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Sior Todaro brontolon
Vi spieghiamo perché su Bassanonet, tra tutte le interviste ai candidati bassanesi alle prossime elezioni politiche, non troverete quella con Luciano Todaro, candidato alla Camera con la Lega Nord
Pubblicato il 11 feb 2013
Visto 5.215 volte
“Mai su Bassanonet”. E' la testuale risposta che Luciano Todaro - segretario e capogruppo consiliare della Lega Nord di Bassano del Grappa, candidato al n. 5 della lista del Carroccio in corsa per la Camera in Veneto 1 - ci ha dato alla nostra richiesta, sabato scorso presso il gazebo elettorale della Lega allestito in via Da Ponte a Bassano, di fissare un incontro per un'intervista sulla nostra testata. La ragione del diniego è sempre quella: “No me piase i commenti”.
E' questo il motivo per cui, tra tutte le interviste ai candidati bassanesi impegnati nella campagna elettorale, sul nostro portale di informazione non troverete quella con Todaro.
La Par Condicio, in realtà, non è obbligatoria sul web: semplicemente fa parte del nostro Dna. Anche l'esponente leghista dovrebbe quindi approfittare del nostro spazio informativo per spiegare il perché chi ci legge dovrebbe orientare il suo consenso nei confronti della Lega Nord, piuttosto che su altre liste. Ma a quanto pare, nel suo caso, il silenzio è d'oro.
Luciano Todaro (foto: archivio Bassanonet)
Luciano Todaro è un politico molto selettivo: è lui a scegliere i giornali e le televisioni a cui rilasciare o meno le proprie dichiarazioni. E tra le testate gradite all'aspirante onorevole non c'è Bassanonet. Non da oggi, ma da tre anni a questa parte, dopo che alcuni nostri articoli che davano notizia delle sue posizioni ed interventi in veste di consigliere comunale erano stati subissati di commenti, in gran parte poco positivi, da parte dei nostri utenti.
E così la nostra testata - da parte del permaloso capogruppo e segretario di sezione e di altri due noti esponenti del Carroccio bassanese, Nicola Finco e Mara Bizzotto - è stata ufficialmente “bannata”, con l'immediata interruzione dell'invio di comunicati in redazione e degli inviti alle conferenze stampa (non tantissime, peraltro) targate Lega Nord Bassano: cosa che, evidentemente, non ci fa dormire la notte.
Ma proprio qui sta il punto: chi distingue gli organi di informazione tra “buoni” e “cattivi” dimostra infatti di avere una scarsissima visione delle regole del gioco, e soprattutto del vero rapporto tra politica e territorio.
Perché vede, egregio segretario Todaro: non pensi che voi politici siate come i Rotary o i Lions, che appartengono ad un club esclusivo in cui si entra solo per invito e nel quale, per le proprie parole e le proprie azioni, si risponde solo ed esclusivamente al direttivo del club.
Voi siete i nostri rappresentanti nelle istituzioni e il vostro direttivo siamo noi, i cittadini. Fate cose giuste e potete anche sbagliare, come possiamo sbagliare noi tutti: e non potere sfuggire alle critiche del popolo.
Perché le critiche fanno bene, vi fanno capire dove state sbagliando e vi invitano, sempre che abbiate il tempo e la voglia di farlo, a correggere la rotta. Anche e soprattutto le critiche sul web: anche se la democrazia online è particolarmente temuta da quella parte di classe politica, di cui fa parte anche lei, che cerca ancora di proporsi sui modelli di consenso del secolo scorso.
Se poi queste critiche risultano faziose, offensive o contrarie alle regole della cosiddetta netiquette, c'è sempre la possibilità di inoltrare una segnalazione di abuso con richiesta di rimuovere il commento e persino di querelare l'autore, benché apparentemente coperto da nickname, del commento inopportuno.
Ma evitare di informare la gente tramite la nostra testata e sottrarsi al pubblico confronto per il semplice fatto che i commenti le sono sgraditi, mi creda, lascia il tempo che trova: ed è una scusa, me lo consenta, puerile.
Colgo comunque l'occasione, egregio candidato Todaro, per porgerle i nostri auguri di essere eletto. Il minimo che si può augurare a chiunque, di qualsiasi colore politico, si sia messo in gioco facendosi nominare in una lista.
E glielo dico sinceramente: anche perché, detto fra noi, lei mi sta pure simpatico. La sua collocazione ai piani alti della lista del Carroccio, del resto, rende tale prospettiva assai fattibile.
Le auguro persino, come augurerei a qualunque altro candidato, di diventare un deputato di maggioranza: così saprà dimostrare, con pensieri parole ed opere, la sua capacità di favorire provvedimenti utili al territorio bassanese, che reclama giustamente più attenzione alle stanze del potere nazionale. In caso contrario - sempre che lei sia eletto - lei sarà un parlamentare di opposizione: mal che vada, potrà sempre mettersi il lutto al braccio anche a Roma e dire che l'Italia sta morendo.
Le auguro soprattutto di fare come la deputata del Carroccio, e oggi candidata al Senato, Manuela Lanzarin: un autentico soldato padano che dall'ultimo rapporto “Camere Aperte” di Openpolis risulta uno degli onorevoli più presenti ai lavori parlamentari (96,34% di presenze) e uno dei più produttivi tra gli eletti nel Veneto (al quarto posto tra i parlamentari vicentini per numero di emendamenti, interrogazioni, disegni di legge e quant'altro) e che in cinque anni di mandato alla Camera ha sempre puntualmente trasmesso alla nostra redazione i suoi comunicati stampa, per informare i cittadini sulla sua attività parlamentare, senza mai pretendere - come è giusto che sia - che la notizia venisse sempre e comunque obbligatoriamente pubblicata.
E allora dimostri di avere le palle, come i suoi colleghi di partito di sesso femminile. Non abbia paura, qualora sarà lei a sedere sui banchi di Montecitorio, di dirci che cosa pensa e che cosa fa. Tanto lei lo sa benissimo che anche ostacolando il nostro diritto-dovere di informazione, con la pratica della censura alla fonte, noi riusciamo a stanarla lo stesso.
Mi creda: se lei intende continuare a nascondersi agli occhi dei nostri numerosissimi lettori noi non abbiamo nulla da perdere, a perderci è soltanto lei. Faccia piuttosto in modo, se sarà lei il nostro prossimo rappresentante in Parlamento, di non farsi etichettare come “non pervenuto”.
Onorevoli saluti da Bassanonet.
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