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Territori nell’ombra
Oscurati all’origine: il Tavolo dei Territori del Brenta partecipa al bando regionale “Sostegno alla competitività delle imprese nelle destinazioni turistiche” ma l’OGD Terre Vicentine vota e dichiara il progetto “inammissibile”
Pubblicato il 16 giu 2021
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Oscurati all’origine. Territori nell’ombra. La luce del sole splende altrove.
L’ultima volta che ho scritto dei Territori del Brenta, il progetto nonché Tavolo di Marketing Territoriale per la costituzione del Marchio d’Area, era lo scorso 5 maggio. I rappresentanti privati del Tavolo avevano convocato la stampa per annunciare l’adesione al bando della Regione Veneto, finanziato con fondi europei, “Sostegno alla competitività delle imprese nelle destinazioni turistiche, attraverso interventi di qualificazione dell'offerta e innovazione di prodotto/servizio, strategica ed organizzativa”.
Un bando che finanzia tutte le spese necessarie allo sviluppo di servizi e strumenti di promozione turistica del territorio: sito web di destinazione, cartellonistica, comunicazione coordinata eccetera. Il Tavolo TdB aveva raccolto un gruppo di piccole e medie imprese interessate ad essere della partita e proposto un’ipotesi di budget per gli investimenti da effettuare sul territorio pari a 600.000 euro, di cui l’80% (480.000) finanziati dalla Regione e i restanti 120.000 a carico delle aziende aderenti.
Foto Alessandro Tich
“Il senso di questo bando - era stato testualmente dichiarato in quella conferenza stampa - è cogliere l'opportunità di avere una montagna di soldi per fare iniziative collettive.”
Ma i sogni dei Territori del Brenta si sono infranti contro un muro. E questo muro si chiama OGD (Organizzazione di Gestione della Destinazione turistica) Terre Vicentine, il “Tavolo” di livello superiore, con sede a Vicenza, a cui fa riferimento il tavolino di casa nostra.
La conferma arriva per voce di Giovanni Cinel, sales & marketing manager della Bonotto Hotels, membro del direttivo dei Territori del Brenta. Cinel riferisce che in un mese e mezzo di incontri e di riunioni “è stato raccolto il supporto e l’entusiasmo per il progetto TdB di tante aziende, piccole, medie e grandi, fra le più rilevanti e conosciute del territorio” e che l’area dei Territori del Brenta rispondeva al requisito, richiesto dal bando, di essere “rappresentativa di una specifica destinazione”. Tuttavia, per aspirare ai finanziamenti regionali, era necessaria una “lettera di partenariato” della OGD di competenza Terre Vicentine che certificasse la coerenza del progetto TdB con le indicazioni del “Piano Strategico di Destinazione” dell’OGD medesima. Nota del redattore: l’OGD è un carrozzone costituito da una parte pubblica comprendente l’amministrazione provinciale, la Camera di Commercio e una strabotta di Comuni della nostra provincia (tra cui Bassano del Grappa e i Comuni del Bassanese) e da una parte privata rappresentata dalle categorie economiche, consorzi turistici e unioni delle Pro Loco varie.
“In sede di riunione della OGD del 21 maggio scorso - rivela Cinel - il direttivo della OGD ha richiesto ai partecipanti di esprimersi per l’inammissibilità del nostro progetto perché non è stato ritenuto rappresentativo della vasta area che ricopre il territorio di competenza della OGD, ovvero la provincia di Vicenza.” “In pratica - aggiunge - non ci hanno permesso né di presentarlo né di spiegarlo. Però è stato votato inammissibile. Evidentemente i sindaci avevano già ricevuto “un’indicazione di voto”. Come avrebbero potuto votare contro un progetto senza ascoltarlo?”.
