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Il sindaco e il principe
A Bassano l'incontro finale di “Go4Kuwait”, il tour tra le eccellenze del Veneto di una delegazione di funzionari e investitori del Kuwait. E il principe Khalid Al Awadi avverte: “Siamo qui per seminare, ma seminare è una cosa seria”
Pubblicato il 09 ott 2014
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Dice il saggio, e cioè il Tavolo di Marketing Territoriale Territori del Brenta, che il turismo è il petrolio sotto i nostri piedi. Loro invece il petrolio sotto i piedi ce l'hanno per davvero: una risorsa che ne fa uno dei 10 Paesi più ricchi del mondo, con un PIL pro capite di oltre 42mila dollari e un prodotto interno lordo a prezzi correnti che si aggira sui 180 miliardi di dollari.
Non conosce crisi l'emirato del Kuwait, riconosciuto Eldorado delle esportazioni del greggio. Ma l'oro nero che abbonda nel suo sottosuolo è una fonte fossile non rinnovabile, e non durerà in eterno. Chiariamolo subito: l'esaurimento scorte è ancora lungi e lungi a venire. Ma nel frattempo i previdenti kuwaitiani stanno già investendo le loro ingenti disponibilità nella diversificazione produttiva, industriale e commerciale per tramandare una nazione ricca ed economicamente influente anche alle future generazioni.
Non a caso, la delegazione di funzionari governativi e di investitori dell'emirato in visita nel Veneto nell'ambito del workshop “Go4Kuwait” - patrocinato dalla Regione Veneto in occasione dei 50 anni di cooperazione tra Italia e Kuwait - non è qui per discutere di prezzi al barile, ma per conoscere da vicino le eccellenze del Nordest nei campi della meccanica, del legno, dell'edilizia, delle tecnologie per l'ambiente e quant'altro.
Stretta di mano tra il sindaco Poletto e il principe Khalid Al Awadi. A destra di Khalid, il coordinatore del progetto Abdullah Yahya Al-Yahya
“L'Italia è presente in Kuwait non solo con la moda, ma anche nel settore della tecnica. Siamo qui in Italia interessati a comprare tecnologie e attività, ma anche per offrire il terreno alle fabbriche italiane in Kuwait, per portare sempre di più la tecnica italiana nel nostro Paese.”
Chi lo dice, sulla terrazza panoramica di Palazzo Sturm a Bassano con vista sul Ponte, è Abdullah Yahya Al-Yahya, cavaliere della Repubblica Italiana, funzionario di governo del Kuwait e coordinatore generale del progetto Kuwait-Italia per il Golfo Arabo. E' lui, assieme al principe Khalid Al Awadi, il capo della delegazione che per cinque giorni ha visitato alcune tra le più significative realtà produttive nella nostra regione, in un tour che dopo Venezia, Verona e Treviso ha scelto proprio Bassano quale tappa conclusiva.
Lo stesso Abdullah Yahya Al-Yahya - in partnership con l'imprenditore italiano Giancarlo Insinna, rappresentante della rete di imprese del Veronese Kogit - è anche il promotore di “Go4Kuwait”, iniziativa nata con l’obiettivo di rispondere ai bisogni concreti delle aziende e istituzioni in modo innovativo e personalizzato, creando le basi per un crescente sviluppo dell’economia italo-kuwatiana e stringendo accordi imprenditoriali in questa direzione.
“Insieme abbiamo deciso - dichiara Insinna - di organizzare questo meeting per rafforzare i rapporti tra i due Paesi, al fine di creare sinergie professionali durature. E’ stata grande opportunità per il rilancio dell’economia veneta e italiana. Una vetrina unica per le eccellenze del Made in Italy che avranno la possibilità di dialogare con importanti investitori kuwaitiani.”
Con questi presupposti, la delegazione arriva all'incontro conclusivo del tour nel Veneto nella Sala degli Specchi di Palazzo Sturm dopo essersi attardata al negozio delle penne Montegrappa in piazza Garibaldi.
A fare gli onori di casa è il sindaco Riccardo Poletto, affiancato dall'imperscrutabile assessore alle Attività Produttive Giovanni Cunico, che dimostra con gli ospiti, nell'occasione, la padronanza di un buon inglese.
