Ultimora
13 Feb 2026 21:28
Milano Cortina: il day after di Brignone, 'non ho dormito tanto'
13 Feb 2026 19:29
Milano Cortina: Fontana medaglie e polemiche 'parlano i risultati'
13 Feb 2026 15:49
Canzone neofascista nel Giorno del ricordo, polemica a Chioggia
13 Feb 2026 22:54
Serie A: Pisa-Milan 1-2
13 Feb 2026 22:28
Ultrà della Lazio ucciso da un vicino di casa, fermato un uomo
13 Feb 2026 21:25
Resa dei conti Usa-Europa, Merz: 'Ormai c'è una frattura'
13 Feb 2026 20:59
Milano Cortina: Moioli fenice di bronzo 'devastata, ma non muoio mai'
Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
A tu per tu con Marco Malvaldi
Intervista allo scrittore toscano ospite del terzo appuntamento con gli autori al Piccolo Festival della Letteratura
Pubblicato il 26-06-2011
Visto 3.630 volte
Protagonista del terzo appuntamento bassanese al Piccolo Festival della Letteratura è stato Marco Malvaldi. In una conversazione allegra tra il conviviale e il goliardico, l’autore ha dialogato a Palazzo Bonaguro con Tobia Fiorese e Andrea Marchi, di Palomar, e ha presentato il suo ultimo libro intitolato Odore di chiuso.
Quello dell’Artusi è un libro che ha regnato e regna in tante cucine, per chi non l’avesse letto accompagna la preparazione delle pietanze con racconti, aneddoti, perle di saggezza, è un manuale che apparecchia la tavola con piatti di cultura e arte non solo gastronomica più che un vademecum di consigli per le cuoche. Come mai hai scelto lui per il ruolo di personaggio chiave del tuo libro? E’ forse un omaggio anche un po’irriverente
Marco Malvaldi
Nessuna irriverenza, e tanta simpatia. Ho un profondo rispetto per l’Artusi, un personaggio davvero illuminato per la sua epoca: conosceva le lingue, era un uomo di cultura, è diventato famoso per il suo libro di cucina, il primo scritto in italiano, un manuale che ha davvero unificato l’Italia, ma ha pubblicato anche una biografia del Foscolo ed una critica a 30 lettere del Giusti, e qui ad esempio il suo trattato inizia così “Lettore, Dio ti salvi dagli sbadigli”, e siamo nell’Ottocento, si può non apprezzare questa intelligenza condita di ironia? Mi sono divertito a infilarlo in situazioni imbarazzanti, questo sì, come a farne la preda dell’inseguimento della signorina Cosima Bonaiuti Ferro, una zitella appassita e sognante, o oggetto dei lazzi dei due figli del barone, ma ho affidato a lui la chiave di risoluzione del giallo, al cuoco letterato e alla sua intelligenza, resa ancora più rara dal sense of humor di cui era dotato.
Tu sei un chimico, siamo nell’epoca dei Ris e dell’indagine quasi totalmente versata alla ricerca scientifica più che a quella psicologica alla Nero Wolf o alla Maigret. Hai scelto di ambientare un giallo in un’epoca dove non c’erano certi mezzi, però quell’odore di chiuso, senza svelare l’esito del giallo, è determinante per la risoluzione dell’omicidio
Senza svelare la trama, l’idea di quel primo indizio a cui ti riferisci e i suggerimenti annessi li ho presi a prestito proprio da un libro dell’Artusi, e nel mio di libro gli restituisco il favore dando proprio a lui, tra tutti gli ospiti e gli abitanti del castello di Roccapendente, il privilegio di cogliere il primo elemento che fa pensare che quello che è occorso al maggiordomo Teodoro non è un accidente naturale, e lì mi sono divertito a infrangere uno schema classico del giallo, l’assassino di sicuro non è il maggiordomo. Ci sono poi altri due aspetti da sottolineare: l’odore di chiuso che dà il titolo al libro, che invoglia ad aprire le finestre per far entrare aria fresca, e nuova, è anche l’odore degli ambienti chiusi alla modernità, e all’attualità, può esserlo quello di un clan di nobili in decadenza come la famiglia del castello, ma anche, trasposto, quello di altri “baroni”, ad esempio quelli che abitano certe Università italiane; c’è poi da analizzare il paradosso della fede nell’infallibilità delle tecniche scientifiche che appartiene tutto al lettore-telespettatore moderno, si crede nella certezza assoluta delle indagini alla C.S.I., ma in realtà le prove scientifiche, quelle date da tecniche di ricerche raffinate, sono comunque sempre interpretabili, hanno la necessità di passare al vaglio dell’uomo. Mi è piaciuto tracciare il personaggio del Delegato Artistico che si occupa delle indagini, credo che me lo porterò dietro in un prossimo libro.
