo della politica come segretario-baby dell'UDC di Bassano del Grappa. Da allora il Bizz, figlio d'arte (suo papà è Ruggero Bizzotto, noto ex assessore e consigliere comunale bassanese,) è sempre stato molto attivo nella cosiddetta “area politica di riferimento”. Sempre nel 2012, sposando la cosiddetta “linea Monti”, dichiarava: “Il futuro della politica oggi più che mai è nel Centro e nei moderati”.
Coerente con questo principio, ha attraversato alcune fasi della spesso instabile evoluzione del Centro post-democristiano: nel 2014 si è candidato alle amministrative per la lista civica “Bassano Futura” a sostegno del candidato sindaco Dario Bernardi, un anno dopo è stato tra i fondatori della “Porta Alto Vicentino” di Italia Unica, partito fondato da Corrado Passera, ex ministro del governo Monti. I suoi primi veri sussulti di Centro tendente al Centrodestra risalgono al 2016, quando Bizzotto ha assunto il ruolo di coordinatore dell'intercomitato “BassaNO”, sorto in città a favore del “No” al voto del referendum costituzionale voluto da quel governo Renzi che proprio a seguito dell'esito referendario avrebbe rimesso il mandato. Un intercomitato del quale faceva parte tra gli altri, in quota “Comitato Lega Nord”, anche una certa Elena Pavan.
Poi l'onnipresente Matteo si è fatto le ossa anche nei quartieri, in veste di vicepresidente tuttora in carica del Comitato di Quartiere Firenze, e ha mosso le acque della partecipazione alla vita pubblica dei suoi coetanei o giù di lì portando avanti dal 2017 - in veste di portavoce e assieme agli altri tre moschettieri Giovanni Baggio, Carlo Bonato e Valerio Jeson Maggi - l'attività del movimento politico giovanile di centrodestra “GenerAzione Idea”. Insomma: a 30 anni ancora da compiere, il Bizz junior vanta già un curriculum politico-partecipativo che neanche qualche cinquantenne.
Matteo Bizzotto (foto Alessandro Tich)
Ora Matteo Bizzotto si candida nuovamente alle amministrative, nella lista civica della coalizione di centrodestra “Impegno per Bassano”.
Matteo Bizzotto, quali sono state le motivazioni che lo hanno spinto a correre di nuovo e a correre per Impegno per Bassano?
“Gli ultimi cinque anni sono stati cinque anni intensi. La passione per la politica non è una cosa che nasce oggi e nasce, posso dire, ormai quindici anni fa ed è ovviamente una passione che mi è stata tramandata da mio papà Ruggero che per tanti anni è stato consigliere e anche assessore a Bassano. Questa volta mi candido per un semplice motivo: in primis perché non ho mai perso la convinzione del fatto che la politica la si faccia per donare qualcosa agli altri e in questo caso al proprio territorio e ai propri concittadini.
Io amo visceralmente Bassano, credo come cittadino di dovermi impegnare per cercare di contribuire alla vita amministrativa della mia città e ho deciso di farlo in questa realtà, che è Impegno per Bassano, per svariati motivi. Intanto perché è una realtà civica, che un po' particolare. Non è una lista, come spesso succede con le civiche, che ha esaurito la sua funzione in un unico ciclo amministrativo, ma è una civica che ha una storia. Viene da cinque anni di opposizione, ci sono al suo interno molte persone che hanno un'importante esperienza amministrativa, con le quali io peraltro condivido tantissime idee rispetto a obiettivi, competenza e proprio anche impegno che vogliamo mettere in funzione dell'obiettivo finale che è quello, speriamo, di andare ad amministrare Bassano. Ed è una civica che può contare su tanti iscritti, che può contare sul fatto di essersi sempre impegnata nel rapporto coi cittadini e nel loro ascolto, dove si fa formazione, dove si cerca di studiare e di individuare una certa progettualità per una certa lungimiranza, anche, nella propria idea di amministrazione. Quindi ritenevo che fosse l'ambito giusto, per una persona come me che da sempre si definisce moderata, per impegnarmi proprio in questa realtà.”
E una persona moderata come si trova in una coalizione che esprime anche delle realtà non propriamente moderate?
“Io ho sempre pensato che la diversità anche di posizioni e comunque di idee sia qualcosa che deve arricchire, non è qualcosa che toglie. Questa è una coalizione che sicuramente presenta tante anime diverse, però si trova a condividere e a collaborare per l'obiettivo finale, che è quello di dare a Bassano una svolta. Perché riteniamo che ci debba essere sicuramente una discontinuità rispetto agli ultimi dieci anni di amministrazione. Notiamo che la città vive delle problematiche, ci viene chiesto dai cittadini di portare delle idee diverse nell'intenzione di amministrare ma anche di contribuire alla vita della città. Quindi ritengo che il fatto di avere diverse anime sia qualcosa che va ad aggiungere e non a togliere a quella che secondo me è comunque una coalizione che condivide e collabora in maniera positiva verso l'obiettivo finale.”
Se io le dicessi che lei è un democristiano che indossa il vestito del centrodestra, lei cosa mi risponderebbe?
“Questa è una bella domanda. Io le risponderei, intanto come prima cosa, che sicuramente per me essere chiamato “democristiano” è da sempre motivo di orgoglio. Perché purtroppo, negli anni, questa parola è stata usata molto spesso come termine un po' quasi dispregiativo. E cioè il democristiano come quella persona che “vola da destra a sinistra in cerca del maggior guadagno per sé stesso”. Io credo che invece la politica - e lo dico senza voler sembrare retorico - si faccia per amore, perché si ama qualcosa, in questo caso la propria città, il proprio Paese, si ha il senso dello Stato, si vuole contribuire e donare il proprio tempo. La grande forza della Democrazia Cristiana era quella di raccogliere dentro di sé persone che avevano molte idee diverse, tante correnti, che però alla fine poi si trovavano nel raggiungere un unico obiettivo. Quello che poi, alla fine, è ancora e sempre il fatto di collaborare e trovare un fine unico in cui tutti puntano sullo stesso obiettivo, anche se magari di partenza le posizioni erano differenti. Sicuramente io ho come grande figura di riferimento quella di Aldo Moro, che certamente si può collocare non nella posizione di una DC di centrodestra. Però io ritengo che ad oggi la grande forza, la grande idea che stava nella DC si possa ritrovare proprio nell'impegno civico. Ed è proprio per quello che io mi impegno in una lista civica, una lista civica che è forte, che ha idee, che ha persone competenti e che fa parte di una coalizione variegata ma che comunque ha dentro di sé la forza e la voglia di andare a amministrare con competenza e responsabilità la nostra città.”
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