Ma gli investitori del Golfo Persico, probabilmente, avranno pensato che in politica, a Bassano e dintorni, comandano le donne. Perché ad accoglierli, oltre agli amministratori bassanesi, ci sono ben tre sindachesse del territorio: in ordine alfabetico Marica Dalla Valle di Marostica, Chiara Luisetto di Nove e Rossella Olivo di Romano d'Ezzelino, più l'assessore alle attività produttive di Cassola Giannina Scremin. Una tappa a Bassano del Grappa con la maglia decisamente rosa.
A completare il parterre del rappresentanti locali, il presidente mandamentale di Confartigianato Bassano Sandro Venzo e il consigliere di Confindustria Vicenza Paolo Zaltron. Ci sono, ovviamente, anche gli imprenditori che sono i veri destinatari dell'iniziativa e che su questo incontro rivestono concrete speranze per il loro futuro business: tra questi Damiano Zilio, Ad del Gruppo Zilio Spa di Cassola, azienda del settore ambientale; Walter Zanchetta, amministratore di Zanchetta Marmi di Pove del Grappa e Francesco Stragliotto, amministratore della Brummel Cucine di Cassola. Tutti insieme appassionatamente per siglare l'incontro ravvicinato tra i due Paesi, prima di trasferirsi in serata a Marostica per la cena conclusiva al Castello Superiore.
Aristide Corazzi, imprenditore nelle Marche al seguito della delegazione, introduce l'incontro ufficiale con sorprendente enfasi: “Questo incontro lo possiamo chiamare il “Patto di Bassano”, a suggello di cinque giorni di programma di scambio culturale-commerciale che gli amici kuwaitiani hanno voluto indirizzare in questa regione. La visita alle eccellenze di questo territorio è la conferma che in un momento di difficoltà la creatività fa la differenza. Nella prospettiva di realizzare la Camera di Commercio italo-kuwaitiana, Bassano non mancherà nelle prossime iniziative.”
“Siamo onorati che la chiusura dell'evento si svolga proprio qui - dichiara il sindaco Poletto -. Questo territorio non è fatto da grandi città, ma da molti Comuni che fanno rete insieme, dove la nostra imprenditoria non è mai rimasta ferma. E' un riconoscimento all'eccellenza delle attività economiche affrontano con grande creatività le modificazioni del quadro economico, riuscendo a coniugare la qualità tecnologica al concetto di bellezza.”
Parla quindi, a nome degli ospiti dell'emirato, il principe Khalid Al Awadi, che è un personaggio molto interessante. Lo fa a bassa voce, in modo quasi dimesso e tenendo in mano una coroncina tipo rosario, prima in arabo con traduzione e poi in inglese.
Della serie: diffidare delle apparenze. Il principe è infatti il potentissimo presidente della società generale di commercio ed appalti Khalid El Awadi Establishment e ogni sua parola - seppur pronunciata in modo gentile e persino evocativo - è un chiaro e inappellabile messaggio ai potenziali partner italiani.
“Siamo qui per seminare - afferma nel suo intervento Sua Eccellenza Khalid -, ma seminare è una cosa seria. Seminare è come investire, e servono continui incontri tra di noi per sviluppare i progetti. Per noi non è importante la differenza fra grandi città e piccole città, ma fra gente seria e gente non seria. Il nostro compito è quello di darvi informazioni e di farvi risparmiare tempo e denaro indicandovi i programmi del nostro Paese, indirizzando ciascuno di voi al giusto programma.”
Un utile estratto del manuale “Kuwait: istruzioni per l'uso” a beneficio degli imprenditori interessati. Ma è anche il momento dei convenevoli e degli omaggi: e il sindaco di Bassano, dopo aver regalato agli ospiti del Golfo il libro fotografico sulla nostra città di Cesare Gerolimetto riceve dagli stessi, quale souvenir del Kuwait, un pregevole modello di un veliero.
Ma perché proprio un veliero? Ce lo spiega, alla nostra domanda al riguardo, il coordinatore del progetto Abdullah Yahya Al-Yahya, che condensa in poche parole l'intera storia socio-economica dell'emirato.
“Il veliero è un simbolo del nostro Paese, perché il Kuwait è stato un Paese di commercianti sul mare, come Venezia - ci dice il capodelegazione -. Dopo Dio ha regalato il petrolio. Questa è stata la storia nostra.”
Chapeau, Abdullah: questa sì che è sintesi.
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