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Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
Le feste Quinquennali del Divin Crocefisso
Il Cristo che cammina, la Processione di Pove
Pubblicato il 18 mar 2009
Visto 6.938 volte
Un importante appuntamento povese è la Festa Quinquennale del Divin Crocefisso. Si tratta di una tradizionale Processione che si ripete negli anni che si chiudono col 5 e lo 0, una manifestazione in costume cui partecipano centinaia di figuranti che incarnano figure allegoriche e personaggi dell'Antico e del Nuovo testamento e rievocano la Passione di Cristo. Dell’esistenza del Divin Crocefisso di Pove un manufatto ligneo portatile, processionale, si ha traccia nel 1519, ma molteplici particolari inducono a ritenerlo un’opera più antica, difficilmente databile al di là dei primi anni del XV secolo. Nel 1797 è conservata nel Libro Giornale del Comune di Pove l’indicazione di “far nettar le strade… per la processione del Cristo”. La Processione alla fine del Settecento non aveva ancora assunto l’aspetto della sacra rappresentazione, né era ancora divenuta quinquennale come sarà a partire dal 1815. La prima menzione storica di una festività povese in onore del Crocifisso destinata a ripetersi ogni quinquennio, è del 1832. Già in quell’anno la manifestazione aveva assunto i connotati di una religiosità popolare legata ad una scadenza precisa, la prima domenica di Settembre. Nella ricorrenza del 1885, i Povesi hanno cominciato ad affiancare alla tradizionale Processione per le vie del paese una drammatizzazione della rappresentazione sacra. Dal 1910 le Feste Quinquennali in Onore del Divin Crocifisso hanno assunto una grande risonanza impegnando anche la presenza del Vescovo della Diocesi. Dopo l’intervallo della Prima Guerra Mondiale le feste sono riprese con maggiore entusiasmo e fervore. Il grande avvenimento preparato per il 1920 è tornato a richiamare intorno alla venerata Immagine “... un immenso concorso di popolo”. Si calcola che alla Processione della domenica e all’illuminazione del sabato sera siano state presenti all’epoca a Pove quasi quindicimila persone. L’attenzione degli spettatori, da questa prima Festa del dopoguerra, è stata rivolta oltre che ai festoni e agli archi trionfali posti all’ingresso del paese, anche alla novità dell’illuminazione elettrica della chiesa parrocchiale: una folla curiosa e devota era accorsa richiamata dalle luci, dal fragore dei mortaretti e dalla musica. La Processione nelle ultime edizioni è suddivisa in Quadri. L'origine puramente religiosa e votiva dell’evento non ha impedito, nel corso dei secoli, che si aggiungessero motivazioni storiche, culturali ed espressioni artistiche che hanno contribuito a rendere questo appuntamento una manifestazione di importanza nazionale ed europea.
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