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A tu per tu con Jorgelina Depetris, director e acting coach
Ad aprile Bassano del Grappa avrà il piacere di ospitare uno dei seminari di “Recitazione Naturale” diretti da Jorgelina Depetris, professionista conosciuta soprattutto a Roma e Milano per il suo lavoro di casting director e acting coach
Pubblicato il 05 apr 2017
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Jorgelina ha lavorato con molti registi italiani spostandosi fra cinema e televisione, nasce come casting director ma diventa con il tempo acting coach e di conseguenza insegnate di Recitazione Naturale mirata al lavoro dell’attore cinematografico. I suoi seminari si tengono di solito a Roma ma ad aprile sarà ospite di un’associazione filodrammatica del luogo, la quale darà la possibilità agli attori del Nord Italia di incontrare e lavorare con questa professionista.
Abbiamo pensato di farle qualche domanda per approfondire un lavoro che è infine anche la sua passione.
Dal punto di vista di un attore la prima domanda sorge spontanea: quali sono i peggiori errori da evitare durante un casting?
Beh.. uno dei principali errori da evitare è senz’altro quello di arrivare con un umore negativo, diventare antipatico non appena vedi che le persone che hai davanti non ti trattano come vorresti.
Di solito infatti, i casting director e i loro assistenti sono persone molto pressate, devono vedere moltissima gente e spesso non è facile riuscire a controllare questo stress, l’importante per un attore è essere sempre di buon umore e non offendersi, mai.. per nulla!
Essere umili dunque?
Essere umili è molto importante.
Nel momento in cui sei di fronte ad una semplice intervista un grande errore è invece quello di fingersi un’altra persona.
L’intervista serve infatti a conoscere l’attore in quanto persona, dunque tutto ciò che bisogna fare è essere sé stessi, semplicemente.
E nel corso di un provino?
Nel momento in cui si arriva a fare un provino, l’errore più grande è quello di non avere memoria! Non ricordare le indicazioni del regista è la causa per la quale è possibile che non ti chiamino mai più.
Quindi, al contrario, quali sono le caratteristiche che permettono all'attore di emergere e farsi ricordare rispetto ad altri attori?
Tutto ciò che abbiamo detto ma al contrario: memoria, disponibilità, saper fare un’interista nel modo più spontaneo possibile e ricordarsi le indicazioni che vengono date nel corso del provino.
Che ruolo ha nello specifico la figura del casting director? Si occupa esclusivamente della scelta degli attori?
Sì, certo. Si occupa della scelta degli attori.
Si occupa della preparazione degli attori prima della vera e propria produzione o, a volte, si incrocia con l’inizio della produzione quando il lavoro di preparazione non è ancora concluso.
Poi personalmente io sono anche acting coach e questa è una figura che esiste sia prima dell’inizio della produzione che durante la produzione stessa, sul set o oltre il set.
E come avviene la ricerca degli attori?
La ricerca di solito avviene tramite le agenzie, a volte però i personaggi del film vengono ricercati fuori.. “per strada” diciamo, questa ricerca si chiama scouting ma spesso capita che la loro recitazione non sia facile da dirigere.
Personalmente ho fatto spesso ricerche di cinesi, zingari, senegalesi e bambini.
Per fare La solitudine dei numeri primi (Saverio Costanzo, 2010) ad esempio, il film grazie al quale ho cominciato a fare acting coach, abbiamo dovuto fare un’ampia ricerca per trovare i bambini che ci servivano.
Prima non avevi mai fatto acting coach?
Era un ruolo che ho sempre svolto senza accorgermene!
Parliamo un pò di acting coach allora. In cosa consiste nello specifico questo ruolo (soprattutto in Italia)? Ogni produzione ha alle spalle un acting coach o sono dei ruoli scelti esclusivamente da alcuni registi?
Il suo ruolo è quello di preparare un attore, anche in assenza del regista, a recitare una parte nella maniera più affine alle esigenze del regista stesso.
In Italia si usa molto nell’ambiente televisivo perché accelera i tempi.
Grazie al lavoro dell’acting coach il regista trova l’attore pronto e sa che non ci saranno problemi con la memoria delle battute ecc..
Nel cinema invece è una figura meno utilizzata, forse perché ci sono meno soldi, alcuni registi lo richiedono mentre altri no.
Inoltre gli attori che fanno cinema sono di solito già preparati e ne hanno meno bisogno.
Come hai iniziato a lavorare in qualità di casting director?
Ho iniziato con Silvio Soldini a Milano, era un amico del mio fidanzato e il primo film in cui ho lavorato qui in Italia è stato Un’anima divisa in due (Silvio Soldini, 1993).