Il linguaggio da fine ‘800, lo dici tu stesso a un certo punto del romanzo, ti va stretto, anche prima tra le righe si ritrova spesso una sorta di sbottare nella voce narrante. La tua scrittura si è servita del passato ma è in torsione, tende naturalmente ad attualizzarlo
Ho voluto prima di tutto scrivere un giallo divertente. Non mi interessava proporre un’imitazione dello stile ‘800, né essere propriamente perfetto nella ricostruzione delle atmosfere (mi hanno fatto notare subito, a tre giorni della pubblicazione del libro, che il “tiramisù” all’epoca era un cocktail non un dolce). Il linguaggio che utilizzo sfugge spesso dai canoni, e poi la voce narrante lo dichiara proprio che è stufa e che vorrebbe buttare alle ortiche la cuffia con le crinoline. Questo uscire dai cliché mi è servito per aumentare l’effetto comico, esce meglio dal contrasto con il garbo la battuta o la boutade che rende divertente il racconto, come è stata una scelta l’attribuire tutto quel colore ad alcuni personaggi, Lapo e Gaddo ad esempio (e i nomi che ho scelto sono tutto un programma). Ho salvato le donne, non tutte, Cecilia soprattutto, anche in risposta al rilievo che mi è stato fatto riguardo alla trilogia del BarLume di non dare alle donne una giusta attenzione, ma mi sono difeso: quante donne vedete voi nei bar di vecchietti a giocare a carte?
Guardando al futuro della scrittura e del libro, ti chiedo una previsione: progettare una narrazione per un eBook invece che per un libro di carta avrà qualche effetto nuovo sullo stile della scrittura?
Non credo, non riguardo allo stile dello scrivere. Certo, l’oggetto in sé offre delle possibilità notevoli: un testo scritto per eBook può contenere tutta una serie di informazioni e di rimandi (immagini, riferimenti a pdf, filmati… ) che il libro di carta non può offrire, e questa potenzialità è indubbiamente interessante, ma il nuovo dispositivo non sostituirà il libro tradizionale. Il libro non è solo un testo, è anch’esso oggetto, con un suo peso,una sua consistenza sensoriale, un suo stare nello spazio. La lettura su uno schermo poi è proprio tecnicamente diversa da quella su una pagina di carta: nel libro tradizionale si procede con sequenzialità, riga dopo riga, sullo schermo la vista ha la tendenza a mettere in atto dei meccanismi di percezione più globale, tende a venire colpita, a tenere presenti, e quindi a leggere, le parole presenti nella schermata appartenenti a più parti del testo, è proprio una lettura diversa. Senza dubbio l’innovazione è interessante, ma credo che continuerò a scrivere, soprattutto i gialli, per libri di carta.
Tu nel romanzo hai ricordato “nell'Ottocento, la gente era famosa per ciò che faceva e molto spesso se ne ignoravano le fattezze”. Quale contraddizione con l’attuale civiltà votata all’apparire! Uno spostamento d’asse decadente o interessante?
Direi atroce. La fama come la si intende spesso nel mondo odierno, non come riconoscimento di un valore ma come conseguenza dell’apparire, non può che essere un indice di decadenza. L’essere famosi non è tutt’oro, e cambia la vita, anch’io nel mio piccolo sono diventato riconoscibile e questo ha modificato necessariamente alcuni miei comportamenti e mi ha privato di una parte del tempo di cui prima potevo disporre liberamente, ti trovi comunque a non interagire con la realtà nello stesso modo di prima, è un inanellarsi di variazioni subdole. Un altro aspetto collegato al tipo di fama che offre la società odierna dell’apparire è la possibilità diventare all’improvviso ricchi, e questo sì è un fattore che indubbiamente cambia la vita.
Il Piccolo Festival ha proposto quest’anno un esercizio di memoria storica letteraria, e invitato i lettori a racchiudere in un elenco i libri che ci hanno resi più italiani. Qualche titolo che aiuti a suddividere in capitoli il 150°, un contributo per il 15x10?
