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Sandy ci ha detto

L'uragano Sandy sta dicendo all'America ciò che i candidati politici le stanno tenendo nascosto. Quanto il riscaldamento climatico influisce su una catastrofe di questo livello?

Pubblicato il 30-10-2012
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L'uragano Sandy, secondo migliaia di cittadini americani che in queste ore smanettano su Twitter, é l'azione con la quale Madre Natura sta parlando ai cittadini americani di un tema che entrambi i candidati alle elezioni presidenziali hanno accuratamente evitato di affrontare: quello del cambiamento climatico. Non che questa sia una grossa novità, perché se le corporazioni governano e finanziano la politica, i politicanti finiscono semplicemente per giocare la parte di chi li sostiene. Ed é chiaro che il cambiamento climatico fa paura soprattutto a due lati completamente opposti della società: i cittadini più informati e coscienti e i rappresentanti delle più grosse compagnie di combustibili fossili. I primi temono le conseguenze devastanti che sta provocando nell'ecosistema e chiedono e lavorano per un cambiamento, i secondi lo ostacolano a suon di quattrini.

Secondo scienziati e climatologi, é praticamente impossibile capire se un fenomeno come quello dell'uragano Sandy, possa essere ricondotto a brevi fenomeni climatici naturali o al progressivo riscaldamento del pianeta, generato da attività di natura antropica. La maggior parte della comunità scientifica é comunque convinta che i principali disastri naturali, in aumento nel nostro pianeta in maniera esponenziale, siano una combinazione di queste due forze convergenti. Quello che si sa per certo, é che a causa del cambiamento climatico, la temperatura delle acque dell'Atlantico sono già aumentate di circa 9ºC e che il livello del mare nelle coste orientali degli Stati Uniti é cresciuto tre o quattro volte più velocemente rispetto alle altre zone del mondo, a causa del progressivo scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia. I ricercatori parlano di questa zona come di un "hot-spot". Quando aumenta il calore dell'acqua, l'evaporazione aumenta e di conseguenza si intensificano anche le piogge. Quando aumenta il livello del mare, le inondazioni possono avere effetti sempre più devastanti sulla superficie.

Foto NASA, 29 Ottobre


L'uragano Sandy può essere annoverato come un'altro dei "fenomeni climatici estremi" che mettono a repentaglio la sopravvivenza di milioni di persone nelle aree costiere del nostro pianeta, che già si trovano a lottare contro l'erosione costiera, le inondazioni e l'inquinamento acquifero creato dalle industrie. Allo stesso tempo, il fatto che Sandy abbia colpito una città come New York, può servire a far crescere un dibattito nell'opinione pubblica tale da obbligare i candidati alla presidenza ad affrontare con serietà e diligenza la minaccia del riscaldamento della temperatura del pianeta. Serve un impegno concreto per mitigare gli effetti che queste trasformazioni climatiche possono generare sulla vita delle persone. Da parte dei cittadini é necessaria una riduzione globale dei consumi, ma é soprattutto necessario che i leader politici mettano la salute del pianeta e dei suoi abitanti al primo posto nella loro agenda politica. Il primo passo é rompere l'insana dipendenza del mondo dai combustibili fossili. In questa complicata epoca storica, questa é la prima cosa che come abitanti del mondo, dobbiamo assolutamente richiedere ad alta voce, nonostante i nostri cervelli siano quotidianamente intontiti dai discorsi economici.

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