Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 05-01-2013 12:18
in On the road | Visto 6.093 volte

Bassano del Grappa? “Ti ci porto io”

Domenica 6 gennaio alle ore 10 su La7 va in onda la puntata della trasmissione condotta da Gianfranco Vissani e Michela Rocco, dedicata a Bassano e Marostica. Tra gli ospiti del programma: Renzo Rosso e lo chef prodige Riccardo Antoniolo

Bassano del Grappa? “Ti ci porto io”

Gianfranco Vissani e Michela Rocco di Torrepadula durante una pausa delle riprese della puntata dedicata a Bassano (foto Alessandro Tich)

Ora ci siamo. Dopo il “falso allarme” creato un mese fa da una errata comunicazione del Consorzio Vicenzaè, va finalmente in onda la puntata dedicata a Bassano del Grappa e Marostica di “Ti ci porto io”: la trasmissione itinerante gastronomica (e non solo) in onda la domenica alle 10 su La7 e condotta da Gianfranco Vissani e Michela Rocco di Torrepadula.
La trasmissione va in onda domani, domenica 6 gennaio alle ore 10: data e ora direttamente comunicate e confermate dalla redazione del programma televisivo.
Vedremo quindi “l'incursione” compiuta da Gianfranco e Michela a Bassano e dintorni, per la puntata di “Ti ci porto io” registrata in riva al Brenta lo scorso 6 novembre, dopo un sopralluogo di due giorni compiuto dalla produzione del programma nel mese di ottobre.
Un racconto per immagini che si dipana secondo il consueto canovaccio della trasmissione: giunta a destinazione a bordo di una Fiat 500 rossa, la coppia televisiva cammina per le vie del centro, accompagnata da alcuni noti “ciceroni” del luogo, alla ricerca delle curiosità e delle più interessanti “cose autentiche” offerte dalla città.
Dopodiché i due conduttori si dividono: Michela Rocco continua a ricercare altri luoghi singolari e personaggi di spicco, mentre lo chef mediatico Vissani ritorna a tuffarsi nel suo ambiente primordiale e va a incontrare alcuni colleghi cuochi della città visitata per carpire i segreti delle pietanze realizzate con i prodotti tipici locali.
Sono diversi gli aspetti della “Bassano Doc e non solo” che hanno attirato l'attenzione del programma di La7.
Tra questi: la storia del Ponte Vecchio; un simpatico scambio di battute con l'ex sindaco-alpino Lucio Gambaretto e le altre penne nere incentrato su un sistema molto speciale (“copyright” dell'ANA Montegrappa) di cuocere le caldarroste; il rito degli aperitivi alla Taverna Nardini e un incontro con i “bassanesi di adozione” Renzo Rosso e Gianfranco Aquila, patron delle Penne Montegrappa.
Una tappa del percorso bassanese del programma itinerante è anche la “Bottega del Baccalà”, lo storico (e di fatto ultimo in provincia ) negozio di via Matteotti dedicato alla vendita di stoccafisso, gestito da Pierantonio Concato, personaggio conosciuto a tutti come “Toni Bacalà”.
In occasione della trasferta bassanese, la troupe di “Ti ci porto io” ha dedicato un'altra parte di riprese - e di trasmissione - anche a Marostica.
Regista invisibile per le “location” da mandare in onda è stato il Consorzio di promozione turistica Vicenzaè, che ha proposto inoltre agli autori della produzione di La7 una selezione di prodotti tipici del territorio, abbinati a una rosa di ristoranti locali, per la realizzazione della parte gastronomica del programma.
La scelta della redazione televisiva è caduta sul broccolo di Bassano, il baccalà alla vicentina, il formaggio Asiago e la grappa. Sono gli ingredienti-base delle pietanze raccontate da Vissani, assieme agli chef intenti a prepararle, nei tre ristoranti che sempre gli autori hanno selezionato allo scopo: a Marostica il “Castello Superiore” e a Bassano il “Belvedere” l'“Ottocento Simply Food”, il cui titolare - lo chef prodige Riccardo Antoniolo, protagonista ieri della “Prova del Cuoco” su Rai 1 - sta davvero vivendo un'intensa fase di esposizione mediatica.
Vediamo dunque come Gianfranco Vissani e Michela Rocco “ci portano” a Bassano e a Marostica. Un programma che - strategicamente - accompagna gli spettatori verso l'ora di pranzo: un modo coinvolgente di stimolare l'appetito, ricordandoci perché il “Belpaese” si chiama così.

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