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La piccola Ester uccisa da un meningococco
Il batterio è all'origine della setticemia fulminante che ha causato la morte della bambina di due anni e mezzo. Completata la profilassi per le persone più vicine alla piccola. Sull'iter clinico aperta un'inchiesta dell'Autorità Giudiziaria
Pubblicato il 15 giu 2011
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E' un meningococco di gruppo B, uno dei batteri responsabili della meningite, l'agente patogeno all'origine della setticemia fulminante che ha causato il decesso della piccola Ester Guarise, la bambina di due anni e mezzo di Rossano Veneto morta lunedì all'ospedale di Bassano del Grappa.
La notizia è stata confermata e resa nota dall'Azienda Ulss 3 che dopo avere informato la famiglia della piccola ha convocato i giornalisti al San Bassiano per aggiornare le informazioni sul caso: compito affidato al dr. Maurizio Sforzi, direttore del Dipartimento di Prevenzione e al direttore sanitario dr.ssa Cristina Beltramello, giunti all'incontro-stampa subito dopo aver incontrato i genitori della bambina.
Il briefing è servito a fare il punto su due aspetti centrali della drammatica vicenda sotto il profilo sanitario: la causa della patologia che ha portato al decesso - evidenziata dall'analisi delle emocolture, prima ancora dell'esame autoptico che non è stato ancora eseguito - e le misure di prevenzione per i famigliari e le persone più a stretto contatto con la bambina nei giorni immediatamente precedenti al decesso.
Il dr. Maurizio Sforzi e la dr.ssa Cristina Beltramello all'incontro stampa di oggi in ospedale
Nessuna dichiarazione è stata resa invece sull'iter clinico: questo pomeriggio, come riferito dagli stessi due referenti dell'Ulss, l'Autorità Giudiziaria ha infatti aperto al riguardo un fascicolo di inchiesta.
“Non appena ricostruita con precisione la sequenza degli avvenimenti - afferma una nota dell'Ulss n.3 -, l'Azienda Sanitaria ne darà pienamente conto ai familiari di Ester e quindi alla stampa.”
“Il meningococco di gruppo B - ha spiegato il dr. Sforzi - è la causa di circa il 70% dei casi di meningite in Italia, mentre circa il 25% è riferibile al meningococco di tipo C. Il problema è che, diversamente dai tipi A e C, non esiste il vaccino contro il meningococco di gruppo B, anche se sarà introdotto entro quest'anno.”
“Il meningococco - ha aggiunto il responsabile del Dipartimento di Prevenzione - è diffuso nella popolazione. In Italia la percentuale di portatori sani del batterio è mediamente intorno al 15-20%, ed è una percentuale alta. Il meningococco è localizzato nella gola, nel naso, nella faringe e non crea nessun problema al suo portatore. Si trasmette all'esterno attraverso le goccioline che escono dalla bocca o dal naso con la tosse, gli starnuti oppure parlando a distanza ravvicinata. Il perché il batterio non crei alcun problema al suo portatore e possa invece provocare la patologia a chi lo riceve è ancora un mistero. La meningite clinica colpisce soprattutto i bambini sotto i 5 anni e in Italia si conta una media di 180 casi all'anno.”
Nel caso della piccola Ester la complicazione rivelatasi fatale, “con un'evoluzione rapidissima e incontrollabile”, è stata la setticemia fulminante.
“E' una complicazione che si attiva dappertutto - ha informato ancora il dr. Sforzi -. Il germe si moltiplica nel sangue e l'infezione raggiunge velocemente tutti gli organi. E' una forma clinica molto rara.”
Nel frattempo - prima ancora di avere la conferma dalle analisi, giunta questo pomeriggio, sulla natura del batterio responsabile del grave episodio - il Dipartimento di Prevenzione ha attivato le necessarie misure di profilassi, con somministrazione di antibiotici, “per bloccare casi secondari” tra le persone che erano più vicine alla bambina.
Le misure preventive, nel caso del meningococco B, sono infatti efficaci se applicate entro le 48 ore dalla scoperta del caso.
“La profilassi - hanno confermato il dr. Sforzi e la dr.ssa Beltramello - non riguarda tante persone. La bambina non andava ancora all'asilo e non frequentava comunità infantili. Abbiamo sottoposto alle misure preventive una quindicina di famigliari e una decina di altri contatti. Sabato pomeriggio, Ester e i genitori avevano partecipato a una festa aziendale a Rossano con circa 300 persone. Ma grazie all'aiuto della famiglia, che nonostante il terribile momento collabora attivamente con noi, abbiamo individuato le persone che in qualche modo durante la festa sono state in contatto con la bambina. Oltre alla famiglia, con la quale si è instaurato un rapporto umano veramente speciale, tutta la comunità di Rossano Veneto e l'Amministrazione comunale stanno collaborando in maniera molto importante.”
I referenti dell'Ulss invitano tutti coloro che abbiano incontrato la bambina nei mesi o nelle settimane scorse o che siano stati in contatto con i famigliari o le altre persone sottoposte a profilassi a non cedere a psicosi da contagio: l'incubazione media della patologia meningococcica è infatti “di 4-5 giorni”.
Tuttavia, anche se i 180 casi all'anno di meningite in Italia sono generalmente isolati, non viene ancora tecnicamente esclusa la possibilità di nuovi episodi.
“Abbiamo allertato - ha concluso la dr.ssa Beltramello - tutti i medici di base e i pediatri dell'intero territorio dell'Ulss 3 e i medici del Dipartimento di Prevenzione affinché ci tengano informati, per una costante sorveglianza della situazione. In questi casi estremamente delicati bisogna trovare la giusta misura tra il non sottovalutare il problema e il non creare inutili allarmismi.”
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