Pubblicità

Pubblicità

Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it

Attualità

Wolfgang Amadeus Paolo

Lo storico Caffè Mozart di via Vittorelli volta pagina e diventa bistrò. Per combattere la crisi. Il titolare Paolo Marin, alias “Paolo Mozart”, torna a fare il cuoco: “Il locale era fermo e l'arancia spremuta. C'era bisogno di innovazione”

Pubblicato il 04-10-2014
Visto 6.835 volte

Pubblicità

Ci vuole un bel fegato, di questi tempi, per decidere di rimettersi in gioco e impegnare risorse economiche per rimettere a nuovo il proprio posto di lavoro.
Soprattutto in centro storico a Bassano, dove la sfilza di vetrine vuote potrebbe scoraggiare anche il più audace degli investitori.
Ma per Paolo Marin, titolare dello storico Caffè Mozart di via Vittorelli e conosciuto urbi et orbi come “Paolo Mozart”, il dado è tratto: dopo 50 giorni di lavori di ristrutturazione ha riaperto e inaugurato il suo locale, che ha rivoluzionato nell'aspetto e nel “concept” imprenditoriale evolvendolo al rango di bistrò, ovvero di ristorante/bar. Un atto doppiamente coraggioso, visto che le uniche cose che continuano ad aprire o ad affidarsi a nuova gestione in centro storico sono proprio i bar o i locali con cucina, è quindi la concorrenza è molto ampia. Ma come ci racconta Marin, proprio a fronte dei tempi difficili che non hanno risparmiato neppure la sua attività, era questo il momento per farlo. Anche perché il Mozart, per la piccola grande storia del centro storico, non è un locale qualsiasi.

Paolo Marin al banco del suo locale alla festa inaugurale del nuovo Mozart Bistrò (foto Alessandro Tich)

Una storia che comincia negli anni '30 del secolo scorso, quando in questo stesso posto c'era un albergo chiamato “Stella d'Oro”, gestito dalla famiglia Giacomello. L'albergo proseguì l'attività fino alla metà degli anni '60, mentre il ristorante al piano terra aveva chiuso una decina di anni prima, sostituito da un negozio di rivendita di bombole di gas. Fino al 1972: l'anno della definitiva trasformazione del locale in bar con il nome appunto di “Caffè Mozart”, gestito dalla vecchia gloria del calcio Gino Colaussi, già giocatore della Juve e del Vicenza, campione del mondo nel 1938 in Francia, e autore di una doppietta nella finale contro l'Ungheria, con la Nazionale di Vittorio Pozzo.
Si sono poi alternate, negli anni, diverse gestioni. Fino al 3 ottobre 1996, data di ingresso del nuovo e ancora attuale gestore Paolo Marin. Che esattamente 18 anni dopo, e quindi al raggiungimento della “maggiore età” nella conduzione del locale, taglia con il passato per riscrivere da zero - con regolare e affollatissima festa inaugurale, accompagnata da drink&food e musica dal vivo - la sua missione aziendale.
Un “nuovo corso” che comincia innanzitutto dal look. Rispetto a prima, il Mozart è infatti irriconoscibile. La vecchia vetrina ora è un portone aperto in stile open space; l'entrata originale è trasformata in una piccola serra con angolo vintage; all'interno un nuovo fonte banco e nuovi moderni impianti di illuminazione, più un “tavolo dell'amicizia” col pianale ricavato da un blocco unico di legno di sequoia di 4 metri e mezzo.
Nulla più rimane dell'austera, ma caratteristica atmosfera che in tutti questi anni, nel locale di via Vittorelli, faceva tanto Caffè di Vienna o Festival di Salisburgo. Non mancano comunque i cimeli del vecchio arredamento: come le sedie e i tavolini, “rivisitati” con nuovi elementi, e uno dei classici lampadari di cristallo, collocato nella saletta che guarda su vicolo della Torre.
L'altra grande novità è rappresentata dalla cucina, fulcro della nuova impostazione del locale che da oggi, oltre alla “colazione lunga” alla mattina e all'aperitivo pomeridiano, propone anche i menù per pranzo e cena, piatti alla griglia compresi.
E ci vuole un bel fegato, appunto, per “voltare pagina” con gli attuali chiari di luna: perché ora c'è un investimento da ammortizzare, quello della ristrutturazione, più l'impegno dell'affitto del locale e del personale fisso, composto tutto da giovani e raddoppiato rispetto a prima, più i collaboratori a chiamata. Ma Paolo Mozart è fermamente convinto della sua scelta.
“E' da una decina d'anni che pensavo al cambiamento, il lavoro era fermo - ci dice Marin -. Ora finalmente ho cambiato, spinto da persone vicine che mi hanno dato il coraggio di farlo. Sono tornato a fare quello che facevo una volta, e cioè il cuoco. Ho lavorato cinque anni al “Girasole” a San Zenone degli Ezzelini con Nino Baggio e cinque anni al “San Bassiano” con Sergio Nogarotto. Sono stati due maestri importanti per la mia attività. Il locale è impostato come prima, ma con l'aggiunta della cucina. E' stato dato un ringiovanimento e un colpo di luce a tutto il locale, dando più un valore dei nostri tempi.”
Ecco dunque la vera motivazione dell'impegnativo investimento: “Il locale era fermo, c'era bisogno di innovazione - conferma il titolare -. Eravamo arrivati a un punto in cui non si poteva più spremere l'arancia, era rimasta solo la buccia. Cambiare è un modo di dare importanza al mio lavoro, se devo state qua devo stare qua per qualcosa.”
Da qui la fatidica e inevitabile domanda: ma chi glielo fa fare? “Se l'ho fatto, vuol dire che ci credo - risponde Marin -. E' vero che c'è crisi, tanti mi dicono che è stata una pazzia. Io sono dell'idea che le cose devono cambiare. Ci sono locali che lavorano e chi si è ammodernato, ha investito, ha avuto anche dei ritorni, come ad esempio i ragazzi del Danieli.”
Un “colpo di luce” anche per via Vittorelli? “E' una via un po' strana - rileva l'esercente -. Ci sono stati anni di gloria in passato, tutti i negozi erano affittati e aperti. Ora i locali sfitti non stanno dando il giusto pregio a questa via, che si va a sminuire. Ma anche altri in via Vittorelli hanno investito. Io qui sono in affitto, e dico “brava” alla proprietà che mi ha dato la possibilità di valorizzare questo locale. Qui faremo anche eventi e serate particolari, già la “serata del sigaro” che abbiamo fatto lo scorso aprile è stata una bella botta e in molti ancora adesso se ne ricordano. Su questa strada intendiamo proseguire.”
Così parlò Paolo Marin, alias Paolo Mozart, reinventatosi da “semplice” barista a chef di bistrò, chiamato ora a dare del suo meglio per comporre sinfonie in cucina.

