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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
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Attualità

Un Astra fa

Esattamente un anno fa il crollo parziale del tetto dell’immobile del Teatro Astra. Da allora sull’eventuale acquisizione dell’Astra da parte del Comune non si è mosso né sentito più nulla

Pubblicato il 15-06-2022
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Ma guarda un po’. La memoria storica della nostra rubrica che potremmo intitolare “Accadde Oggi”, con l’elenco e i link agli articoli pubblicati in data odierna su Bassanonet negli anni passati, colpisce ancora.
Mi è saltato infatti subito all’occhio il titolo più recente dell’elenco, risalente a un anno fa e cioè al 15 giugno 2021. Titolo: “Teatro Astra, cede il tetto”.
Un titolo normale e non un titolo alla Tich perché per i fatti di cronaca è giusto non azzardare giochi di parole.

Foto Fulvio Bicego - Archivio Bassanonet

Dunque esattamente un anno fa accadeva il patatrac che aveva improvvisamente riproiettato l’ex Cinema e Teatro Astra al centro dei riflettori mediatici.
Tuttavia, da allora, sull’eventuale acquisizione dello storico immobile da parte del Comune non si è mosso né sentito più nulla. Una stasi talmente persistente che sembra quasi che dal crollo sia trascorso molto più tempo: un Astra fa.
Attualmente sul fronte della proprietà dello stabile Zetafilm Srl, dopo le varie uscite pubbliche anche su Bassanonet, la comunicazione esterna è in fase “sottotraccia”: niente di nuovo e nessun intervento a mezzo stampa rivolto al Comune per sollecitare il nuovo.
Parimenti, la voce “Teatro Astra” non è al momento consultabile nel vocabolario dell’amministrazione Pavan, anche a seguito di alcune posizioni interne alla giunta comunale che non vedono di buon occhio l’operazione di compravendita, a favore della costruzione di un teatro comunale ex novo.
La situazione è dunque di fatto ferma allo scorso mese di febbraio, quando il portavoce della proprietà Zetafilm Livio Todesco, da me intervistato, era intervenuto “da cittadino bassanese innamorato della sua città” per affermare che “Bassano sente il bisogno a tutti i livelli di avere un teatro” e che per storia, tradizione e prestigio “quel teatro non può essere che l’Astra”.
Lo stesso mese in cui, sempre su Bassanonet, l’architetto Roberto Xausa, consulente della Zetafilm Srl per gli interventi di ripristino e di messa in sicurezza del tetto dopo il crollo di un settore della copertura del 15 giugno scorso, aveva fatto il punto sui lavori di ripristino del tetto e sull’attesa del dissequestro dell’immobile (poi disposto dalla Procura di Vicenza in data 28 febbraio 2022) per poter eseguire dall’interno un rilievo dettagliato della condizione reale dell’intera copertura.
Ma non solo: Xausa aveva anche rivelato la proposta avanzata dalla proprietà all’amministrazione comunale per agevolare la conclusione della trattativa di compravendita. E cioè la soluzione del partenariato Pubblico/Privato tramite il leasing in costruendo, con cui un’ATI (Associazione Temporanea d’Impresa), composta da una banca e da un’impresa, fa una convenzione col Comune tale per cui è l’ATI privata che realizza l’opera - in questo caso la ristrutturazione del teatro - secondo i termini e tempi concordati, per una spesa che verrebbe poi rimborsata negli anni al privato dall’ente pubblico.
Altro che Bassanonet: questa è roba da Financial Times.
Anche se di eventuali sviluppi di questa ipotesi di partnership non si sente, al momento, voce alcuna.
“Non possiamo più aspettare una soluzione che non arriva - aveva dichiarato il sindaco Elena Pavan il giorno successivo al crollo -. Ho già convocato un incontro urgente con la proprietà e la Soprintendenza per definire la soluzione che, per quanto riguarda il Comune di Bassano, è solo una: l’acquisto del bene da parte dell’Amministrazione allo scopo di restituirlo, nel più breve tempo possibile, alla città.”
Intanto dal crollo parziale del tetto dell’Astra è passato esattamente un anno e al termine del mandato dell’amministrazione Pavan ne mancano esattamente due.
Speriamo si muova qualcosa, perché i miei sacchetti di pop corn sono andati oltre la data di scadenza.

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