Morale della favola: il progetto Territori del Brenta è stato “respinto” dall’OGD che ha invece approvato quale beneficiario del bando un altro progetto riguardante l’intera provincia di Vicenza. “Che il progetto dovesse coprire l’intera area geografica della provincia - lamenta Cinel - era un requisito non richiesto dal bando.” L’esponente del direttivo segnala inoltre che il progetto di TdB “non è stato confrontato con l’altro progetto in esamina e non è stato inoltre giudicato per la sua coerenza al marchio-ombrello “Veneto the Land of Venice” e per la presenza di una governance già istituita per l’operatività e la gestione coordinata e coesa del territorio come richiesto dal bando”.
Ma c’è di più, come testimonia sempre Cinel: “Ai progettisti convocati e presenti alla riunione della OGD per illustrare e dettagliare il progetto è stato negato qualsiasi tipo di intervento. In barba alla democrazia.” Insomma: una Waterloo turistico-territoriale. Risultato finale: progetto TdB votato e dichiarato “inammissibile”.
E a giudicare dalle notizie fresche di stampa, sembra quasi che i Comuni del nostro territorio (Bassano in primis) non aspettassero altro che la “bocciatura” della proposta di TdB per la partecipazione al bando regionale per annunciare una “inversione di rotta”.
“Si parla di “una regia pubblica” per rilanciare il turismo - incalza il manager della Bonotto Hotels -. Mi chiedo, con quale Tour Operator hanno dialogato i sindaci e gli assessori negli ultimi decenni? Io mi occupo di turismo da vent’anni. Nessuno dei miei partner commerciali mi ha mai chiesto chi fosse il sindaco o l’assessore. Né ho mai visto uno di loro fare da interlocutore per promuovere il nostro territorio. Nei modelli a cui ci ispiriamo e dove le destinazioni funzionano il pubblico dialoga con gli operatori privati e insieme costruiscono strategie.”
“Adesso si parla anche - prosegue il referente di TdB - di “un progetto condiviso con i sindaci del territorio su sostenibilità e turismo di ultima generazione (?) e che valorizzi il corso del Brenta come elemento in grado di legare tutta l’area”. Ma se sono 7 anni che Territori del Brenta lo sostiene! Se veramente i sindaci (19) ci credono, perché non hanno appoggiato il nostro progetto in OGD? Avremmo potuto concorrere al bando e disporre di risorse che avrebbero avuto esattamente questa destinazione d’uso!” “Viene il dubbio, ma è la mia personale percezione, che non ci sia una reale e sincera volontà di collaborare con soggetti privati, operatori del territorio, innamorati del territorio, che operano nel settore quotidianamente e che volontariamente mettono a disposizione di tutti le proprie esperienze e competenze - commenta amaramente Giovanni Cinel -. Forse il confronto con chi si occupa di queste materie li spaventa. Si tratta certamente di perdere un “pizzico di sovranità” o di governance e questo probabilmente non piace.” “Ma le buone pratiche - conclude - ci insegnano che il modello di partenariato pubblico/privato favorisce azioni e risultati più incisivi ed è a beneficio di tutto il territorio, di tutti i settori economici e sociali. Invece qui si torna indietro ad una regia pubblica. Una involuzione che perpetua quanto già c’è da sempre. Altro che inversione di rotta.”
Dunque il “treno di idee” partito da Bassano in direzione di Venezia per accedere ai fondi del bando regionale per le destinazioni turistiche si è fermato - anzi, è stato fermato - alla stazione di Vicenza. Così è, se vi pare.
In conclusione di articolo, io non so se - come sostenuto da qualcuno - ciò rappresenti anche “la fine” del progetto Territori del Brenta, tale da portare i nostri amministratori pubblici a fantasticare a tempo di record su “nuove strade” da percorrere per lo sviluppo turistico del nostro comprensorio. L’unico fatto certo - dopo sette anni di Tavolo di Marketing Territoriale e nonostante un direttivo per il Marchio d’Area che comprende anche la componente pubblica - è che nel campo della cosiddetta “attrattività d’area in ottica turistica” siamo ancora all’anno zero. Anzi: per certi versi addirittura sottozero. Ed è quindi difficile che possa avere “una fine” una cosa che in realtà, dopo tutto questo tempo, non è riuscita nemmeno a cominciare.
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