Attualità

Quando l'acqua scappa

In aprile la portata media del Brenta è stata quasi doppia di quella degli ultimi quarant'anni. Il Consorzio di Bonifica Brenta: “Un enorme patrimonio idrico che ci scorre davanti. Servono infrastrutture per poterlo immagazzinare”

Pubblicato il 09 mag 2013
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L'acqua del fiume: una risorsa che ci scorre davanti agli occhi e che potrebbe fungere da preziosa scorta idrica per i periodi di siccità. Una prospettiva che al momento non è ancora fattibile, mancando le infrastrutture necessarie a trattenere e immagazzinare l'acqua. Da qui l'ennesimo appello del Consorzio di Bonifica Brenta, che ha trasmesso al riguardo in redazione il comunicato che pubblichiamo di seguito:

COMUNICATO

Foto: archivio Bassanonet


Quanta acqua corre sotto i ponti...e se ne va!

Che il 2013 sia un anno di grande abbondanza d’acqua non ci sono dubbi, e anche l’osservatore più attento non può non essersene accorto.
Ma andando ad esaminare i numeri e le statistiche, questa eccezionalità diviene ancora più evidente. Dopo le cospicue nevicate che a lungo hanno imbiancato le nostre montagne nell’inverno da poco concluso, i dati ancora più recenti sono alquanto singolari: nel mese di aprile la portata media del Brenta (pari a ben 135 metri cubi al secondo) è stata quasi doppia di quella degli ultimi quarant’anni.
Il bacino del Corlo, che regola il corso del torrente Cismon, in quel di Arsiè, nel bellunese, si è completamente riempito ancora il 24 aprile, e da allora si mantiene a livello massimo; in tal modo, una enorme massa idrica sfugge alla capacità di immagazzinamento e se ne va lungo il sistema fluviale del Brenta, fino al mare.
“Si tratta di un volume d’acqua che in due settimane ha toccato il valore di circa 200 milioni di metri cubi - sottolinea Danilo Cuman, presidente del Consorzio di Bonifica Brenta -. Se ciò è confortevole per la prossima stagione irrigua, a differenza di quanto drammaticamente avvenuto con la siccità dell’estate del 2012, da un altro punto di vista ci deve far riflettere in merito all’attuale incapacità delle infrastrutture esistenti a cogliere l’occasione offerta dalla natura.”
“In altre parole - prosegue Cuman - questo benefico patrimonio liquido ci scorre davanti senza che possiamo trattenerlo e tesaurizzarlo, e magari fra un mese o due piangeremo perché l’acqua nuovamente mancherà. Non siamo ancora un Paese veramente moderno se ciò avviene: in quindici giorni abbiamo buttato via l’equivalente di cinque volte l’intero lago del Corlo!”
Per chi non lo sapesse, il Corlo costituisce l’unica significativa scorta d’acqua che consente in estate di dissetare la pianura, a favore dell’agricoltura e della vivificazione del territorio.
Il presidente Cuman conclude le proprie meditazioni ricordando che da troppi anni si parla di realizzare nuovi invasi, ed in particolare quello del Vanoi, proprio con queste finalità; ma per ora esso non è entrato nei programmi della politica, nonostante varie segnalazioni da parte del Consorzio.
Non resta che prendere atto che tanta acqua corre sotto i ponti… e se ne va!

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