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La vita in arancione
“Sono il portavoce della mia squadra: i “ragazzi” della lista e tutti i cittadini di Cassola.” Aldo Maroso, candidato sindaco di “Vivere Cassola”, lancia il suo progetto. "Chi vive a Cassola non deve sentirsi un suddito ma un cittadino"
Pubblicato il 29 mar 2014
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Arancione il logo della lista, arancione la maglietta messa su per l'occasione (con la scritta “Mi piace vivere! E a te?”), arancione la filosofia che sta alla base dell'intero progetto elettorale. “L'arancione è simbolo di vita”, spiega il candidato sindaco Aldo Maroso. “Vita”, del resto, è la parola alla radice del nome della civica che lo lancia come aspirante primo cittadino: “Vivere Cassola”.
E rappresenta anche, come vedremo, il leitmotiv dei valori che ne ispirano programma e obiettivi.
Il 65enne docente di matematica in pensione (23 anni di insegnamento all'ITC Einaudi e altre scuole superiori), residente a San Giuseppe di Cassola, sposato, con tre figli, attivo nel volontariato con l'associazione Ponti di Pace, già redattore del periodico di controinformazione “Liberamente Cassola”, grande appassionato di bicicletta e di altri sport, monta in sella ad un progetto che si propone dichiaratamente di immettere aria nuova nel Comune di Cassola, dove per “Comune” si intende sia il Palazzo che amministra che il territorio amministrato.
Il candidato sindaco della lista civica "Vivere Cassola" Aldo Maroso (foto Alessandro Tich)
Un progetto “nato dalla società civile e non dai partiti”, i cui promotori - come sottolinea Maroso - si sono raccolti attorno “a valori irrinunciabili per la comunità e alle cose urgenti, indispensabili e condivise da fare”. Gruppo che alla fine è arrivato all'indicazione del suo nome, e non viceversa.
“La mia candidatura - spiega - è la fine di un lungo percorso, iniziato mesi fa con amici di sensibilità civica “provocati” da alcune criticità di questo territorio.
I valori condivisi e le cose da fare sono tutti nel segno di un taglio netto col passato. E' un progetto allargato a tutti i cittadini di buona volontà, e di aree ideologiche diverse.”
Una squadra in formazione inedita e trasversale. Oltre al gruppo civico che ha costituito l'embrione di “Vivere Cassola”, tra i supporter della lista arancione ci sono anche esponenti di diversificata estrazione politica: dal Movimento 5 Stelle alla Lega Nord e dal PD all'Italia dei Valori. Ma non è il marchio di provenienza a contraddistinguere la proposta, bensì la convergenza sugli obiettivi del programma.
I cinque modi di “vivere” Cassola
Lo slogan del manifesto elettorale di Maroso riecheggia comunque atmosfere cinquestellate: “Sono il portavoce della mia squadra: i “ragazzi” della lista e tutti i cittadini di Cassola.” La voce della cittadinanza, del resto, viene considerata il principale indicatore - in caso di esito positivo del responso elettorale - della futura attività amministrativa.
“Vivere Cassola - specifica il candidato sindaco - intende amministrare con tutto il gruppo e non con le persone singole, coinvolgendo anche i cittadini tramite la partecipazione. E' per questo che invitiamo le persone a “vivere il Comune” e a “vivere il nuovo”. Trasparenza e partecipazione in tutto. Chi vive a Cassola non deve sentirsi un suddito, ma un cittadino: non deve essere costretto a venire in Comune e avere l'impressione di ricevere come un favore ciò che è un suo diritto.”
“Il “nuovo” - aggiunge - significa innovazione culturale, con un cambio dello stile di vita della comunità, e innovazione tecnologica, per la quale sarà istituito un assessorato specifico. Grazie alla rete si potrà dialogare e interloquire continuamente con l'Amministrazione. Tra le altre cose nuove, penso ad esempio a un raccolta differenziata più efficiente per ridurre le tariffe a carico delle famiglie.”
Alla base del programma della lista c'è poi il valore del “vivere la vita”: “Significa tutela della salute e dell'ambiente, ma anche sviluppare il senso di comunità: potenziare il vivere insieme e la rete di inclusione sociale per malati, anziani e portatori di disabilità valorizzando il prezioso e fondamentale impegno delle associazioni e delle parrocchie.”
