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L'Imprevisto

Imprevar: per l'Amministrazione comunale l'affitto e il subentro nel ramo di azienda della Vardanega per l'appalto del Polo Museale Santa Chiara “non può essere considerato ammissibile in questa fase”

Pubblicato il 15 giu 2018
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È ancora una volta questione di SOA: l'attestazione che certifica i requisiti di una determinata impresa per l'esecuzione di una specifica categoria di appalti pubblici.
Ed è ancora una volta questione di avvalimento: e cioè della possibilità riconosciuta a qualsiasi operatore economico di entrare in possesso dei requisiti di un'altra società per partecipare a una procedura di gara avvalendosi della certificazione SOA di quest'ultima. Abbiamo imparato queste cose scrivendo del Ponte, oggi le rivanghiamo per occuparci invece dell'appalto del Polo Museale Santa Chiara di Bassano. Sul caso Imprevar, la società che ha rilevato in affitto il ramo di azienda degli appalti edili della Nico Vardanega Costruzioni Srl in liquidazione, scoppia infatti l'Imprevisto.
Il Comune di Bassano, nel ruolo di stazione appaltante per la costruzione del primo stralcio del Polo Museale Santa Chiara, ha trasmesso oggi un comunicato nel quale si dichiara che il subentro di Imprevar nel cantiere di viale delle Fosse affidato alla Vardanega “non può essere considerato ammissibile in questa fase”.

Foto Alessandro Tich

“In questi giorni - informa un comunicato stampa trasmesso in redazione dall'Amministrazione comunale - il Comune di Bassano del Grappa ha ricevuto due diverse comunicazioni relative all’affitto del ramo di azienda da parte della società Nico Vardanega Costruzioni srl alla società Imprevar srl, operazione che interessa la nostra città per quanto riguarda il cantiere del Polo Museale e Culturale di Santa Chiara.” “L’Amministrazione - continua il testo - si era riservata di fare una valutazione per capire se il subentro poteva o meno essere accettato. Alla luce delle analisi compiute, l’affitto non può essere considerato ammissibile in questa fase.”
La prima motivazione addotta dall'ente comunale è che “la Imprevar srl al momento non dispone della necessaria qualificazione SOA, prescritta dalla legge per eseguire la tipologia dei lavori di realizzazione del Polo”.
Inoltre, sempre a seguito delle risultanze del Comune, “l’istituto dell’avvalimento prospettato dalla Imprevar srl è applicabile solo in fase di gara e non in fase di esecuzione dell’appalto”. “Il contratto di affitto proposto - prosegue il comunicato - prevede che, nei sessanta mesi della durata, la società Imprevar srl, subentrando “solo” per le poste attive, possa recedere, anche frazionatamente (per singolo contratto) senza obbligo di risarcimento e/o indennizzi, in qualsiasi momento previa comunicazione a mezzo PEC con preavviso di almeno otto giorni naturali e consecutivi.” “Tale facoltà di recesso - conclude l'Amministrazione comunale - non garantisce il mantenimento delle obbligazioni in essere tra stazione appaltante e appaltatore.”
L'ultima parte è scritta in puro burocratese, ma il senso generale del comunicato è chiaro. La stazione appaltante non riconosce i requisiti dell'impresa subentrante e anche questo cantiere, ufficialmente ancora nella disponibilità della Vardanega in liquidazione, si avvicina sempre più al segnale di stop.

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