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Turismo Anno Zero
Col progetto AQuAS 1, nasce il percorso naturalistico dal Brenta alle colline tra Bassano e Marostica. E i due Comuni lanciano un progetto di marketing territoriale, in ottica turistica, per l'intero comprensorio: "L'era dei campanilismi è finita"
Pubblicato il 26 ott 2013
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Devo rivelarvi una mia convinzione, in tutta franchezza: quando sento nominare cose tipo “marketing territoriale”, “tavolo di confronto”, “tavolo di coordinamento” e via dicendo, sono sempre un po' prevenuto.
E questo perché, in tanti anni di presidio giornalistico del territorio del Bassanese, ne ho viste davvero di tutti i colori: Forum degli Interessi, Forum degli Eventi, Progetto Esagono, Living Lab Territoriale, Progetto Turistico di Eccellenza Pedemontana Veneta eccetera eccetera.
Tutti progetti e iniziative di sinergia e coordinamento tra enti pubblici e tra pubblico e privato - nel campo turistico, economico e della pianificazione territoriale condivisa - che si sono risolti, o si stanno risolvendo, in una montagna inconcludente di bla bla.
Uniti sulla via del progetto: gli assessori al Turismo di Marostica e Bassano, Simone Mattesco e Alessandro Fabris (foto Alessandro Tich)
Devo però anche dirvi, con altrettanta onestà, che questa volta percepisco un senso di concretezza a cui - di fronte all'ennesimo progetto rivolto al comprensorio e costruito sul principio di “fare squadra” e “fare rete” - non ero più abituato.
Per questo motivo il progetto di marketing territoriale presentato oggi all'ex Opificio Baggio a Marostica dai Comuni di Marostica e di Bassano del Grappa merita la dovuta attenzione e una sostanziale apertura di credito.
Come tutti i progetti di “condivisione programmatica” e di valorizzazione turistica del territorio, non è facile da spiegare e da sintetizzare.
Partiamo quindi subito, prima di parlare dei massimi sistemi, dal suo primo effettivo risultato: il percorso naturalistico dal Brenta alle colline tra Bassano e Marostica.
Sono infatti iniziati da circa un mese gli interventi di sistemazione, segnalazione e tabellazione degli itinerari di quella che diventerà la nuova piccola Romantische Strasse per gli escursionisti amanti della natura, del paesaggio e della cultura e tipicità locali.
Oltre 80 chilometri di percorsi pedonali (di cui 31 principali e 41 secondari), 8 chilometri di percorsi ciclabili, 12 aree di parcheggio, 7 aree di sosta e un'area didattica: un suggestivo “pacchetto unico” di mobilità dolce e turismo sostenibile che rilancia e valorizza una rete di percorsi già esistenti e anzi secolari, ma in parte dimenticati o non adeguatamente conosciuti, in continuità territoriale da Bassano a Marostica e con qualche digressione nei Comuni di Conco e Campolongo sul Brenta.
Da una parte il centro di Bassano che dal Ponte Vecchio si collega alla riva del Brenta e a S. Eusebio fino a Sarson e Campese, per poi salire a San Bovo, Caluga e Valrovina, ridiscendere nella Valle del Silan fino a San Michele e all'Oasi Gemma e ritornare in città. Dall'altra l'itinerario che dalla piazza Castello di Marostica porta a Vallonara, ai Capitelli e fin su a Tortima per poi tornare giù lungo gli altri camminamenti che dalle pendici dell'Altopiano si ricollegano alla Città degli Scacchi.
Due “anelli” protetti dal traffico, da percorrere in parte o totalmente, a loro volta interconnessi dalla rete dei sentieri di collegamento che passano anche per la Valtripona e più su a Rubbio e Monte Caina. A chiudere il circuito, un percorso pedonale e ciclabile tra Bassano e Marostica, via Marsan e fino in Destra Brenta, totalmente escluso dalla statale 248.
