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Striscia la perizia
Signore e Signori, ecco a voi la relazione Rizzo
Pubblicato il 08 nov 2018
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Nuntio vobis gaudium magnum: habemus relazione Rizzo.
L'ing. Giorgio Rizzo di Oderzo, chiamato a svolgere per conto del Comune di Bassano del Grappa la fondamentale perizia per i destini dell'attuale progetto esecutivo di restauro del Ponte, ha concluso più di un terzo delle mansioni richieste dal suo incarico. E cioè ha portato a termine la cosiddetta fase A (“analisi preventive”) e ha elaborato un secondo documento, preparatorio alla fase B (“analisi strutturali”). Resta inoltre da eseguire la fase C, che riguarda la “progettazione” di eventuali modifiche agli interventi di rinforzo per la spalla sinistra del manufatto, di proprietà Nardini.
Per i pochi che non lo sapessero, ricordo che l'incarico all'ing. Rizzo è conseguente alla disposizione dell'articolo 16 del contratto di “Costituzione di servitù perpetua e consenso all'occupazione temporanea delle aree necessarie a realizzare il progetto di ripristino e consolidamento del Ponte degli Alpini” sottoscritto tra il Comune e la Ditta Bortolo Nardini Spa il 3 marzo 2016. E che recita quanto segue: “Prima dell’inizio dei lavori sulla spalla in sinistra, il Comune, tramite un ingegnere abilitato, provvederà ad un’ulteriore verifica strutturale su di essa, sulla sua risposta, anche in riferimento al sovrastante edificio, nonché sulla fattibilità e sostenibilità dell'intervento sul Ponte e sulla proprietà del concedente.”
Ricordo anche che non si tratta di una verifica unilaterale: gli elaborati della perizia, sempre ai sensi dell'articolo 16 del contratto, “saranno controllati da un ingegnere abilitato incaricato dal Concedente”, vale a dire l'ing. Gilberto Sarti di Rimini, consulente tecnico della Ditta Bortolo Nardini Spa. E come specifica sempre e ancora il medesimo articolo: “Per l'ipotesi che la ulteriore verifica tecnica preventiva di cui al presente atto dovesse fare emergere problematiche di realizzabilità dell'intervento di consolidamento della spalla e/o rischi alle persone e/o alle cose tali da non poter essere superati da semplici accorgimenti modificativi del progetto (...), la costituzione di diritti a favore del Comune di cui al presente atto verrà meno e perderà ogni effetto...”.
Ebbene: l'ing. Rizzo ha consegnato in data 20 settembre 2018 la prima “relazione sulle analisi preventive (A)”, mentre in data 9 ottobre 2018 ha consegnato una seconda relazione tecnica riguardante la “metodologia di esecuzione dei rilievi e delle indagini” per quanto riguarda le analisi strutturali vere e proprie, ancora da compiere.
VERIFICA STRUTTURALE RIZZO FASE A
La “relazione sulle analisi preventive (A)” sulla spalla e sui fabbricati Nardini in sponda sinistra del Brenta è un tomo di 31 pagine. Si tratta del frutto di quattro sopralluoghi effettuati dal professionista consulente del Comune tra il 29 maggio e l'11 luglio 2018. Visite che, come specifica l'ing. Rizzo, hanno avuto un carattere “ricognitivo” in quanto “non è stato possibile eseguire un dettagliato rilievo geometrico-strutturale in tempi brevi” dal momento che “tutti i locali sono occupati o da attività lavorative o per funzione abitativa, inoltre pavimenti-pareti e soffitti sono ricoperti di mobili o finiture”.
L'ingegnere ha pertanto acquisito “una serie di disegni che hanno permesso di ottenere informazioni sulle geometrie delle murature”, mentre “non è stato possibile ottenere informazioni sulle reali caratteristiche delle murature, dei solai e del grado di connessione tra solai e murature”. Tuttavia, per questa fase preliminare di calcolo, “si è ritenuto sufficiente questo livello di conoscenza delle strutture”, in rapporto anche a tutti i documenti e le relazioni di riferimento correlati al progetto esecutivo.
