Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 12-04-2012 21:00
in Attualità | Visto 4.573 volte

Un Boato scuote l'assemblea

Michele Boato, direttore Ecoistituto del Veneto, interviene all'animata assemblea sul gassificatore a Cassola e smantella l'impianto formale del progetto Karizia: "E' un falso. Non è un impianto di recupero da rifiuti e non compete alla Provincia"

Un Boato scuote l'assemblea

Il direttore dell'Ecoistituto del Veneto Michele Boato, protagonista dell'affollata assemblea del Comitato "No gassificatore" all'Auditorium Vivaldi di San Giuseppe di Cassola (foto Alessandro Tich)

Un Boato scuote l'assemblea. Michele Boato, direttore dell'“Ecoistituto del Veneto” di Mestre, già assessore regionale all'Ambiente, docente di economia e protagonista di mille battaglie ambientali, dà la notizia che potrebbe dare una svolta all'intera vicenda del gassificatore di Cassola: sotto il profilo formale, il progetto presentato da Karizia Tecnology “è un bluff”, che rende di fatto illegittima - poiché impropria - l'attuale procedura di Valutazione di Impatto Ambientale dell'impianto presso la Provincia di Vicenza.
Le affermazioni di Boato, subissato di applausi, surriscaldano il clima - già sufficientemente teso - della seconda assemblea convocata all'Auditorium Vivaldi dal Comitato Civico “No all'inceneritore” di Cassola, Rossano e paesi limitrofi per fare il punto della situazione dell'intricata questione.
Sala strapiena in platea e galleria, comprese famiglie con figli piccoli al seguito.
In prima fila l'Amministrazione comunale di Cassola, quasi al completo. In ordine sparso, in mezzo alla gente, alcuni consiglieri di opposizione di Cassola e altri amministratori dei Comuni contermini: l'assessore all'Ambiente di Rossano Veneto Andrea Gastaldello e consiglieri di opposizione di Rossano Veneto e Loria.
Compresa Morena Martini, nella doppia veste di assessore provinciale e di consigliere di minoranza a Rossano. C'è anche Laura Puppato, consigliere regionale del PD: è l'unico esponente della Regione Veneto presente all'atteso incontro. Ma la grande protagonista è la cittadinanza, arrivata da vari paesi del circondario con gli ombrelli zuppi di pioggia: per un argomento del genere non c'è maltempo che tenga.
Prima dell'intervento del relatore, il portavoce del Comitato Egidio Bizzotto riassume gli ultimi passaggi dell'attività sin qui svolta e rivela la difficoltà a interloquire con gli avvocati nominati dai Comuni di Cassola e Rossano, su indicazione dello stesso Comitato, per avere informazioni dirette sugli sviluppi della vicenda.
“Gli avvocati ci dicono che il loro riferimento diretto sono le Amministrazioni - afferma Bizzotto -. Questo per noi è motivo di disappunto, perché chiediamo trasparenza e fiducia reciproca”.

“L'intestazione di questo impianto è un trucco”

Quando comincia a parlare, Michele Boato - che ha studiato per filo e per segno il progetto di Karizia - parte da lontano: ma si capisce subito che sta preparando l'affondo.
“Le normative europee - esordisce - impongono di ridurre i rifiuti e il loro riuso, e solo in caso di necessità prevedono lo smaltimento all'inceneritore o in discarica.
Il Veneto è tra le regioni più virtuose: oltre il 60% dei rifiuti solidi urbani va al riciclo e la situazione è buona anche per i rifiuti speciali, prodotti dalle industrie, che vengono recuperati per oltre il 62%. Per il resto, il 36% va ancora in discarica e solo lo 0,3% all'incenerimento.”
“L'intestazione di questo impianto è un trucco - incalza il direttore dell'Ecoistituto del Veneto, puntando il dito sul gassificatore -. La gassificazione e pirolisi è equiparata dalla legge italiana agli inceneritori, c'è lo stesso iter. Questo progetto è stato presentato come “impianto di recupero di materia da rifiuti attraverso la gassificazione”. L'impianto di Karizia non è un impianto di recupero di materia da rifiuti: è un falso. Questo è un gassificatore, punto e basta. Dire “recupero di materia attraverso la gassificazione” è una contraddizione in termini: o è materia, o è gas. Nello stesso progetto si dice che “la frazione residua non gassificata può essere destinata ad altri impianti di recupero per ulteriori materie prime”.
Qui non c'è recupero di materia, c'è syngas e cioè recupero di gas per energia elettrica: è un inceneritore di tecnologia più avanzata. Questo impianto non deve andare quindi in Provincia, ma è di competenza della Regione. Questa è una bugia grande come una casa, il re è nudo.”
“L'Osservatorio Rifuti Regionale dovrà necessariamente porre attenzione su questo progetto - puntualizza il relatore -. Se è recupero di materia, è di competenza della Provincia. Ma se sono discariche o inceneritori, vanno in Regione. E la Regione Veneto punta ormai sul riciclo, e l'impianto avrà lo stop come sono stati bloccati gli inceneritori di Unindustria a Mogliano e Silea. Inoltre, per portare i rifiuti a gassificazione, l'impianto dovrà produrre una temperatura di 1100° con energia elettrica. Nessuno ha fatto un bilancio per dire se almeno recuperano energia, se non recuperano materia.”
“Lorsignori hanno bluffato, scrivendo “impianto di recupero di materia” - conclude Boato . Spudorati, falsi, da sbugiardare. Questo è un gassificatore. La cosa va affrontata politicamente, basta che quattro consiglieri regionali, di maggioranza e opposizione, presentino un'interpellanza coi fiocchi, per inchiodare sia i promotori, sia chi vorrebbe coprire il bluff.” Ovazione generale.