Il percorso naturalistico non nasce dal nulla, ma dal progetto AQuAS 1(AQuAS = Azioni per la Qualità, l'Attrattività e lo Sviluppo Sostenibile) promosso dall'IPA - Intesa Programmatica d'Area Pedemontana del Brenta per un importo complessivo di oltre 900mila euro, di cui 700mila co-finanziati dalla Regione Veneto.
La particolarità dell'iniziativa è la sua nascita “dal basso”: l'idea è infatti partita ancora nel 2008 su impulso del coordinamento dei quartieri bassanesi San Michele, Angarano, Campese, Rubbio, S. Eusebio e Valrovina che aveva presentato la proposta di un percorso pedonale lungo il Brenta e le colline della zona. Le istanze di Bassano - strada facendo - si sono unite a quelle di Marostica e nel 2010 si è materializzato il progetto, promosso congiuntamente dai due Comuni e affidato per le linee guida generali ad Andrea Cunico Jegary, referente di Valrovina e professionista del settore marketing e comunicazione.
L'operazione Bassano-Marostica viene presentata dai promotori come la prima “buona prassi” del nuovo marketing territoriale da sviluppare per l'area bassanese: ovvero un punto di partenza “verso una strategia d'area” che si ponga quale obiettivo “l'attrattività del prodotto turistico 365 giorni all'anno”.
All'orizzonte il marchio d'area
Già: ma per i non addetti ai lavori, che cosa si intende per marketing territoriale?
E' lo stesso Andrea Cunico Jegary a spiegarlo in conferenza stampa: è esattamente come promuovere sul mercato uno scarpone da sci o un casco da moto. Con la differenza che l'oggetto in vetrina è un “bene comune”, e cioè il territorio, e che le strategie del marketing d'impresa vengono trasferite nel settore pubblico. “Le chiavi competitive strategiche - spiega l'esperto - sono due. La prima è l'identità del territorio: non abbiamo ancora un nome. La seconda è fare rete: ma non possiamo fare rete attorno a una non identità”.
E allora? Allora bisogna intanto definire il territorio di competenza, individuato sull'asse nord-sud da Cismon alle “Terre del Brenta” fino a Tezze e sulla direttrice ovest-est dalla coppia reale Bassano-Marostica fino al Grappa e alle sue pendici pedemontane.
Poi bisogna avere una “visione”, richiesta dai bandi dei finanziamenti europei: ed è quella di creare opportunità di lavoro “e far diventare il turismo industria, richiamando i talenti del territorio”.
Riguardo ai cosiddetti “asset” - e cioè i valori materiali e immateriali da promuovere - tra paesaggio, cultura, manifestazioni e enogastronomia, non abbiamo che l'imbarazzo della scelta.
Le strategie di richiamo turistico prevedono la valorizzazione “del fiume Brenta come dorsale di valori”, “del paesaggio e delle tracce del lavoro dell'uomo” e “della storia e la cultura dei territori del Brenta”.
Con attenzione assoluta all'immagine: “Il buon prodotto turistico non esiste in natura - sottolinea Cunico - ma è il frutto di una costante costruzione che richiede il coinvolgimento della popolazione locale. Fondamentale, per renderlo attrattivo, è la qualità della comunicazione. Oggi sulla comunicazione non manca la qualità del management, ma manca il management.”
L'obiettivo dichiarato dei promotori del percorso naturalistico Bassano-Marostica, attraverso l'IPA Pedemontana del Brenta, è dunque quello di allargare il tiro della valorizzazione turistica all'intero comprensorio e arrivare alla creazione di un marchio d'area.
Serve poi una strategia comune e unitaria, condivisa tra tutti gli enti e gli “attori” coinvolti - dai Comuni agli operatori turistici alle associazioni locali - per la quale si propone l'istituzione di un tavolo di marketing territoriale presso l'Urban Center di Bassano. Da qui, raccogliendo gli input del territorio, andranno quindi messe in atto le nuove strategie di comunicazione (portale d'area, applicazioni digitali, pubblicazioni, materiale divulgativo sia cartaceo che digitale eccetera) per ottimizzare l'attrattività turistica dell'offerta territoriale.
