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Bottacin e risposta
Centralina idroelettrica: l'assessore regionale replica alle accuse di Italia Nostra. “Forzatura politica condita da imbarazzante ignoranza e affermazioni paragonabili quasi a una bestemmia”
Pubblicato il 13 feb 2018
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Altro che agitate. Le acque attorno al progetto della centralina idroelettrica di Bassano, anche se il canale di derivazione Arcon di via Pusterla in questo momento è in asciutta per effetto della tura per i lavori sul Ponte, sono tempestose. A provocare il vento di burrasca è stato l'intervento di ieri della sezione di Bassano del Grappa dell'associazione Italia Nostra, che ha preso di mira - come da nostro articolo già pubblicato - l'assessore all'Ambiente e alla Protezione civile della Regione Veneto Gianpaolo Bottacin.
Nelle ore successive alla diffusione del comunicato dell'associazione bassanese è stata trasmessa alle redazioni una durissima e altrettanto circostanziata replica dell'assessore Bottacin, corredata anche di una nota tecnica del Genio Civile di Vicenza in merito al progetto della centralina che sarà oggetto del nostro prossimo articolo.
Di seguito riportiamo integralmente il comunicato stampa dell'assessore regionale all'Ambiente:
L'assessore regionale all'Ambiente e alla Protezione civile Gianpaolo Bottacin (fonte immagine: radiocortina.com)
COMUNICATO
CENTRALINA DI BASSANO. ASSESSORE AMBIENTE REGIONE A ITALIA NOSTRA. “FORZATURA POLITICA CONDITA DA IMBARAZZANTE IGNORANZA”
“Ancora disinformazione accompagnata da dichiarazioni scandalose, irrispettose e più semplicemente assurde da parte di Italia Nostra quando, riprendendo strumentalmente alcune affermazioni collegate al caso della centralina di Bassano (di cui, va specificato in maiuscolo, parliamo di una POTENZA di 156kW!), la accosta alla tragedia del Vajont, dimostrando una imbarazzante ignoranza. Evidente quindi la forzatura politica del paragone, mossa senza nemmeno il pudore di avere il rispetto per i quasi duemila morti del Vajont”.
Comincia con queste parole l’articolata replica dell’Assessore all’Ambiente della Regione Veneto alla polemica a lui rivolta dalla sezione di Italia Nostra sulla “centralina di Bassano”.
“Potrei fermarmi qui, e queste poche parole sarebbero sufficienti a tacitare le affermazioni senza vergogna, paragonabili quasi a una bestemmia, di Italia Nostra - prosegue l’assessore -. Poiché tuttavia la critica non si limita agli aspetti politici, ma gli estensori del comunicato, entrando nel dettaglio, screditano le mie competenze professionali, sento il dovere di rispondere anche a tutela delle stesse. Partiamo dal fatto che si contesta la mia affermazione secondo la quale la centralina ad oggi non è ancora stata autorizzata replicando invece che il Decreto dirigenziale 189/2016 “costituisce l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di un impianto idroelettrico”. Errore clamoroso, e prova di superficialità nella lettura dei contenuti, se tale lettura c’è stata effettivamente, in quanto da una lettura attenta avrebbero potuto rilevare che lo stesso Decreto è vincolato alla verifica del progetto esecutivo da parte del Genio Civile di Vicenza “con particolare riguardo alle modalità di realizzazione delle opere” (che ad oggi, va ulteriormente precisato, non ha ancora ricevuto alcun progetto esecutivo), oltre che alle “prescrizioni impartite da dalle conferenze dei servizi e dalla soprintendenza archeologica del Veneto”. Non essendo peraltro al momento pervenuto formalmente ancora alcun progetto esecutivo, come dovrebbero sapere anche gli esperti giuristi di Italia Nostra, non può essere realizzata alcuna centralina”.
“Riguardo invece ai pareri delle conferenze dei servizi, organo collegiale su cui si basa il successivo esito autorizzatorio - prosegue l’assessore -, sono parte integrante del Decreto 189/2016. In tal senso va ricordato che la prima di tali conferenze dei servizi si è tenuta il 10 settembre 2013 e che alle medesime sono stati invitati Bacino Idrografico, Comune di Bassano, Provincia di Vicenza, ULS, Arpav, Veneto Agricoltura, Autorità di Bacino, Ministero dello Sviluppo Economico, Vigili del Fuoco, Esercito, Enel, Ministero del Beni Culturali. Va poi ulteriormente specificato che già in data 17aprile 2014 la Commissione Tecnica Regionale Ambiente aveva espresso parere favorevole con prescrizioni e che ancor anteriormente, il 29 luglio 2009, la Commissione VIA si era invece espressa con parere favorevole nel merito degli aspetti ambientali, recepito poi con DGR n. 2852/2009, che ha espresso giudizio favorevole di compatibilità ambientale. Il rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dell’ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico artistico, richiamato da Italia Nostra, viene esaminato dalle commissioni tecniche preposte, la VIA, la CTRA e dalla conferenza dei servizi, che ne recepisce i pareri. Tutti organi in cui non vi è la partecipazione della parte politica, come si presume dovrebbero sapere anche i comunicatori di Italia Nostra”.