Per quel film ho fatto da assistente alla regia, segretaria di dizione, casting.. mancava solo che facessi un ruolo ma non parlavo ancora bene l’italiano e c’era già una straniera nel film!
Amavo già questo tipo di lavoro e così mi sono buttata.. A Buenos Aires facevo pubblicità e volevo allontanarmi un pò da quell’ambiente.
Lavoravo dalla mattina alla sera, non mi fermavo mai e loro di conseguenza hanno visto che ero una professionista affidabile.
Personalmente quando vedo qualcuno lavorare così penso che sia meraviglioso e io ero così!
Quali sono i consigli che daresti ad un ragazzo che vorrebbe intraprendere questa carriera?
Per riuscire ad entrare a lavorare come casting director bisogna mandare tanti curriculum, in questo momento la concorrenza è alta quindi spesso bisogna andare dalle produzioni e fare lavoro di volontario..
Esistono scuole per assistenti al casting?
Non ne esistono ma la voglio fare io! Sarebbe una cosa importante e interessante, inoltre io sono conosciuta come una molto tosta.. (risata)
Quasi tutti i miei assistenti lavorano con grandissimi registi perciò non ho più timore dell’epiteto!
E dove la farai?
Beh farei i corsi un pò dove voglio, a Roma, a Milano.. a Bassano del Grappa forse ancora no.. (risata)
Nel corso dei tuoi seminari utilizzi il metodo della "Recitazione Naturale", in cosa consiste?
Consiste nell’essere più naturali possibili, spesso ci dimentichiamo che esiste l’altro, ci dimentichiamo come ci muoviamo e spesso gli attori recitano come legni, al contrario bisognerebbe parlare come nella vita normale, muovendosi in modo tale da suscitare in chi ti guarda la sensazione che tu stia vivendo e pensando quella situazione, in quello stesso momento.
Usare una recitazione quindi sentita, che utilizza tutti i sensi.
La base della recitazione è questa: aprire i sensi, ascoltare, trovare nel personaggio cose che ci appartengono.. gesti, pensieri che nascono da dentro..
Ti capita spesso di dover dirigere la recitazione dei bambini per la produzione di un film? Quali strategie usi per comunicare con loro e per farli recitare il più spontaneamente possibile?
Sì mi capita spesso.
Tutto ciò che bisogna fare è parlare con loro nel modo più adulto possibile. Non come si parla di solito ai bambini.
Se sono stati scelti non hanno difficoltà a seguire le indicazioni e per fare in modo che siano spontanei bisogna cercare di non inquinarli e dire loro:
“Come faresti per prendere questa cosa e dire a questa persona quest’altra cosa qui?” E vedere poi con quale energia riescono a farlo.
A volte capita che se chiedo loro di fare un’azione particolare come per esempio urlare.. non lo fanno perché la considerano un’azione ridicola in quel contesto e se ne vergognano. Allora la faccio con la mia assistente, facciamo finta di litigare e loro capiscono che si tratta di un gioco!
Quindi con i bambini non ci sono battute da imparare a memoria? Viene data loro una situazione e li si lascia improvvisare?
Dipende dal regista in realtà, e dal film. Nella solitudine dei numeri primi per esempio c’era molta improvvisazione, i bambini erano preparati, allora li buttavi nel set e se cambiavi le battute erano in grado di farlo. L’importante che loro capiscano sempre che stanno giocando.
I tuoi seminari sono molto conosciuti, quali sono le ragioni per le quali un attore dovrebbe parteciparvi?
Per imparare a recitare in modo spontaneo.
Grazie a tutti i lavori che ho fatto ormai conosco esattamente cosa vuole un regista, ho lavorato con molti di loro e tutti vogliono la stessa cosa: una recitazione naturale e un attore che sappia dare qualcosa di più..
Quando i sensi si aprono, se tu capisci il personaggio ti verrà spontaneo utilizzare l’istinto, agire e trasformare il tuo personaggio in qualcosa di unico.
Poi magari il regista sceglie di non farlo allora si elimina quel dettaglio che l’attore ha scelto di aggiungere.. ma l’istinto è una qualità importante.
Credo che il mio sia un corso che completa molte delle conoscenze dell’attore, parlo in modo molto diretto e sono sicura di quello che dico, non ho alcun dubbio. Se una cosa non è fatta bene sono sicura di questo e so che il regista direbbe altrettanto.
Quello che mi differenzia dagli altri casting director è che a me piace insegnare, mi piace comunicare agli attori ciò che ho imparato negli anni e tutta l’esperienza che ho alle spalle mi aiuta a farlo nel modo più corretto.
Il seminario è aperto a tutti, per informazioni www.rabbithole.it
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