“Vivere Cassola”, per il candidato primo cittadino, significa inoltre “vivere il territorio”: “Una pianificazione urbanistica intelligente e con interventi che non comportino utilizzo di ulteriore suolo, dando priorità alle opere pubbliche più urgenti.” Tra queste: “La realizzazione di un sottopasso ferroviario che permetta di collegare San Zeno direttamente con San Giuseppe, una manutenzione straordinaria di tutte le palestre, la costruzione della palestra della scuola media a San Giuseppe, la messa in sicurezza degli edifici pubblici e di alcuni nodi della viabilità.” Ma anche qui saranno i cittadini ad avere voce in capitolo: “Riguardo alle opere pubbliche, ogni frazione deciderà la più urgente da fare.”
L'ultimo ma non meno importante assunto del programma di lista è “vivere il domani”: “Investire nell'istruzione, nella cultura e nello sport. Un salto di qualità per i nostri bambini e ragazzi. Non penso di esagerare nel dire che sarebbe una svolta epocale per Cassola.”
Sono i fondamenti del progetto di città che sarà contenuto nel programma in via di definizione. Che contiene già 60 obiettivi concreti sulle cose da fare.
Per diversi di questi, tuttavia, Maroso tiene ancora deliberatamente le caselle vuote: “Le riempiremo nelle assemblee pubbliche. Diamo spazio ai cittadini per dire la loro.”
Le criticità: Acquapark e non solo
Chi andrà ad amministrare a Cassola nei prossimi cinque anni, come rileva Maroso, si troverà comunque a dover affrontare alcune criticità ereditate dall'attuale mandato amministrativo. La prima è l'Acquapark, per la quale serve “recuperare il recuperabile”: “La lista non vuole abbattere quello che c'è, ma utilizzarlo pensando anche a un'eventuale altra destinazione d'uso. Bisogna vedere la situazione di quello che è rimasto e prevedere anche la possibilità di un impianto natatorio meno megalomane.” C'è poi il precedente del gassificatore da non dimenticare: “Senza la ribellione e la partecipazione della gente sarebbe partito, “all'insaputa” dell'Amministrazione.” Ancora la Valsugana e soprattutto la Pedemontana: “Sono in atto gli espropri e i cittadini hanno saputo in ritardo delle grandi differenze tra progetto definitivo e progetto esecutivo, con la strada che fa una curva sotto la discarica GIE.” E infine proprio l'ex discarica GIE: “E' una ferita ancora aperta.”
Quattro problemi per un'unica sintesi: “Ne basterebbe uno solo per dare un voto all'Amministrazione uscente.”
Ma il candidato sindaco parla anche di prospettive: “Con le risorse a disposizione c'è il rischio di non poter sostenere le famiglie e le imprese in crisi. Serve fare un'analisi approfondita del bilancio e della situazione economico-finanziaria del Comune. La priorità è attenuare la morsa di imposte e tasse prima ancora di pensare a iniziative di sviluppo.”
Con una precisa strategia anche riguardo alla struttura municipale: “Se saremo eletti faremo un incontro col personale amministrativo del Comune per costruire insieme una linea di collaborazione sincera e proficua, condividendo con loro l'idea che la nostra ragione d'essere, di amministratori e di dipendenti comunali, è il servizio al cittadino nell'interesse generale e non dei singoli.”
E infine l'apertura al futuro: “Un buon progetto di città non può limitarsi a gestire l'emergenza, ma deve dare speranze alla gente. Coinvolgendo le associazioni, le parrocchie ed i quartieri. Per noi è una sfida, che cominceremo a esercitare il giorno dopo le elezioni.”
Così parlò Aldo Maroso, che pur respingendo l'etichetta di “anti-Pasinato per eccellenza”, affibbiatagli da Bassanonet nel nostro precedente articolo, si propone dichiaratamente quale assoluta alternativa all'attuale Amministrazione che governa il Comune.
La composizione della lista “Vivere Cassola” è in fase di ultimazione e i nomi dei candidati saranno resi noti in un prossimo incontro con la stampa.
Nel frattempo, terminato il suo discorso, il candidato sindaco si disseta bevendo acqua dalla sua borraccia da ciclista. La corsa è davvero cominciata.
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