Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 25-01-2018 21:54
in Politica | Visto 1.716 volte
 

Falsa partenza

Fuochi d'artificio tra due blocchi contrapposti alla prima riunione della Commissione di monitoraggio sui lavori del Ponte. Le minoranze in toto respingono la presidenza e la seduta si conclude con un nulla di fatto

Falsa partenza

La seduta della commissione presso l'Area Lavori Pubblici (foto Alessandro Tich)

Sembrava la convocazione di una riunione pro forma, sostanzialmente finalizzata alla procedura dell'elezione del presidente e del vicepresidente di commissione. Roba da sbadigli, tanto per intenderci. E invece proprio l'argomento della nomina della figura di riferimento della neo costituita Commissione Consiliare Temporanea per il monitoraggio dei lavori sul Ponte degli Alpini fa partire i fuochi d'artificio.
Luogo dello spettacolo pirotecnico: la sede dell'Area Lavori Pubblici del Comune in piazza Castello degli Ezzelini. Convocati dal presidente del consiglio comunale Carlo Ferraro, i commissari si siedono attorno al tavolo in ordine misto, com'è prassi nelle commissioni consiliari. Non c'è un “al di qua” e un “al di là” come tra i banchi della sala del consiglio in municipio, ma mai come in questa occasione emerge la contrapposizione tra due blocchi in totale disaccordo.
Chi vi scrive ha percepito che la seduta non sarebbe stata noiosa poco prima del suo inizio fissato alle 18, quando è giunto in redazione il comunicato stampa - di cui ci siamo occupati nel nostro articolo precedente - con il quale i quattro gruppi di minoranza dell'area di centrodestra (Impegno per Bassano, Lega Nord, Forza Italia e Bassano Congiunta) annunciavano le motivazioni per le quali rinunciavano ad assumere la presidenza di commissione. Come poi si vedrà dagli interventi, anche gli altri commissari di opposizione saranno sulla stessa linea.
Non si tratta di una questione di secondaria importanza: la delibera di consiglio comunale del 29 giugno 2017 che sancisce l'istituzione della commissione temporanea stabilisce infatti, nero su bianco, che la presidenza della commissione medesima spetta a un esponente della minoranza.
Dopo un primo assordante minuto di silenzio in risposta alla richiesta del presidente Ferraro di avanzare delle proposte di candidatura, a rompere il ghiaccio ci pensa il consigliere Andrea Zonta di Bassano Congiunta: “Da parte nostra non ci sono candidature per il percorso con il quale si è arrivati a fare questa commissione dopo sette mesi dalla sua approvazione in consiglio. Se di trasparenza dobbiamo parlare, si doveva parlare sin da subito.”

Si rende necessario, per capire il nocciolo della questione, fare un sintetico riassunto delle puntate precedenti. Ancora il 3 novembre 2016, quando le incertezze sull'iter del restauro del Ponte erano già da tempo e ampiamente sotto gli occhi di tutti, le opposizioni avevano richiesto in consiglio comunale l'istituzione di una Commissione temporanea di trasparenza e garanzia: proposta bocciata dalla maggioranza. Nel consiglio dell'8 giugno 2017 le minoranze alzavano l'asticella, richiedendo che venisse istituita una Commissione d'indagine: mozione rispedita al mittente dalla maggioranza che ne votava il ritiro dall'ordine del giorno.
Finché, nella successiva seduta del 29 giugno 2017, la maggioranza portava in consiglio e approvava una proposta di delibera per l'istituzione della Commissione temporanea per il monitoraggio dei lavori sul Ponte, convocata oggi per la prima volta. “Fuori tempo massimo”, sbotta Tamara Bizzotto della Lega Nord.
Giovanni Reginato (Pd) replica a Zonta: “La commissione è un'ottima occasione per andare a fondo sulle vicende del Ponte. Se le minoranze non vogliono la presidenza come sancisce la delibera, chiedo al presidente se non si debba votare un'altra delibera in consiglio comunale.” Stefano Monegato di Impegno per Bassano lancia un'ipotesi da Grosse Koalition: propone per la presidenza il nome del capogruppo del Pd Gianandrea Borsato, oggi assente e sostituito dalla consigliera Paola Bertoncello, come “figura di garanzia”. Comunque un uomo della maggioranza.
“L'attività di controllo delle opposizioni è molto attenta, siamo tutti d'accordo sul Ponte e abbiamo sempre collaborato - dichiara -. Ma da due anni e mezzo ci sono grosse difficoltà di comunicazione della maggioranza e della giunta. Sì alla partecipazione a questa commissione, ma l'iter che è stato portato avanti sin dagli inizi ci trova assolutamente contrari.”

