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L'incredibile Ulss
Affollato incontro informativo sulla Sanità bassanese organizzato dalle minoranze di centrodestra. In anteprima novità e prospettive della futura nuova Ulss Pedemontana. E intanto al San Bassiano arriva il robot chirurgico da 2 milioni di euro
Pubblicato il 28 feb 2016
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“L'idea della riforma è quella della riduzione delle Ulss senza toccare il numero dei posti letto negli ospedali e l'organizzazione sul territorio.”
Con una sola frase, il dirigente dell'Area Sanità e Sociale della Regione Veneto Domenico Mantoan placa tutti i dubbi e le preoccupazioni emerse negli ultimi tempi sui grandi cambiamenti in atto nella strutturazione della Sanità del Veneto e sulla loro possibile ricaduta nel Bassanese.
Che sia una questione molto sentita, lo conferma la sala gremita in ogni ordine di posti all'hotel Palladio in città, dove le minoranze di centrodestra (Impegno per Bassano, Bassano ConGiunta, Lega Nord, Forza Italia) hanno organizzato l'incontro informativo “Tutta la verità sulla Sanità bassanese”.
Foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet
Presenti, nell'affollata platea, anche diversi sindaci del comprensorio e non tutti dello schieramento politico che ha promosso la serata.
E' un'occasione per avere informazioni di prima mano sulle prospettive che riguarderanno il sistema sociosanitario del Bassanese a partire dal prossimo 1° gennaio 2017: la data in cui la riforma delle Ulss venete, attualmente in discussione in consiglio regionale, dovrà entrare in vigore.
Un nuovo corso che, in realtà, è già in atto. Uno dei relatori della serata, il nuovo direttore generale dell'Ulss 3 Giorgio Roberti, è infatti anche il commissario dell'Ulss 4 Alto Vicentino. Incarico, quest'ultimo, che manterrà fino al 31 dicembre: dal giorno dopo le due Aziende Socio Sanitarie, coi rispettivi ospedali di Bassano e di Santorso e i rispettivi distretti sanitari territoriali, diventeranno una cosa sola.
“Sono due aziende abbastanza simili - spiega Roberti -, sia per il bacino di utenza di circa 180mila persone e sia per gli ospedali, come specialità e posti letto, che per gli ambiti territoriali. In più c'è l'ospedale di Asiago che ha la sua specificità. Sono aziende in buona salute e con performance corrispondenti agli obiettivi regionali. Quello che ci aspetta adesso è una nuova realtà.”
La futura entità si chiamerà probabilmente Ulss Pedemontana, Roberti ne sarà il dirigente unificato e la città capofila della nuova azienda, con buona pace per l'Alto Vicentino, sarà Bassano del Grappa.
Tuttavia, è proprio la sostanziale “somiglianza” dei due ambiti sociosanitari territoriali alla base dei legittimi timori di molti cittadini - sia da una parte, che dall'altra - che paventano, nella prevista fusione di Thiene con Bassano, sacrifici e penalizzazioni. In altre parole: la perdita di servizi e dotazioni di uno dei due ospedali, e di uno dei due distretti territoriali, a beneficio dell'altro.
Da qui l'esigenza di conoscere come stanno realmente le cose, come ha evidenziato nel suo intervento introduttivo - a nome di tutti i colleghi consiglieri organizzatori dell'incontro e a seguito delle istanze raccolte tra la popolazione - il consigliere comunale Roberto Marin.
Ed è proprio Domenico Mantoan, massimo dirigente della Sanità del Veneto, a diradare le nebbie di presunti “riassetti” tra i due territori in odore di matrimonio.
“La riorganizzazione degli ospedali - afferma il top manager regionale - è stata già fatta dalla Regione nel 2013, con la definizione degli ospedali “Hub” e “Spoke” che devono lavorare in rete. Il modello ospedaliero c'è già, non viene cambiato nulla e ora bisogna solo lavorare bene. Il direttore generale dovrà occuparsi dell'organizzazione di più percorsi assistenziali e di una sempre maggiore integrazione tra ospedale e territorio.”
In altre parole: l'ospedale di Bassano da una parte e quello di Santorso dall'altra continueranno a mantenere i propri reparti e specializzazioni, con previsti potenziamenti per alcuni settori, mantenendo il San Bortolo di Vicenza come centro di riferimento “Hub” per le specializzazioni avanzate che non sono presenti negli altri altri due nosocomi. In più sarà dato impulso alle reti di attività extraospedaliera, ovvero la Sanità di territorio: la grande frontiera dell'assistenza sociosanitaria con l'aumento delle patologie croniche per il progressivo invecchiamento della popolazione.
Riguardo invece alle Aziende Ulss, come sottolinea Mantoan, “c'era una frantumazione eccessiva”. Nel Veneto non diminuiranno quindi le stanze di ospedale, ci saranno invece molte meno stanze dei bottoni. I direttori delle nuove Ulss “avranno sempre più tempo per l'organizzazione e la gestione dei servizi per la popolazione, e sempre meno tempo per i servizi di supporto”.
E questo perché i servizi di supporto - appalti, acquisti, concorsi per l'assunzione di personale, persino la comunicazione - saranno distolti dalle competenze delle Aziende Ulss e conglobati nell'ormai tanto famosa quanto altrettanto ancora poco “compresa” Azienda Zero, fulcro della riforma dell'organizzazione sanitaria in atto.
“L'Azienda Zero - spiega ancora Mantoan - sarà un'azienda di servizio alle Ulss. Prenderà in carico tutti quei compiti amministrativi generali che oggi sono ancora in carico alle Ulss. Perché, ad esempio, fare un concorso per l'assunzione di infermieri a Bassano, un altro a Padova e un altro a Belluno? In base alla programmazione della Regione, l'Azienda Zero farà un unico concorso, concentrando e razionalizzando la spesa. Poi i nuovi assunti saranno destinati alle singole Ulss in base alle rispettive esigenze.”
