Ambiente

“Cambiamo il nome di via Macello”

La LAV inaugura un cartello esplicativo sugli animali che popolano la riva tra i due ponti di Bassano e invita il Comune “a un cambio di denominazione più umano” per l'area interessata. "Perplessità sulla passerella del progetto Rosso-Bonotto"

Pubblicato il 02 set 2011
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La zona destra Brenta (Angarano), tra il ponte Vecchio e quello Nuovo di Bassano del Grappa, gradito luogo di relax per la bellezza del panorama e per l’avi-fauna presente da anni, ha finalmente un cartello di notevoli dimensioni installato da pochi giorni, esplicativo sulla vita degli animali e sulle leggi che li proteggono.
Il cartello è stato ideato dalla LAV cittadina, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Bassano a seguito delle numerose segnalazioni di cittadini, “che si trovano spesso - informa l'associazione animalista - ad assistere a scene incivili di maltrattamento sugli uccelli che frequentano la zona.”
“Ci sono persone - afferma ancora la LAV - che spaventano gli animali, lanciano contro di loro oggetti, mozziconi di sigarette (sporcando e inquinando l’area), aizzano cani contro gli uccelli stessi. Ricordiamo alcuni fatti di cronaca passati nei quali sono intervenute le autorità fermando adulti e bambini che stavano sottraendo dal fiume gli animali che avevano appena ucciso.”

Il nuovo cartello allestito dalla LAV sulla riva del Brenta di via Macello

Per questo progetto la LAV si era attivata da tempo, ma l’iter burocratico per il rilascio delle numerose autorizzazioni per l’installazione del cartello, è stato lunghissimo. Ora il cartello c’è, sito nel cuore della città.
“Vogliamo quindi cogliere l’occasione - dichiara la responsabile territoriale della LAV di Bassano Silvia Lovat - per ringraziare l’attuale Amministrazione comunale, oltre per la concretizzazione di questo progetto, anche per aver recentemente reso effettivo il regolamento comunale per la tutela degli animali; atti che hanno aggiunto un ulteriore senso civico alla città. Un ringraziamento anche al Gruppo Antincendio Boschivo Protezione Civile di Bassano per la costruzione della bacheca e la posa del cartello.”
Il cartello in questione, oltre ad alcune foto di animali, riporta le seguenti brevi indicazioni:

“Cibo: Gli animali non hanno bisogno di essere nutriti dall’uomo, ma, se si desidera farlo, dare granaglie in genere. Non dare pane.
Nido: Se ci si imbatte in qualche nido con uova lungo il Brenta in primavera, non disturbare gli animali e  sottrarne le uova in cova.
Divieti: E’ vietato dare la caccia a questi animali, lanciare sassi, cicche, bastoni contro di loro, o incitare i  bambini e i cani a spaventarli. Non abbandonare rifiuti,  né oggetti pericolosi, lungo il greto e nell’acqua del fiume.
Leggi: La Legge 157 del 11/2/92, la Legge Regionale del 9/12/93 n.50 e la Legge n.189 del 20/7/04  agli art.544bis e 544 ter del Codice Penale, puniscono con una ammenda o fino all’arresto coloro che molestano, uccidono gli animali”

Per un adeguato rispetto degli animali e dell’area, l'associazione chiede ai cittadini che frequentano l’argine la collaborazione nel rispettare e far rispettare le disposizioni ricordando che tutte le forze dell’ordine hanno l'obbligo di intervenire in caso di maltrattamento verso gli animali. La LAV invita inoltre l’Amministrazione comunale di Bassano, nell’applicazione del recente regolamento di tutela animali, di prevedere un controllo anche delle aree lungo Brenta.
“La LAV - prosegue il comunicato - coglie l’occasione per ricordare all’assessore all’Urbanistica e all’ufficio Area dell’assessorato all’Ambiente, ognuno per le proprie competenze, di provvedere alla sistemazione della rampa di accesso al Brenta in prossimità del cartello, perché molto accidentata; in più crediamo sia conveniente il cambio di denominazione della via ”Macello” in qualche altro nome più “umano”, allo scopo di dare un tono adeguato e ingentilito a tutta l’area.”
“Oltre ai maltrattamenti verso gli animali - conclude la nota - oggi, a creare perplessità, c’è il dilemma “passerella” del noto progetto Rosso - Bonotto. Se questo progetto diventasse realtà, la passerella andrebbe ancorata proprio in questo tratto di fiume deturpandololo con un'ampia cementificazione, che distruggerebbe definitivamente questo splendido angolo “selvaggio” della nostra città, costringendo le persone che desiderano appartarsi nella natura autentica per prendere fiato o per un momento romantico a fare fagotto assieme agli gli uccelli del Brenta.”

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