“Non mi fermo qui - dice ancora - e credo che ancor più siano poi le insinuazioni di Italia Nostra quando afferma che la Giunta su mia proposta ripetendo “il gesto … coraggioso di Ponzio Pilato” si sarebbe spogliata di competenze, riferendosi alla DGR 1714 del 2016. Tale atto amministrativo infatti, lungi dal “lavarsi le mani e liberarsi della competenza ad emettere l’autorizzazione” non faceva altro che aggiornare il quadro normativo a seguito dell’entrata in vigore della Legge Regionale 4/2016 e del Decreto legislativo 126/2016, approvati dal Consiglio Regionale e dal Parlamento, non certo dall’assessore Bottacin. In verità quindi, sull’intricata vicenda della centralina di Bassano, la parte politica della Regione si è espressa solamente una volta, nel 2009, quando io mi occupavo di tutt’altro. Per il resto, esattamente come previsto dalla legge, che evidentemente Italia Nostra dimostra di non conoscere in profondità, l’iter prevede autorizzazioni e/o dinieghi solo ed esclusivamente di natura tecnica”.
“Ad oggi peraltro - ricorda l’assessore - resta ancora pendente il ricorso al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, che finalmente chiarirà la questione giuridica e forse metterà anche un punto al chiacchiericcio spesso inappropriato che sul caso è stato montato. Per quanto invece riguarda la sgradevole parte in cui vengo invitato a “tornare a occuparmi di ingegneria meccanica nell’interesse del popolo veneto”, - aggiunge - in conclusione vorrei comunque ulteriormente far presente, anche a tutela della mia professionalità e onorabilità, che risulto iscritto all’albo dei consulenti tecnici del Tribunale, oltre che all’albo degli ingegneri (anche in ambito civile) di Belluno. È proprio alla luce di queste mie esperienze e professionalità che da tempo ho imparato a leggere una perizia, come quella dello stimato prof. Vitaliani, docente di Tecnica delle costruzioni e Progetto di strutture presso l’Università di Padova, in cui rileva che “il fabbricato Cà Priuli è particolarmente sensibile a modifiche delle condizioni di vincolo in fondazione: uno scavo al piede della facciata può provocarne il collasso” e conclude che “un’opera di questo genere possa creare motivi di rischio per il ponte”. Ma anche come quella dell’altrettanto stimata prof.ssa Cola, docente di Geotecnica nella difesa del territorio e Miglioramento dei terreni ed opere in terra presso l’Università di Padova (molto più articolata e successiva a quella del prof. Vitaliani) le cui conclusioni sono invece che “i timori palesati dai proprietari dell’edificio Cà Priuli potrebbero essere motivati qualora lo scavo del canale fosse eseguito senza opere di protezione; gli interventi previsti nel progetto sono interventi ormai tradizionali nella pratica geotecnica e permettono di eseguire i lavori in sicurezza, annullando ogni possibile cedimento dell’edificio maturabile in concomitanza con i lavori; gli interventi vengono a costituire un rinforzo della fondazione dell’edificio nel punto più soggetto a scalzamento da parte delle acque attualmente transitanti nel canale non regolato. Possono quindi essere considerati interventi migliorativi che stabilizzano il palazzo stesso, garantendo un’azione duratura anche nel futuro.”
“Come può comprendere anche un lettore poco attento - conclude l’assessore - il prof. Vitaliani parla di possibile collasso, così come nella relazione del geologo Droli si parla di possibili conseguenze, mentre nella perizia della prof.ssa Cola non si parla di possibilità, ma, in risposta a tali dubbi, si leggono risposte certe. Ogni avvocato e ogni magistrato sa perfettamente quale sia la differenza tra una perizia che pone il dubbio o la possibilità di una cosa e quella in cui il perito conclude in maniera perentoria. Sottolineo tuttavia che non è compito della politica entrare nel merito delle questioni tecniche, né tanto meno in questioni che attengono alla magistratura. Ho ritenuto doveroso fare in tale circostanza queste puntualizzazioni solamente perché non è accettabile un attacco alla mia professionalità che, ovviamente, sarò costretto a tutelare in tutte le sedi opportune”.
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