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Mediazione multaculturale
Italia, Germania, Sudafrica, Uganda e Russia. Storie di multe, di rimozioni di auto e di improvvisati rapporti diplomatici internazionali, nella presunta città turistica di Bassano, per intralcio alla cerimonia dell'Alzabandiera in via Angarano
Pubblicato il 04 giu 2016
Visto 5.936 volte
Ore 14.30 circa, via Angarano, slargo davanti a Palazzo Bonaguro.
Chiamato da un agente della Polizia Locale, arriva un mezzo con autogru del soccorso e rimozione stradale Scremin. Ci sono due automobili, regolarmente parcheggiate sulle strisce blu, da rimuovere all'istante.
Alle 15 inizia infatti la cerimonia della consegna della cittadinanza onoraria della Città di Bassano del Grappa al Battaglione “Bassano” del 6° Reggimento Alpini, che prevede come primo atto gli Onori al Gonfalone della Città e l'Alzabandiera, proprio in questo punto di via Angarano, prima della partenza del corteo verso il centro storico. In realtà le due vetture non intralciano l'allestimento della cerimonia, ma ne occupano in qualche modo l'area, seppure in disparte.
Foto Alessandro Tich
Da qui la rimozione coatta.
La scena si svolge davanti a un incuriosito ma anche un po' sconcertato pubblico che mescola penne nere e volti da tutto il mondo.
Sul marciapiede davanti a Palazzo Bonaguro sono già infatti schierati gli alpini e le autorità che di qui a poco parteciperanno alla cerimonia, mentre dentro il Palazzo si sta svolgendo la Festa delle Culture, kermesse di incontri e appuntamenti, organizzata dall'associazione Il Quarto Ponte, dedicati alla mediazione multicuturale.
Lo sconcerto degli astanti è generato dal fatto che la prima vettura che viene rimossa, una Audi Q3, ha la targa tedesca. E' un'auto, cioè, di turisti stranieri. Sono cose che accadono, nella presunta città turistica e del marketing territoriale di Bassano del Grappa. Ma più di un testimone della scena, anche tra i partecipanti alla imminente cerimonia, storce il naso: il provvedimento nei confronti dell'occupatore (di parcheggio) tedesco appare esagerato. Sicuramente un brutto souvenir della nostra città per dei turisti che non stanno trasgredendo al codice della strada. Lo stesso destino, pochi minuti più tardi, spetterà a un'altra autovettura italiana parcheggiata di fianco.
Va detto - a onor del vero - che davanti al muretto con la siepe che delimita gli stalli di posteggio c'è anche un cartello con la scritta “Divieto di parcheggio con rimozione dalle ore 14 per cerimonia...” eccetera eccetera.
Ma - come riferito da altre persone, partecipanti alla Festa delle Culture, che hanno parcheggiato in via Angarano in mattinata - l'avviso, coperto dalle altre auto in sosta, era poco visibile. E in più, scritto solamente in lingua italiana.
Ma tant'è: la vettura tedesca viene “imbragata” e dotata di ruotine supplementari per il traino fino alla sede del soccorso e recupero stradale di viale Vicenza, sulla strada per Marostica, mentre il vigile scrive il verbale per la sanzione amministrativa.
Ed ecco che - proprio mentre il camioncino di Scremin muove i primi metri per portare via la macchina - arrivano trafelati gli occupanti dell'Audi germanica.
Si tratta di tre persone anziane: un signore che vive in Germania, la sorella tedesca che abita invece in Sudafrica e il marito sudafricano di lei. Sono appena reduci dal pranzo in un ristorante del centro.
La sigla della targa dell'auto rimossa è DAH: è la targa della città di Dachau, tristemente nota per il famigerato campo di concentramento nazista.
E il proprietario dell'auto, quando gli chiedo in inglese da dove arrivi, risponde sul generico, forse per non suscitare ulteriori imbarazzi: “Vengo da una città tra Monaco di Baviera e Augsburg”, ovvero Augusta.
La vettura “colpevole” di aver intralciato l'imminente Alzabandiera non viene portata via. Viene riconsegnata sul posto al proprietario. Ed è a questo punto che scatta un'operazione di improvvisati rapporti diplomatici internazionali.