E spunta anche la discarica di Bessica

Dopo l'interessante intervento della dr.ssa Laura Todesco, presidente dell'Associazione Culturale Pediatri “Jacopo da Ponte” di Bassano del Grappa, sugli effetti dell'inquinamento dell'aria - compreso l'inquinamento da particolato conseguente da processi di incenerimento e combustione - sulla salute dei bambini, i nervi scoperti dell'assemblea si manifestano nella successiva discussione in sala.
Particolarmente veemente il consigliere di minoranza di Loria Simone Baggio, che punta il dito sulla Cava Ronchi di Bessica, trasformata in discarica per fanghi e inerti “vicino alla prevista bretella SPV e a poca distanza dall'area di Karizia”, per la quale nel marzo 2010 “il Comune di Loria ha tentato di autorizzare l'ampliamento dei codici, ovvero delle tipologie di rifiuti conferibili nell'area che ha ancora 900mila metri cubi da riempire”. E tra questi codici, al punto 19 - rivela Baggio -, ci sono i “rifiuti da pirolisi e da incenerimento e scorie”.
Il pubblico rumoreggia, partono i primi commenti a voce alta. “Se ci sono dei buchi, saranno riempiti - esclama Baggio -. Tenete d'occhio i vostri amministratori.” La frase scatena un nuovo applauso dell'uditorio.
La capogruppo regionale del PD Laura Puppato annuncia che presenterà un'interrogazione in consiglio regionale all'assessore all'Ambiente Maurizio Conte “per chiedere come intende classificare l'impianto”.
“Secondo il documento l'autorizzazione è regionale e non provinciale, e ci sono i presupposti per un ricorso al Tar per erronea procedura, ma non bisogna scaricare il problema - ammonisce però la Puppato -. Protestare non basterà, ciascun amministratore dovrà farsene carico ed è giusto che di questo tema si occupi la politica. L'obiettivo della Regione è la riduzione dei rifiuti e non il loro incenerimento, che va a distruggere ciò che costa e a sprecare.”
I successivi interventi del pubblico rappresentano la parte più calda della serata. Sporadicamente partono delle battute all'indirizzo del sindaco Pasinato, presente in sala, e il referente del Comitato Bizzotto e successivamente anche Boato invitano “al rispetto delle persone”.
Una cittadina di Cassola fa riferimento al volantino del sindaco, di cui parliamo in un altro articolo, in cui si afferma che “la realizzazione del gassificatore sarà scongiurata”. “Mi sento presa per il c... - afferma testualmente la concittadina - perché la situazione è ancora in alto mare.”
Altri due interventi dal pubblico, ancora sottolineati dagli applausi, lamentano la linea di una tv locale “che continua a ignorare l'argomento”. C'è anche chi riferisce che “la raccolta delle firme contro il progetto tra i genitori all'asilo nido è stata vietata dalla sindaca perché la scuola non deve essere coinvolta”.
Silvia Pasinato, sindaco di Cassola chiamato in causa da più parti, prende la parola per replicare. Non è un'impresa facile perché viene più volte interrotta. “Sono qui per darvi delle spiegazioni, se volete torno al mio posto e sto zitta” - ripete per ben due volte. Circa l'asilo nido, il primo cittadino spiega “che la raccolta firme non è consentita all'interno della scuola, ma fuori. Bisogna comunque riferirsi ai dirigenti scolastici”. Riguardo al volantino, invece, il sindaco si dichiara “convinta che la strada del contrasto al progetto porterà a un risultato positivo”.
“Stiamo predisponendo una variante urbanistica appoggiata dal legale - annuncia Silvia Pasinato -. Mi sento di dire che il territorio è salvo, e nell'assemblea del 19 aprile vi diremo perché.”
L'invito conclusivo, condiviso da Michele Boato e da altri interventi, è quello di stringere le fila e “fare battaglia tutti insieme”.
A assemblea terminata, l'assessore provinciale Martini chiede ulteriori informazioni a Boato per portare la questione, riveduta alla luce dell'errata attribuzione di competenza, all'attenzione di Palazzo Nievo a Vicenza.
Il clima di tempesta, almeno per il momento, sembra placarsi e fuori ha persino smesso di piovere.

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