“Visto lo stato di utilizzo dei luoghi - evidenzia il professionista -, una maggiore conoscenza delle strutture richiede molte più visite e la esecuzione di prove meccaniche; questo comporta tempi più lunghi.” Rizzo elenca anche gli interventi progettuali previsti sulla spalla lato Bassano, che prevedono tra le altre cose, come noto, “l'inserimento, all’estradosso dell’impalcato ligneo esistente, di una nuova trave reticolare, vincolata alla spalla con vincoli “unidirezionali”, scorrevoli in direzione perpendicolare alla spalla”.
Seguono i capitoli relativi alle analisi preventive vere e proprie, corredati di calcoli, formule, schemi e diagrammi ovviamente “digeribili” dai soli addetti ai lavori e concentrati su tre macro-tematiche: modelli di calcolo per la spinta idraulica, verifica della spalla lato Bassano e analisi sismica dell'intero complesso di fabbricati.
A seguito dei modelli di calcolo adottati e “sulla base della documentazione di progetto e dello stato di fatto del ponte”, l'ingegnere rileva che “nella condizione estrema, che simula il comportamento avvenuto in occasione della piena del 1966, allo stato attuale la spinta idraulica comporta sollecitazioni uguali o superiori a quelle ipotizzate dalla nuova soluzione progettuale”. “Inoltre - continua il testo -, la presenza di collegamenti metallici tra longherine e parete muraria, comporta la trasmissione di sollecitazioni fuori piano di forte entità che vengono del tutto eliminate con l'adozione di appoggi scorrevoli in direzione longitudinale del ponte previsti dal progetto esecutivo.”
In altre parole: quando la pressione della spinta orizzontale del fiume supera il limite di progetto (esempio alluvione del '66), la trave reticolare di impalcato si “sgancia” dagli appoggi alla spalla, che viene in questo modo svincolata dalle “sollecitazioni fuori piano di forte entità”. “Queste reazioni perpendicolari alla spalla - continua la perizia - hanno causato, anche per azioni orizzontali di minore entità, danneggiamenti locali alla muratura nella parte sommitale che risulta, infatti, sconnessa e danneggiata.”
In conclusione, considerando tra le altre cose “le verifiche della struttura muraria sotto condizioni estreme ed eccezionali corrispondenti alla piena del fiume e al sisma”, ma anche “le misure di ripristino e consolidamento dell'impalcato e della struttura muraria della spalla previste dal progetto esecutivo”, Rizzo ritiene che “con l'adozione delle misure previste dal progetto esecutivo, la struttura muraria della spalla lato Bassano non risulta essere soggetta ad azioni peggiorative rispetto a quelle presenti allo stato di fatto e rispetto alle azioni cui è stata soggetta in passato”. “Il progetto esecutivo, anzi - prosegue -, risulta migliorare l'interazione tra la struttura del ponte e le spalle, riducendo da un lato le azioni sollecitanti e, dall'altro, consolidando e rafforzando la muratura esistente.”
Con una raccomandazione finale: “Si pone in evidenza che la parte superiore del muro di spalla lato sinistro è fortemente danneggiata per i motivi sopra descritti; per la sicurezza delle strutture si ritiene necessario intervenire rapidamente per la realizzazione del consolidamento previsto dal progetto.”
ANALISI STRUTTURALI RIZZO - METODOLOGIA DI ESECUZIONE DEI RILIEVI SULLE PROPRIETÁ NARDINI
Dunque per l'ing. Giorgio Rizzo, sulla base delle sole analisi preventive, il progetto esecutivo firmato per la parte strutturale dall'ing. Claudio Modena “non è peggiorativo” ed è anzi “migliorativo” per l'interazione tra la struttura del ponte e le spalle.
Manca tuttavia ancora il grosso del lavoro: il completamento delle “analisi strutturali”, da elaborare - secondo il disciplinare di incarico al professionista - entro 90 giorni dalla data dell'ultimo rilievo. Ed è qui che spunta il secondo e alquanto interessante documento del 9 ottobre 2018, sempre a firma dell'ingegnere di Oderzo, relativo alla “metodologia di esecuzione dei rilievi e delle indagini” per le “verifiche strutturali dell'unità Nardini in sinistra idrografica”.