Scende infatti in campo - nel senso letterale del termine - Prisca Ojok Auma: la vulcanica e conosciutissima “bassanese d'Uganda”, presidente dell'associazione Mar Lawoti onlus di Bassano, presente con uno stand all'ingresso della Festa delle Culture a Palazzo Bonaguro. La quale, presa da uno dei suoi inarrestabili impulsi solidali, prende a cuore la sorte dei turisti multati: parla con loro in inglese, li rincuora, li abbraccia e avvia una mediazione con l'agente di Polizia Locale e con l'autista dell'autogru.
Davvero una bazzecola, per una come lei che da anni promuove azioni di solidarietà nel suo Paese e testimonia e denuncia, anche sulle Tv nazionali, il dramma dei bambini soldato e della persecuzione del popolo ugandese Acholi.
Alla fine la mediazione volante porta i suoi frutti. Il turista teutonico se la cava con un verbale di infrazione di 28 euro se pagati entro cinque giorni.
E, da bravo tedesco, dichiara che lunedì andrà subito a pagarli in qualche ufficio postale. Dissente invece il cognato sudafricano, davvero arrabbiato per l'accaduto: “Non pagherei neanche un centesimo”, sbotta in inglese.
“Siamo stati il più possibile comprensivi”, si giustifica prontamente davanti al giornalista il vigile urbano.
Un altro discorso riguarda le spese della rimozione da pagare a Scremin: un centone di euro, per il disturbo, quando va bene. Ma l'addetto dell'autogru, travolto dal ciclone Prisca, applica lo sconto-solidarietà: 40 euro, pagati al momento, e Ok il prezzo è giusto.
E' la fine della prima parte dell'intrigo internazionale. Viene quindi rimossa anche la seconda auto con targa italiana, e la cerimonia della Cittadinanza Onoraria al Battaglione “Bassano” può finalmente iniziare. Un paio di minuti soltanto, per dare vita all'Alzabandiera con l'inno di Mameli. Dopodiché il corteo parte subito in direzione del centro, con transito sul Ponte degli Alpini: monumento off-limits per la Marcia contro l'Omofobia, ma non per la sfilata del Tricolore e per le parate combattentistiche e d'arma.
Lo slargo di via Angarano davanti a Palazzo Bonaguro si svuota in un baleno.
Un temporaneo “deserto dei Tartari” nel quale fanno la loro comparsa, poco dopo le 15 e un quarto, gli occupanti della seconda autovettura rimossa.
E' una “famiglia mista” di Gazzo Padovano: padre italiano, figlioletta piccola e madre russa con un pancione enorme. Il capofamiglia, nel vedere che l'automobile è sparita, dà in escandescenze. Non c'è nessun avviso che informa dell'avvenuta rimozione: per l'attonito turista italiano potrebbe essersi trattato anche di un furto d'auto.
Per fortuna qualcuno, sempre da Palazzo Bonaguro, racconta al proprietario della vettura quello che è successo. L'uomo diventa ancora più furibondo: minaccia di denunciare la Polizia Locale e il Comune di Bassano.
E il perché è presto detto: la moglie, infatti, è incinta oltre termine, e cioè oltre il nono mese di gravidanza. Potrebbe avere le doglie in qualsiasi momento.
E dentro l'auto portata via c'è la valigia già pronta per l'eventuale immediato ricovero in Ospedale.
A venire incontro ai visitatori della città multati e sperduti, tocca questa volta al dottor Carlo Marin, noto medico dentista bassanese, vice presidente dell'associazione Mar Lawoti onlus. Il quale prende la sua macchina, carica la famigliola italo-russa e la porta, per recuperare l'auto rimossa, alla distante sede dell'autosoccorso Scremin. Che ovviamente, essendo sabato pomeriggio, è chiusa. Nessun avviso all'ingresso, nessuna risposta al campanello.
C'è però parcheggiato sul cortile - circostanza fortuita - un automezzo della ditta con il numero di telefono. Il dottor Marin chiama, e risponde un vicino di casa che a sua volta allerta i responsabili di Scremin per la restituzione, previo pagamento, della macchina. Missione compiuta.
Termina qui, cari lettori, la nuova puntata dell'infinita serie bassanese “Ai confini della realtà”. Agli studiosi del marketing territoriale e dell'attrattività d'area consigliamo di promuovere, tra le prime cose, la stesura degli avvisi pubblici del Comune e della Polizia Locale perlomeno anche in inglese e in tedesco.
Mentre oggi, in quel di via Angarano, abbiamo assistito a una nuova forma di interazione tra i popoli: la mediazione multaculturale.
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