Reagisce Bruno Bernardi di Più Bassano: “Questa commissione è una grande occasione ed è quello che la città ci chiede. Quando si parla dei soldi che sono stati spesi fino adesso per il Ponte io dico che sono stati spesi i soldi che si era previsto di spendere. Ed è una cosa vera, tanto più se verificata da una commissione e tanto meglio se presieduta da un componente dell'opposizione.”
“La maggioranza aveva respinto la prima proposta di una Commissione temporanea - aggiunge Bruno Bernardi - perché era un doppione della Commissione Territorio e perché allora non ci si aspettavano tutti i problemi che sarebbero venuti fuori successivamente. Una Commissione d'indagine, invece, indaga su una cosa fatta male. Le carte del Ponte sono state già viste da tribunali, Tar, Consiglio di Stato e sono già controllate.”
“La maggioranza - dichiara l'esponente di Più Bassano alle minoranze - si mette nelle vostre mani, chiedendovi di condurre una commissione trasparente. Il vostro atteggiamento è quello di chi ha gettato il sasso e adesso nasconde la mano. C'è attesa che questa commissione parta e che il presidente concordi con gli uffici che cosa vedere.”
Tamara Bizzotto della Lega non ci sta: “Dopo quattro anni che chiediamo trasparenza, adesso venite qui con la commissione trasparenza. Io non ci tengo a fare da parafulmine a questa Amministrazione. Ogni volta che ve lo abbiamo chiesto non avete voluto mettere le carte in tavola. Ve la siete gestita e ve la portate avanti anche in questo ultimo anno.”
Paola Bertoncello (Pd) ribatte: “In Commissione Territorio e in consiglio comunale abbiamo parlato molte volte del Ponte. Questa è un'occasione diversa, la presidenza alle minoranze è fondamentale. Solo in questo modo avremo una assoluta trasparenza.”
“Dire di no è pretestuoso - continua -. Avete in mano voi la situazione, da noi c'è la disponibilità.”

Andrea Zonta 2 la vendetta: “Dare una presidenza a cui il regolamento comunale non dà ampi poteri al presidente, che deve sempre agire in accordo con il sindaco, non è una condizione di serenità. Siete voi amministratori che dovete rendere atto di quello che sta accadendo sul Ponte. Non devo io di minoranza fare luce, spetta alla maggioranza.”
Insorge Dario Bernardi di Portiamo Bassano al Centro che prende di mira il presidente del consiglio Ferraro a cui spetta la convocazione del gruppo: “Al consiglio del 29 giugno non ho votato e ho citato Pirandello. La delibera stabiliva che la commissione doveva fare una prima relazione dopo sei mesi. Siamo qui per la prima volta dopo sette mesi. Perché avete aspettato tanto? Monitorare i “non lavori” di questi ultimi sette mesi sarebbe stato importante. Questa è una risposta che deve dare la maggioranza.”
Renzo Masolo di Bassano per Tutti esprime “grosso dispiacere” e “delusione” per il rifiuto delle minoranze “dopo le tante richieste” di fare luce sul restauro del Ponte.
Mariano Scotton di Forza Italia, che presiede una commissione consiliare, usa invece una metafora alla Fietta Dolciumi: “La coerenza è un valore fondamentale e qui non c'è stata. Non avete accettato la commissione di trasparenza e ci avete dato la caramella. Poi non avete voluto la commissione d'indagine e questo è stato il cioccolatino. Ora avete fatto la commissione di monitoraggio e siamo tornati alla caramella.”
“Un presidente di commissione - specifica quindi - può convocare qualsiasi persona solo attraverso il sindaco. Se la commissione non è d'accordo, la commissione non si fa. Il presidente di commissione deve sottostare alla maggioranza.”
Controbatte Alessandro Faccio (Pd): “Non ho capito se i commissari di minoranza ritengono valido l'insediarsi di questa commissione. La percezione è che è più facile contestare i processi piuttosto che approfondirli. Avevate l'opportunità di cercare il pelo nell'uovo.”

Annamaria Conte del Movimento 5 Stelle, come sempre di poche ma efficaci parole, prorompe: “Fare trasparenza non è compito della commissione. È compito della Pubblica Amministrazione, pubblicando atti e facendo informazione. Compito di una commissione è la chiarezza, che è una cosa diversa. Ora vi arrabbiate perché noi chiediamo chiarezza. Lo avrebbe fatto una commissione d'indagine. Se pensate che questo tipo di commissione faccia chiarezza, avete sbagliato strada.”
Andrea Zonta 3 Il Ritorno dello Jedi: “Il garante di chiarezza e trasparenza è chi amministra in maggioranza.”
Seguono altre schermaglie, delle quali il vivace ping-pong tra i due Bernardi Brothers (Dario e Bruno) rappresenta l'espressione più colorita. Tuoni, fulmini e parafulmini.
Ce n'è anche per la questione dei sette mesi di ritardo per la convocazione di oggi, per la quale il presidente Ferraro sveste la casacca da arbitro e indossa quella da centravanti, cercando di spiegare animatamente, e in particolare a Dario Bernardi, le sue ragioni.
Alla fine le due opposte posizioni restano tali e il presidente del consiglio comunale non può che prendere atto del vicolo cieco.
“Come procedere? La delibera dispone che la presidenza spetta alla minoranza e la maggioranza non può assumerla - afferma -. Mi consulterò col segretario generale dottor Accadia. Le alternative sono due: o rinviare la questione a una prossima riunione della commissione oppure restringerla a una riunione dei capigruppo.”
“Se dovesse persistere il rifiuto - rimarca Ferraro - la delibera non può essere attuata e dovrà tornare in consiglio comunale, che deciderà sovrano.”
Si spengono le polveri pirotecniche e la seduta si scioglie con un nulla di fatto.
Qui si conclude la cronaca di una falsa partenza, se mai ci sarà un arrivo.