Alquanto interessante perché? Perché la relazione tecnica propone una serie di interventi di verifica invasivi all'interno della proprietà Nardini, vale a dire “rilievi e prove fisiche” definiti “necessari per completare il quadro delle caratteristiche strutturali del complesso di fabbricati e per la precisa caratterizzazione meccanica dei materiali”.
Per prima cosa, vengono indicate le diverse tipologie di indagine previste per “i diversi blocchi abitativi di proprietà della ditta Nardini”.
Si prevede innanzitutto l'ispezione della muratura: con la “rimozione di una piccola porzione di intonaco delle murature per analizzare il tipo di muratura, di laterizi e di malta presenti”, in particolare “ in corrispondenza di intersezione tra setti murari”.
Inoltre, se ritenuto opportuno, “si richiederà l’esecuzione di fori trasversali per indagine endoscopica (fori diametro 40mm)”. Successivamente, “in base al tipo di muratura che si scopre con la rimozione dell’intonaco, si deciderà sulla opportunità di eseguire delle prove a campione con martinetto piatto”.
C'è quindi l'ispezione del solaio, per la quale “si procederà (se necessario) alla rimozione di piccole porzioni di controsoffitto”. Infine l'ispezione delle fondazioni, che prevede “la realizzazione di scavi (fino a una profondità sufficiente a misurare e visionare la fondazione) per la valutazione delle caratteristiche delle strutture di fondazione”.
Anche in questo caso, se ritenuto opportuno, “si richiederà l’esecuzione di fori trasversali per indagine endoscopica (fori diametro 40mm)”.
Ma non è tutto. Oltre all'esecuzione delle indagini meccaniche e al “rilievo geometrico puntuale dall'esterno e dall'interno con stazione totale, laser-scanner o puntatori laser”, l'ing. Rizzo approfondisce la metodologia per le “indagini-rilievi sulla spalla del ponte lato Nardini”. Per eseguire le indagini sullo stato della muratura, propone di “eseguire uno scavo” in una delle due metà dell'area esterna della Grapperia Nardini (quella dove ci si sofferma a bere l'aperitivo, tanto per capirci) che “occupa parzialmente il passaggio pedonale, garantendo comunque un transito di almeno 2.3 m.”.
Scopo dello scavo: “analizzare la parte di muratura che funge da spalla del ponte e una porzione di setto di muratura ortogonale alla spalla stessa”.
Sul fondo scavo “si prevede di eseguire uno o più sondaggi verticali per studiare le caratteristiche del riempimento a tergo spalla e per indagare sulla geometria e le principali caratteristiche meccaniche della fondazione di questa parte di muratura”.
Oltre alla indagine sul muro di spalla, si prevede “di eseguire una esplorazione delle caratteristiche delle connessioni tra gli elementi di ponte con il muro di spalla”. Si tratta di una ispezione visiva, sia sugli elementi di impalcato che sugli elementi della copertura. Si prevede “di operare dal basso, dal fondo del fiume utilizzando una piattaforma aerea”. Tutto ciò “ha come scopo la raccolta di informazioni per la fase di analisi della interazione ponte-fabbricato”.
E non è finita qui: perché “durante l’esecuzione di queste ispezioni, in funzione dei risultati si deciderà di eseguire l’ispezione anche sulla seconda metà di spalla”.
E sempre durante l'indagine, “nel caso in cui le connessioni tra elementi del ponte e la muratura non siano sufficientemente visibili, si indicheranno degli interventi tali da raccogliere sufficienti elementi per caratterizzare il comportamento meccanico”.
Al netto delle valutazioni dei propri consulenti tecnici e legali, acconsentirà la proprietà Nardini a farsi scavare e traforare porzioni di fabbricati e a sacrificare per gli scavi una parte della metà dell'area esterna della Grapperia all'ingresso est del Ponte, e eventualmente in un momento successivo anche la seconda metà, per permettere l'esecuzione delle analisi? E quanto tutte queste operazioni - in funzione anche del completamento della fase B della verifica strutturale - potranno influire sulle tempistiche del cantiere che dovrebbe ripartire a gennaio e che secondo le indicazioni dello stesso ing. Rizzo dovrebbe “intervenire rapidamente per la realizzazione del consolidamento del muro di spalla previsto dal progetto, per la sicurezza delle strutture”?
Prima o poi le risposte arriveranno: The Show Must Go On.
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