Pubblicità

Più visti

1

Elezioni Regionali 2025

24-11-2025

Il principe Alberto

Visto 14.389 volte

2

Imprese

24-11-2025

Bassano Impresa: un’analisi che guarda al futuro

Visto 6.960 volte

3

Politica

27-11-2025

PPE Parolini, Campagnolo e Poletto chiedono chiarezza

Visto 6.521 volte

4

Attualità

28-11-2025

Finco: “Accordo positivo sulla Polizia Locale”

Visto 6.352 volte

5

Attualità

28-11-2025

Canova, il gigante ritrovato

Visto 5.261 volte

6

Geopolitica

24-11-2025

Crescenti tensioni diplomatiche tra Giappone e Cina

Visto 4.240 volte

7

Arte

24-11-2025

A Cassola, il racconto dell'Arte che resiste

Visto 3.797 volte

8

Sociale

26-11-2025

Il Dono che Crea Successo

Visto 2.467 volte

9

Calcio

23-11-2025

Bassano, porto.. pazienza

Visto 2.373 volte

10

Manifestazioni

26-11-2025

Il Natale prende vita a Marostica

Visto 2.370 volte

1

Elezioni Regionali 2025

16-11-2025

Renzo Masolo: “Il mio impegno è quello di fare comunità”

Visto 24.420 volte

2

Elezioni Regionali 2025

22-11-2025

Una poltrona per cinque

Visto 23.068 volte

3

Attualità

12-11-2025

Un assaggio di futuro

Visto 21.255 volte

4

Elezioni Regionali 2025

19-11-2025

La profezia dell’asteroide

Visto 20.527 volte

5

Elezioni Regionali 2025

10-11-2025

Elena Pavan: “Sono pronta a rimettermi in gioco”

Visto 20.397 volte

6

Elezioni Regionali 2025

17-11-2025

Sim Scalabrin

Visto 20.224 volte

7
8

Elezioni Regionali 2025

09-11-2025

A tu per tu con Francesco Rucco

Visto 19.914 volte

9

Elezioni Regionali 2025

02-11-2025

Là nella valle

Visto 19.792 volte

10

Elezioni Regionali 2025

18-11-2025

PD effe

Visto 19.590 volte