Queste e altre progettualità, assieme alla presentazione del percorso naturalistico Bassano-Marostica da cui tutto trae origine, sono l'argomento di una mostra con pannelli esplicativi che sarà aperta dal 29 ottobre al 17 novembre al Castello Inferiore di Marostica. La stessa mostra, da fine novembre a tutto Natale, sarà nuovamente allestita all'Urban Center di Bassano.
“Non c'è vera governance se non parte dal basso”
Per i Comuni di Marostica e Bassano, uniti sulla via del “percorso”, per la promozione turistica e lo sviluppo sostenibile del territorio non c'è ormai altra da via seguire se non quella dei progetti condivisi.
“Dobbiamo ragionare come territorio allargato - afferma l'assessore comunale al Turismo di Marostica Simone Mattesco -. L'epoca dei campanilismi è finita, da soli non si va da nessuna parte.”
“Un giorno sono andato in Comune abbastanza alterato - ammette l'assessore al Turismo di Bassano Alessandro Fabris - dopo aver letto le provocazioni in tema di turismo sui commenti agli articoli di Bassanonet. E ci siamo detti, assieme ai miei collaboratori: non stiamo comunicando quello che stiamo facendo." “Ora siamo al punto di svolta - aggiunge -. Dobbiamo avere una visione completamente nuova del nostro territorio e del turismo, procedendo all'unisono e utilizzando i talenti del territorio per fare quello che già fanno in Trentino, e cioè marketing territoriale.”
Fabris, nell'occasione, non le manda a dire: “Il Veneto ha 62 milioni e 350mila presenze turistiche all'anno. Il comprensorio bassanese ne ha 290mila e Bassano 120mila. Questo vuol dire che il comprensorio incide sul turismo regionale per il 5 per 1000, e Bassano ancora per la metà. Non siamo un comprensorio turistico e non siamo una città turistica. Non saremo mai una città turistica, ma potremmo diventare un comprensorio turistico.”
Da qui la necessità - ribadita ieri dall'assessore bassanese a un incontro con i sindaci dell'IPA per la presentazione del percorso con Marostica - di dare un primo segnale di volontà comune allargando l'applicazione della tassa di soggiorno per i pernottamenti turistici a tutti i Comuni dell'area: “E' un modo per avere risorse e per promuovere eventi di richiamo, dalla Partita a Scacchi al Palio delle Zattere, che sono eventi comprensoriali.”
Nel frattempo, sempre tramite l'IPA, sono stati già presentati in Regione i progetti AQuAS 2 e AQuAS 3 che prevedono, rispettivamente, interventi in partenariato pubblico-privato per la valorizzazione di percorsi di turismo sostenibile sull'asse Bassano-Cismon e sull'asse Bassano-Tezze.
Mentre Marostica, dal canto suo, tramite i finanziamenti GAL Montagna Vicentina sta perseguendo il progetto di un'ippovia, per richiamare tra le sue colline il turismo a cavallo.
C'è dunque una sorprendente potenzialità di turismo 2.0 che ancora in silenzio, ma concretamente, sta prendendo forma. Ora è il momento di trasformare il silenzio in comunicazione, e in nuova identità di un territorio in cui i campanili dovrebbero servire solo per chiamare messa.
“Non serve più un approccio obsoleto al marketing del territorio ma bisogna trasmettere potenzialità e dare valore alla gente - conclude Fabris -. Anche i nuovi progetti europei, coi relativi finanziamenti, sono basati sul principio del CLLD, Community-Led Local Development. Lo sviluppo locale viene guidato dalla comunità, e questo vale anche per il turismo. Il tavolo di marketing territoriale serve a questo: non c'è una vera governance se questa non parte dal basso, come è successo per il progetto con Marostica.”
Staremo a vedere. La nuova strada tracciata, che rilancia il ruolo “identitario” del comprensorio bassanese, non è priva di incognite: ma per il turismo made in Bassano e dintorni e tutto l'indotto che ne consegue, frutto di un nuovo marketing del territorio da inventare col contributo di tutti, potrebbe essere l'Anno Zero.
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