“Azienda Zero - chiarisce ancora il dirigente - sarà un ente del Sistema Sanitario Nazionale, con i suoi organi dirigenziali e di controllo che saranno stabiliti dalla legge attualmente in discussione al consiglio regionale."
"Il cittadino - conclude - non avrà mai a che fare con Azienda Zero, il suo riferimento sarà sempre l'Ulss del territorio. L'attività di Azienda Zero sarà di gestione amministrativa, e non di programmazione.”
A proposito di Bassano
Già: ma intanto, a Bassano, quali sono dunque le prospettive conseguenti al nuovo corso già in divenire?
“La riforma degli ospedali “Hub” e “Spoke” è già stata fatta - ribadisce il dg Giorgio Roberti -. Non ci sarà nessun depotenziamento, semmai ulteriore specializzazione e potenziamento in alcuni casi. Il primo progetto che sto già concordando con la Regione riguarda la riorganizzazione del Pronto Soccorso: parte logistica, umanizzazione dell'accoglienza, riorganizzazione dell'intera area a seconda delle criticità, aggiornamento tecnologico della centrale di monitoraggio nei percorsi dal Pronto Soccorso alla Radiologia e agli altri reparti.”
“La Regione - annuncia inoltre il direttore generale - ha autorizzato l'acquisto per l'ospedale di Bassano di un nuovo robot chirurgico avanzato del costo di 2 milioni di euro, che andrà a sostituire il robot Da Vinci utilizzato per gli interventi di chirurgia mininvasiva in Urologia. Abbiamo anche chiesto l'autorizzazione all'acquisto di due nuove Risonanze Magnetiche più potenti.”
“Venerdì scorso in Regione - rivela ancora Roberti - ho chiesto anche il potenziamento del personale per alcuni reparti del San Bassiano come ad esempio la chirurgia vascolare, che nell'Ulss 4 non c'è, e la cardiologia interventistica. Sono tutti segnali di un potenziamento dell'attività.”
“L'attività “produttiva” dell'azienda - aggiunge il manager della Sanità bassanese - è relativa all'ospedale, al distretto e al dipartimento di prevenzione. Dovrà essere sempre più sviluppata l'integrazione dei percorsi diagnostico-terapeutici fra queste tre fondamentali unità produttive. Ci sono ovviamente anche le criticità da migliorare. Stiamo già lavorando sulle liste di attesa, dobbiamo migliorare la priorità a 180 giorni.”
“La Regione - dichiara nell'occasione l'assessore regionale Elena Donazzan - ha avuto una straordinaria attenzione per il Bassanese. La prima ipotesi della legge di riforma suddivideva le nuove Ulss come realtà provinciali, ma le province sono il passato. Bassano e il suo territorio devono tornare ad avere un ruolo di centralità nel Veneto. E' quello che accadrà con la nuova Ulss Pedemontana e la Superstrada Pedemontana Veneta.”
“Oggi è stato detto chiaramente che la riforma non porterà nessun smantellamento o depotenziamento - rimarca l'assessore regionale Manuela Lanzarin, con delega ai Servizi Sociali -. Viene anzi promosso un sistema di forte integrazione socio-sanitaria, importante anche per le economie di scala. La figura del direttore dei servizi sociali è stata confermata per potenziare ed allargare, assieme alle Conferenze dei Sindaci, le politiche sociali in collaborazione col territorio e l'associazionismo.”
“Dobbiamo cominciare a pensare di Sanità dell'area pedemontana - afferma il consigliere regionale e capogruppo consiliare della Lega Nord Nicola Finco -. Ai dg saranno dati gli strumenti per occuparsi di sanità e non occuparsi di amministrazione. Da otto anni c'è il blocco della spesa sanitaria nazionale e con le risorse a disposizione Bassano può ritenersi fortunata, perché avrà un'Ulss importante e la Regione va verso una Sanità che innalzi ancora il livello qualitativo.”
“Le Ulss nel Veneto - conclude Finco - da 21 diventeranno 9: questa è “la” riforma della X° legislatura. Dopo le osservazioni dei sindaci è stato fatto un emendamento al Pdl 23 in discussione in consiglio regionale, che sarà ora portato, per il parere, in V° Commissione. L'approvazione della legge, che entra in vigore in 1° gennaio, è prevista entro l'estate. Quante volte ho sentito chi diceva: “Diventeremo una succursale di Santorso”. Non è così. La riforma ridarà un'immagine nuova al nostro ospedale.”
Le prove tecniche di matrimonio, intanto, proseguono. Lunedì 7 marzo il dg Roberti ha in agenda un primo incontro congiunto con le due attuali Conferenze dei Sindaci delle Ulss 3 e 4. Dalla platea dell'hotel Palladio, i commenti agli interventi in sala sono in gran parte positivi.
Per tutti il sindaco di Pove del Grappa Orio Mocellin: “Questa sera ci avete dato informazioni confortanti.”
Altro, quindi, che “smantellamento” e “penalizzazione”: la prossima fusione delle due aziende, che “non sarà solo la somma delle due”, dovrebbe anzi creare una nuova e importante entità aggregante “in grado di mantenere e potenziare un sistema di assistenza di qualità in un quadro di sostenibilità”.
La prossima super Azienda Socio Sanitaria Pedemontana si presenta dunque con le carte in regola: ma l'auspicio è che i buoni propositi, annunciati e bene accolti, trovino realizzazione concreta.
Dal 1° gennaio, l'incredibile Ulss sarà attesa alla prova dei fatti.
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