Pubblicato il 04-12-2013 18:57
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Boccaccio, Busi e la vergine Alatiel

Venerdì 6 dicembre, in Biblioteca, nella quinta giornata della rassegna "Auguri, Boccaccio!", Marco Cavalli parlerà dell'attualità del Decameron e della sua traduzione nell'italiano odierno scritta da Aldo Busi

Boccaccio, Busi e la vergine Alatiel

Paul-Désiré Trouillebert Servante du Harem (1874) - particolare

Dopo la maratona dedicata alla lettura e all’animazione di quattro novelle del Decameron, un evento suddiviso in due tappe che ha visto impegnati gli studenti di alcune classi del Liceo Brocchi e i loro insegnanti Antonella Carullo e Paolo Malaguti, il ciclo di incontri “Auguri, Boccaccio!” proseguirà venerdì 6 dicembre con l’appuntamento dedicato alla traduzione moderna del capolavoro dello scrittore toscano del Trecento, e quindi a un’opera di servizio che restituisce agilità, freschezza e leggibilità al libro del Boccaccio.
La traduzione in questione è quella dello scrittore Aldo Busi, pubblicata per la prima volta nel 1990 e quest’anno vincitrice a Certaldo della 22^ edizione del Premio Letterario Boccaccio.
Il critico letterario e traduttore Marco Cavalli, massimo esperto dell’opera letteraria di Aldo Busi, terrà in Biblioteca una conferenza dal titolo “Boccaccio, Busi e la vergine Alatiel, ovvero: il segreto della freschezza del Decameron”. Nel corso dell’incontro, Cavalli approfondirà il tema del rapporto tra l’opera originale del Trecento e la sua revisione. «Si sa quanto gli originali più autentici siano proprio quelli sottoposti a costanti revisioni, e mutilazioni e reintegrazioni» scrive Busi nella sua nota alla traduzione «… questa traduzione non ha affatto la pretesa di essere una traslitterazione o una ricreazione o altra cosa dall’originale: è l’originale oggi».
Il privilegio della passione, la sventura della bellezza e la bellezza delle sventure saranno i temi del narrare nella quinta giornata della rassegna bassanese.
Marco Cavalli, che sull’opera di Busi ha scritto due ampi studi critici, darà voce a un appassionante dialogo letterario, colloquiale per vicinanza di scaffale, in cui fa la sua apparizione anche una terza "B": La vergine Alatiel (che con otto uomini forse diecimila volte giaciuta era) è la sceneggiatura – il progetto scritto – di un film che negli anni Novanta Alfredo Bini (produttore dei primi film di Pier Paolo Pasolini) chiese con insistenza a Busi di realizzare. Il progetto fu concepito e abortito, ma rimangono il testo, la sceneggiatura di un film che potrebbe quasi essere muto che prova che “solo carta canta e proietta”, e un personaggio riletto, riscritto, e reso una volta di più indimenticabile.
L’incontro avrà inizio alle ore 17.30 ed è a ingresso libero. La lettura dei testi sarà affidata a Anna Branciforti.

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