Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 15-06-2018 23:36
in Attualità | Visto 2.204 volte

SOAp Opera

Per Giannantonio Vardanega la contestazione del Comune sul subentro di Imprevar nel cantiere del Polo è una bolla di sapone. “È solo una richiesta di avvalimento provvisoria in attesa del trasferimento della SOA della Vardanega”

SOAp Opera

Il cantiere del Polo Museale Santa Chiara, oggi (foto Alessandro Tich)

SOAp Opera. Per Giannantonio Vardanega, titolare della Vardanega Costruzioni di Possagno, della quale lui stesso ha annunciato la messa in liquidazione, la presa di posizione del Comune di Bassano sul subentro della Imprevar nel cantiere del Polo Museale Santa Chiara è una bolla di sapone. Come noto, la Imprevar Srl è l'impresa che ha rilevato in affitto il ramo di azienda degli appalti della Vardanega. E come riferito in un articolo precedente, l'ente comunale che è il committente dell'appalto del Polo Museale ritiene che il subentro della Imprevar nel cantiere di viale delle Fosse, vale a dire l'affitto del ramo di azienda, “non può essere ammissibile in questa fase”.
La “stazione appaltante” contesta alla ditta subentrante di non disporre al momento “della necessaria qualificazione SOA prescritta dalla legge per eseguire la tipologia dei lavori di realizzazione del Polo”. Inoltre il Comune ritiene che “l'istituto dell'avvalimento prospettato dalla Imprevar Srl è applicabile solo in fase di gara e non in fase di esecuzione dell’appalto” (per capire, per chi ancora non lo sapesse, che cos'è la qualificazione SOA e che cos'è l'avvalimento, si legga il nostro articolo “L'Imprevisto”).
“La soluzione dell'avvalimento in caso di cessione di ramo di azienda? La legge non la prevede ma neanche la impedisce - afferma Vardanega, contattato da Bassanonet -. Stiamo solo aspettando che la Imprevar vada a regime, per trasferire l'attestazione SOA della Vardanega per il Polo Museale alla Imprevar. Il tempo tecnico necessario per la procedura, che richiede una serie di controlli burocratici, è di 15-20 giorni. In questa fase la Imprevar ha semplicemente richiesto un avvalimento provvisorio, per non interrompere i lavori. Tutto qui.”
Come apprendiamo da Massimiliano Simoncello, direttore tecnico di cantiere della Vardanega e socio della Imprevar srl, tale avvalimento è stato richiesto alla Frimat, impresa generale di costruzioni di Rossano Veneto attualmente impegnata nell'intervento di restauro di Palazzo Sturm. Secondo il Comune, tuttavia, l'operazione non è ammissibile. “Le prospettive a questo punto sono due - dichiara Simoncello -. O la risoluzione del contratto da parte del Comune, o la sospensione del cantiere finché non abbiamo la SOA. O la accettano o non la accettano. Se però il Comune volesse dar modo all'impresa di lavorare, lo potrebbe fare.”
“È solo una questione di buon senso ma il buon senso, a quanto pare, non esiste - conclude Giannantonio Vardanega -. L'avvalimento provvisorio era un modo per bypassare l'attesa della SOA definitiva, continuando le lavorazioni.”
Lavorazioni che, per la cronaca, nel cantiere del Polo sono proseguite fino alla giornata di oggi. “Oggi abbiamo completato qualche getto - afferma Simoncello -. Da lunedì sospenderemo i lavori, in attesa degli sviluppi.”
Attualmente, come spiega ancora il socio di Imprevar e già direttore di cantiere del Ponte, è stata costruita meno della metà del piano interrato del primo stralcio del Polo Museale, più una parte dei tre piani fuori terra sui lati ovest e nord.
“È un cantiere dalla logistica particolare - aggiunge, riferendosi alle contestazioni della Direzione Lavori -. Non ci stanno 35 persone, ma neanche 25. Il traffico di camion di ferro, getto e calcestruzzo non sarebbe sostenibile.”
La SOAp Opera, per il momento, si conclude qui. Non è certamente degna della Pontenovela, che in quanto a complicazioni in corso d'opera è inarrivabile.
Ma è comunque un'altra storia infinita alla bassanese. Che affonda le sue radici prima ancora del subentro della Vardanega dopo il fallimento del primo appaltatore Adico Costruzioni Srl di Maser, ai cui tempi prolungati hanno contribuito i tentennamenti dell'Amministrazione comunale nella prima metà del suo mandato e che durerà chissà per quanto ancora, prima che al Polo si sciolgano i ghiacci.

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