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Attualità

“Violenza sulle donne, è il momento di dire basta”

Fabiola Carletto, segretaria e responsabile di zona CGIL, interviene in occasione della Giornata contro la violenza alle donne del 25 novembre. “Violenze consumate spesso nel silenzio e nella disattenzione più totale”

Pubblicato il 21 nov 2011
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In occasione del 25 novembre, Giornata mondiale per l'eliminazione della violenza sulle donne, la segreteria della CGIL di Vicenza - con una nota a firma della segretaria e responsabile di zona Fabiola Carletto - interviene sull'argomento, sottolineando gli aspetti che secondo il sindacato fanno della “violenza di genere”, riferita alle donne, un problema di estrema attualità.
Pubblichiamo qui sotto il testo del comunicato.

25 NOVEMBRE 2011 - GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLA DONNE

La violenza contro le donne persiste in ogni paese del mondo. Quando in tutto il mondo le donne rivendicano la loro libertà di decidere della propria vita, molti, troppi uomini reagiscono con rabbia infliggendo umiliazioni, esclusioni, percosse e violenze. In ogni paese e cultura indipendentemente dal reddito, dal ceto o dal gruppo etnico, gli uomini uccidono le donne, le stuprano, le feriscono nel corpo e nell'anima, sono donne giovani e meno giovani immigrate e non, borghesi e proletarie, dal nord e dal sud del mondo: sono sempre donne.

In Italia:
- nel 2010 115 donne hanno trovato la morte a causa della violenza maschile,101 nel 2006, 107 nel 2007, 112 nel 2008, 119 nel 2009;
- è soprattutto la violenza domestica la principale causa di morte per le vittime di femminicidio:
- nel 2010 il 37% delle vittime è morta per mano dei mariti, il 18% da un convivente o un fidanzato, il 9% da un ex compagno, il 13% da parenti;
- il 70,8% delle vittime e il 76% degli assassini sono di nazionalità italiana;
- una donna su tre, in Italia, dai 16 ai 70 anni, è stata vittima di qualche tipo di violenza fisica;
- 8 casi di violenza o molestie su 10 avvengono in casa, ma il 90% delle molestie non viene denunciato (dati ISTAT 2010).

Questa violenza si consuma spesso nel silenzio e nella disattenzione più totale: molto spesso è il persistere della disparità di potere tra uomo e donna a causare i conflitti dall'ambito famigliare, privato, a quello politico.
Le lotte per rivendicare i diritti all'istruzione, alle cure sanitarie, al lavoro e alla parità di retribuzione, alla maternità consapevole, alla presenza nelle istituzioni.
In molti casi il diritto stesso alla vita riguarda tutte noi, a diversi livelli, le donne di tutti i paesi. a noi donne spetta il compito di essere protagoniste della nostra liberazione perché fino a quando perdurerà tale violenza non potremmo pretendere di progredire verso l'uguaglianza, lo sviluppo, la pace: è arrivato quindi il momento di dire BASTA!!

Se non ora quando?

Fabiola Carletto
Segreteria CGIL

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