Nella mia lista ideale metto Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi Di Lampedusa; Mondo piccolo di Giovannino Guareschi, il creatore di Don Camillo e Peppone, ricordando la sua capacità di dipingere con semplicità, con la sintesi di poche parole efficaci le situazioni umane; La stanza del vescovo di Piero Chiara; Il barone rampante di Italo Calvino, che rappresenta il mio primo incontro di ragazzino con un libro “vero”; del mio autore preferito, Primo Levi, scelgo Il sistema periodico che giudico il libro perfetto; Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi, un mio compaesano, che qui racconta la bella volontà di liberarsi di un potere soggiogante anche se non si è eroi; il libro che mi ha convinto a provare a scrivere è Il bar sotto il mare una raccolta di racconti di Stefano Benni; come esempio di come funziona a volte l’editoria italiana inserisco La variante di Lüneburg di Paolo Maurensig, un libro pubblicato quasi per caso dopo sei anni che stava a prendere polvere tra i manoscritti; e infine A ciascuno il suo di Leonardo Sciascia.
Il 14 febbraio
- 14-02-2025Castello ululì
- 14-02-2025Campagne Verdi
- 14-02-2025Padernoster
- 14-02-2024Ma il cielo è sempre più blu
- 14-02-2024Post Sgarbum
- 14-02-2023Che due Curculionidi
- 14-02-2023Formaggio con i buchi
- 14-02-2023Ed un Bacin d’amor
- 14-02-2022Il questore di ferro
- 14-02-2018Baci al vento
- 14-02-2017L'ardua impresa
- 14-02-2017Cosa c'è in vetrina
- 14-02-2017Bar Monte Crocetta, giunta comunale si costituirà parte civile
- 14-02-2017Fin che la cacca va
- 14-02-2015Sarò vigile
- 14-02-2015Promossa a pieni voti
- 14-02-2014Come bloccare il traffico ed essere felici
- 14-02-2014Toh, chi si rivede
- 14-02-2014Avviso con bestemmia
- 14-02-2012Scuola e trasporti: mercoledì di passione
- 14-02-2012Romano: la civica “Sì, Cambia” interpella i cittadini
- 14-02-2011D'Agrò: “All'Amministrazione Cimatti dò un 6 e ½”
- 14-02-2010“Obama e Ahmadinejad? Incontratevi a Bassano”
- 14-02-2009"Bassano open": via alle danze
- 14-02-2009Il sindaco Racchella: “Istituiamo le ronde”
- 14-02-2009Rapinata la tabaccheria di Via Roma a Cartigliano
Più visti
Attualità
11-02-2026
Giorno del Ricordo: Bassano del Grappa commemora le vittime delle foibe in via Vittorelli
Visto 11.593 volte
Geopolitica
09-02-2026
La questione della leva militare al centro del dibattito europeo
Visto 9.324 volte
Attualità
09-02-2026
Bassano Impresa: nasce l’Osservatorio strategico per il territorio
Visto 9.112 volte
Sociale
10-02-2026
Bassano del Grappa, il cuore della solidarietà: raccolti 11.600 euro per la ricerca e il sociale
Visto 7.406 volte
Agricoltura e Food
07-02-2026
Crisi del latte, il Veneto punta alla regolazione delle stalle
Visto 4.169 volte
Attualità
01-02-2026
Bassano apre la strada: nasce il primo “4+2” completo d’Italia
Visto 22.808 volte
Attualità
16-01-2026
Il 'The Times' incorona il Veneto: siamo noi la regione da visitare (impalcature comprese)
Visto 19.382 volte
Attualità
30-01-2026
Bassano inaugura l’Ospedale di Comunità: nuove cure intermedie per il territorio
Visto 16.103 volte
Attualità
31-01-2026
Mercato di Bassano: tra i "buchi" delle bancarelle e il gelo dei consumi
Visto 16.078 volte
Attualità
05-02-2026
Segantini a Bassano: il gran finale tra promozioni e aperture serali
Visto 15.961 volte
Attualità
16-01-2026
La Fiamma Olimpica a Bassano: mercoledì 21 il passaggio sul Ponte Vecchio
Visto 15.542 volte
Attualità
02-02-2026
Polizia Locale, inizia l’era Berti: nuovo comandante in servizio
Visto 14.069 volte
Attualità
31-01-2026
Bassano del Grappa candidata a Capitale Italiana della Cultura 2029
Visto 12.582 volte