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Industria

L'imperativo categorico

Mettere le piccole imprese al centro dell'agenda politica nazionale e locale. A Bassano Confartigianato, Cna e Confcommercio attendono al varco il nuovo governo e lanciano un avvertimento ai candidati alle amministrative

Pubblicato il 25-02-2014
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Prove tecniche di coesione: dopo la comune partecipazione, lo scorso 18 febbraio, alla manifestazione nazionale di “Rete Imprese Italia” in piazza del Popolo a Roma le tre categorie economiche bassanesi che rappresentano principalmente le piccole e medie imprese - Confartigianato Bassano, Cna Bassano e Confcommercio Bassano - scaldano i motori per rappresentare in modo unitario i problemi e le istanze delle Pmi del territorio nei confronti dei candidati sindaci dell'imminente campagna elettorale.
Reduci dalla mobilitazione nella capitale - che ha coinvolto oltre 65mila manifestanti e che dalla sola Bassano ha visto partecipare circa 150 persone, di cui oltre 100 di Confartigianato - le tre associazioni stanno predisponendo un documento congiunto, con le indicazioni sulle priorità degli interventi da fare a sostegno delle imprese sul territorio, che sarà pronto tra una ventina di giorni e che negli auspici dei vertici categoriali dovrà rappresentare il vademecum dei prossimi amministratori comunali. E così le categorie, in quanto tali, lanciano il loro imperativo categorico: mettere le piccole imprese al centro dell'agenda politica nazionale e locale.
“Per la prima volta - afferma il presidente di Confartigianato Bassano Sandro Venzo, alla conferenza stampa convocata nella sede dei commercianti - piazza del Popolo non era piena di tute blu, ma era piena di partite Iva. Il sistema delle piccole imprese è allo stremo e ha poco da perdere. Se entro i prossimi 30-60 giorni le promesse del nuovo governo non saranno mantenute, la prossima volta scenderanno a Roma 200mila persone. Basta proclami, quello di piazza del Popolo è stato l'ultimo campanello di allarme.”

Da sin.: Roberto Frison (Cna), Sandro Venzo (Confartigianato) e Luca Maria Chenet (Confcommercio)

Trasferendo la richiesta di attenzione per l'emergenza-imprese sul piano locale, ancora Venzo lancia il suo anatema contro chi, tra i prossimi candidati a guidare la città di Bassano in primis, non sarà in grado di prendersene carico: “Chi ci segue sarà da noi spalleggiato, chi non ci segue sarà da noi bastonato. La piccola impresa è il cuore pulsante dell'economia e deve essere presa in considerazione.”
“L'unitarietà della partecipazione a Roma e della nostra presenza qui oggi - aggiunge Roberto Frison di Cna - è una strada di stimolo di aggregazione al territorio. La nostra coesione deve diventare un riferimento per dettare l'agenda ai politici.”
Dito puntato inoltre, dalle tre associazioni, sulla scarsa “produttività” inversamente proporzionale alle retribuzioni dirigenziali del settore pubblico a tutti i livelli. “Nel settore privato c'è una rinegoziazione al ribasso di tutte le retribuzioni di manager e dirigenti - dichiarano i presidenti di categoria bassanesi, guardando anche alle riforme annunciate da Renzi - e non riusciamo a capire perché nella Pubblica Amministrazione ciò non succede.”
“Chi ogni mattina apre la saracinesca del suo negozio o la porta del suo laboratorio dimostra il suo senso di responsabilità nei confronti del Paese - rilancia il presidente di Confcommercio Bassano Luca Maria Chenet -. E' giusto che Confindustria sieda al tavolo delle trattative, ma il 94% del tessuto produttivo italiano è costituito dalle Pmi. Il Pil non è fatto da dipendenti pubblici. La Pubblica Amministrazione non mette in discussione il compenso retributivo dei manager, vale la pena che lo Stato cominci a farlo.”
Ergo: da una parte le tre categorie stanno per mettere nero su bianco le richieste che i candidati alle amministrative - pena la “bastonatura” nell'urna elettorale - dovranno fare proprie nell'elaborazione del loro programma.
E dall'altra, con cauto ottimismo frammisto a cauto scetticismo, guardano agli sviluppi dell'impegnativa road map del nuovo governo, atteso al varco per le misure necessarie al rilancio delle imprese. Il che spinge il presidente di Confcommercio Bassano Chenet a rivelare addirittura la sua ricetta personale per la ripresa dei consumi e dell'economia: “Se mi chiedete quale domanda farei a Renzi, gli chiederei uno shock fiscale. Iva al 15%.”
E allora perché non chiederlo direttamente al nuovo premier che vuole rovesciare l'Italia come un calzino? Egregio presidente, gli mandi un tweet.

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