Gianpaolo Giacobbo
bassanonet.it
Pubblicato il 07-05-2018 12:38
in Enogastronomia | Visto 5.356 volte
 

L'Angelo Grando

L’addio ad Angelo Grando, il grande esperto della cultura enogastronomica internazionale, Sommelier, Presidente Nazionale Unione Europea Gourmet e gran maestro del buon bere e mangiare.

L'Angelo Grando

Angelo Grando e Renzo Dal Farra della Locanda San Lorenzo a Puos d'Alpago. Foto di Gianpaolo Giacobbo

E’ passato qualche giorno dalla notizia della scomparsa di Angelo Grando, bassanese e grande esperto e cultore dell’enogastronomia internazionale.
Ho dovuto riordinare i pensieri, le emozioni, i ricordi. Angelo Grando, per chi ama il gusto e ha avuto il grande piacere di conoscerlo, è stato un Maestro. Sommelier e docente ai corsi AIS fu personaggio molto stimato, impegnato come Presidente Nazionale dell’Unione Europea Gourmet. Un carattere schivo il suo, non proprio simpatico a tutti perché non conosceva le mezze misure e aveva il brutto vizio di dire la verità. Attento e sensibile nel gusto tanto da riconoscere con disinvoltura vitigni e terroir di vini di ogni parte del pianeta. Il suo accento dal suono francese, metteva fascino nelle cose che diceva. Perentorio e assoluto nei giudizi spesso stimolava grandi discussioni e, per chi gli era accanto, era fonte continua di ispirazione. Angelo aveva, e mi piace pensare abbia ancora, il carisma che appartiene a pochi. Alcuni ricorderanno la sua enoteca, negli anni ottanta, dirimpetto alla Stazione Ferroviaria di Bassano. Un luogo di grande cultura per quegli anni in cui il vino, per molti era rosso, anzi moro, o bianco, tuttalpiù un Prosecco intendendo tutto ciò che avesse la bollicina. Angelo in questo angolo di bottega distribuiva i Grand Cru, pronunciato bene alla francese, di Champagne e Borgogna, apriva grandi Bordeaux o vecchi Chenin Blanc della Loira. Spesso attingeva alla sua cantina privata estraendo Riesling della Mosella che si perdevano nel tempo. Purtroppo la sua estrema generosità e passione non andavano molto d’accordo con l’aspetto ragionieristico che un’attività come quella imponeva e la storia finì presto. E’ rimasto però, negli anni, l’eco del ricordo di chi l’ha conosciuto ma anche in qualche modo il mito di chi non l’ha mai incontrato ma avrebbe voluto farlo. Sta a noi portare avanti il suo pensiero. Ora in paradiso ci sarà un nuovo Angelo e, non ho dubbi, d’ora in poi lassù si berrà meglio.

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