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Gaza a Colori
Massiccia partecipazione e piazza Libertà piena di gente alla manifestazione “In Piazza per Gaza”. “Siamo qui perché nessuno e nessuna può restare in silenzio di fronte a un popolo che viene massacrato ogni giorno”
Pubblicato il 14 giu 2025
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Inizio questo articolo con un atto di sincerità: io una piazza Libertà così piena non me la ricordavo da tanti anni.
Ne sono rimasti sorpresi gli stessi operatori della Polizia di Stato, che pure vedono e assistono a manifestazioni in continuazione e che anche questa volta hanno scortato il corteo e controllato la situazione, in collaborazione con i Carabinieri e con la Polizia Locale, con la solita discrezione e professionalità.
Una partecipazione di 1200 persone, secondo i dati diffusi dal Commissariato di Pubblica Sicurezza. Ma andando a occhio, a giudicare dal lunghissimo serpentone di persone partite in corteo da Prato Santa Caterina, se scrivo 1500 non penso di essere tanto lontano dalla realtà.
Foto Stefano Nervo
È il popolo multicolore - non solo per carnagione ma anche per rappresentanza delle più varie realtà associative della città, più tanti singoli cittadini e famiglie senza tessere di appartenenza - che ha risposto all’appello di “In Piazza per Gaza”.
La partecipazione alla mobilitazione pubblica e pacifica, promossa da un gruppo di associazioni bassanesi e dal coordinamento “Bassano per la Pace” a sostegno delle vittime di Gaza e in solidarietà con il popolo palestinese, supera le attese degli stessi organizzatori.
Il dato è oggettivo e viene confermato, a beneficio di chi non c’era, dalle fotografie scattate nell’occasione: quella che parte dal Prato e percorre quindi tutto il controviale delle Fosse, piazzale Trento e via Museo per sfociare in piazza Garibaldi e infine in piazza Libertà è una autentica fiumana di persone.
Bandiere della pace, bandiere palestinesi e lenzuoli bianchi sono i silenziosi messaggi di stoffa che accompagnano il cammino dei partecipanti e ne esprimono la civile rivolta nei confronti dello sterminio messo in atto nella Striscia dal Governo israeliano.
Ma il corteo non sta in silenzio.
“Pa-le-sti-na li-be-ra! Free, free Palestine!” è lo slogan che viene continuamente scandito dai manifestanti lungo il percorso e poi ancora, più volte, a suggello dei discorsi in piazza.
In mezzo alla moltitudine di gente che sfila, noto anche alcuni consiglieri bassanesi di minoranza (Riccardo Poletto, Manuel Remonato, Paolo Retinò) e chiedo scusa agli eventuali altri che mi sono sfuggiti di vista.
Ci sono anche, mimetizzati tra bandiere e cartelli, i consiglieri regionali Chiara Luisetto e Renzo Masolo.
Quest’ultimo, lo scorso 27 maggio, aveva inscenato un “flash mob” nell’aula del consiglio regionale a Venezia esponendo assieme ad altri colleghi di opposizione una bandiera della Palestina, assieme a una bandiera arcobaleno della pace, contestualmente alla presentazione di una mozione affinché “la giunta regionale chieda al Governo di impegnarsi per riconoscere la Palestina quale Stato democratico e sovrano”, suscitando la stizzita reazione del consigliere regionale di maggioranza, trumpiano ad oltranza, Joe Formaggio.
È ovvio e inevitabile, visto l’argomento, che la pur massiccia partecipazione alla manifestazione per Gaza a Bassano non possa escludere altre stizzite reazioni, in questo caso on the road, di chi la pensa diversamente.
Accade quando il corteo confluisce in piazza col suo “Pa-le-sti-na li-be-ra!”.
Un solitario passante si volta verso i manifestanti e grida (ma in realtà lo sentiamo solo io e pochi altri): “Vergogna!”.
Aaah che bello, vivere in un Paese democratico.
In piazza vengono lette al microfono alcune testimonianze sulla situazione palestinese.
Ma prima è la fervente voce di un giovane attivista, Giovanni Marangon, a leggere le motivazioni della mobilitazione cittadina, accompagnata da scrosci intermittenti di applausi di approvazione:
“Siamo qui perché nessuno e nessuna può restare in silenzio di fronte a un popolo che viene massacrato ogni giorno. Siamo qui perché stiamo assistendo a un genocidio. Da troppo tempo questo accade nei confronti del popolo palestinese. Esigiamo un cessate il fuoco immediato, la liberazione di prigionieri e ostaggi da ambo le parti e la fine della distruzione di Gaza.”
“Condanniamo con fermezza l’operato del Governo e dell’esercito israeliano, responsabili di una strage di civili senza precedenti. Condanniamo la devastazione di case, scuole, ospedali, le uccisioni di medici, operatrici e operatori sanitari, giornalisti e giornaliste. Condanniamo l’uso degli aiuti umanitari come arma di guerra, negati deliberatamente a chi ha fame, sete e ferite.”
“Denunciamo l’ipocrisia e la complicità dell’occidente. L’Unione Europea, gli Stati Uniti, il Governo italiano non sono spettatori, sono parte attiva. Le armi vendute, le coperture diplomatiche e il silenzio: tutto questo alimenta l’orrore. Chiediamo l’immediata sospensione di ogni fornitura e commercio di armi con Israele.”
“Chiediamo sanzioni internazionali contro un Governo che viola ogni giorno il diritto internazionale e i diritti umani. Sosteniamo il ruolo dell’ONU, della Corte penale internazionale, delle organizzazioni umanitarie. Chiediamo che si dia seguito ai mandati di arresto per Netanyahu e Gallant. Chi ha ordinato crimini, deve risponderne.”
“Riconosciamo lo Stato di Palestina e chiediamo che l’Italia e tutta l’Unione Europea lo facciano. Condanniamo ogni tentativo di espulsione dei e delle palestinesi da Gaza e dalla Cisgiordania. Esigiamo la fine dell’occupazione e la smilitarizzazione dei territori colonizzati.”
“Abbiamo camminato oggi per Gaza, ma non solo. Abbiamo camminato per difendere l’umanità, per dire che ogni vita conta, che nessun popolo può essere sacrificato nell’indifferenza generale. Abbiamo camminato per la giustizia, per la dignità, per il diritto alla vita. La Palestina non è lontana. È nelle nostre coscienze, nelle nostre parole, nei nostri gesti quotidiani. Continueremo a camminare, perché non c’è pace possibile senza giustizia e non c’è giustizia possibile se il mondo chiude gli occhi davanti alla Palestina.”
Ed è a questo punto, terminato il discorso, che la piazza fa partire una serie di “Free, free, Palestine!” ad oltranza.
Presente in piazza ovvero “In Piazza per Gaza” anche l’arciprete abate di Santa Maria in Colle don Andrea Guglielmi.
Chiedo a lui un pensiero conclusivo sul senso di questa manifestazione.
“Bisogna essere ostinatamente a favore della pace e non smettere di credere nella pace - dichiara don Andrea a Bassanonet -. Perché la tentazione più grande, a un certo punto, è quella di non crederci più. E invece la pace è credibile ed è costruibile.”
Tutto raccolto e registrato a Bassano del Grappa nel tardo pomeriggio di venerdì 13 giugno 2025, lo stesso giorno dell’attacco di Israele all’Iran.
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