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Sentenza Ex Tricom: “Serve una risposta chiara ed esauriente”
Nasce nel Bassanese un comitato promotore, composto da associazioni e formazioni politiche, sui problemi della salute, del lavoro e dell'ambiente. “Per i morti sul lavoro nessuno può mettersi in pace con la propria coscienza”
Pubblicato il 27 lug 2011
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“La sentenza di assoluzione piena (“il Fatto non sussiste”) del 24 maggio scorso da parte del Tribunale di Bassano che assolve gli imputati nel processo “Tricom/PM Galvanica” di Tezze sul Brenta dall’accusa di omicidio colposo plurimo, lesioni gravissime ed omissione di cautele - ha lasciato incredula la comunità bassanese generando tra la popolazione un concreto bisogno di risposte in una vicenda che, in una precedente sentenza di colpevolezza e di condanna da parte del Tribunale di Padova (2006), non riconosceva il semplice reato di inquinamento, bensì di avvelenamento e attentato alla salute pubblica.”
Inizia così un comunicato congiunto trasmesso in redazione - sul caso giudiziario dell'ex Tricom-PM Galvanica riferito ai decessi per malattia di alcuni dipendenti dello stabilimento di Tezze sul Brenta - a firma di un gruppo di associazioni e formazioni politiche del Bassanese.
La notizia è che gli stessi firmatari - come annunciano nell'occasione - si sono costituiti in un comitato che prendendo spunto dalla drammatica vicenda si propone di affrontare in maniera sinergica, e con azioni di tutela e prevenzione, “casi e questioni legati a salute, ambiente, lavoro e giustizia nel nostro territorio”.
Un canale di scolo all'interno dell'ex Tricom/PM Gavanica di Tezze sul Brenta
“Non si può più restare indifferenti - prosegue la nota - di fronte a morti sul lavoro e al disastroso avvelenamento del nostro territorio e delle nostre falde acquifere, irreparabilmente danneggiate. Non passa mese senza che il nostro Presidente della Repubblica Napolitano rivolga un sempre più angoscioso appello a chiedere di fermare la strage di lavoratori che quotidianamente muoiono per incidenti o per malattie contratte sul lavoro. Al 4 luglio 2011 vi è stato un aumento di morti sul lavoro del 17,75% rispetto alla stessa data del 2010.”.
“Il nostro - dichiarano gli estensori del messaggio - è un appello che rivolgiamo trasversalmente: a chi governa a tutti i livelli le Istituzioni, ai dirigenti d’impresa, ai sindacati, alle scuole, alle associazioni, ad ogni singolo cittadino, nessuno può sentirsi estraneo, come nessuno può mettersi in pace con la propria coscienza, considerando la morte sul lavoro un fatto ineluttabile. Allo stesso modo non dobbiamo assolutamente accettare che dopo trent’anni possa continuare a prevalere l’indifferenza nei confronti dello scempio del nostro territorio che, solo in questa vicenda, ha portato a migliaia di mq di superficie inquinata. Un danno che, oltre agli effetti futuri sulla salute dei cittadini, va a colpire la collettività anche economicamente, dal momento che parte della bonifica sarà coperta con l'aumento di tariffe Etra: oltre il danno la beffa.”
“Rimane inalterata - aggiungono gli esponenti del comitato - la nostra fiducia nel lavoro della Magistratura: la nostra speranza risiede nel fatto che quella emessa dal Tribunale di Bassano venga riformata in Appello. Ad ogni modo, al di là delle contrastanti sentenze giudiziarie emesse e al sentimento di incredulità che al momento ne deriva, quella della Tricom è una faccenda che rivela l’estrema gravità di problemi interconnessi tra loro e che assieme si trascinano da decenni senza ancora avere ricevuto una risposta chiara ed esauriente.”
“Per tale motivo - concludono - le seguenti realtà civiche, politiche e sociali della nostra area hanno deciso di raccordare le loro forze per esprimere solidarietà alle famiglie che da anni sostengono azioni legali, e che hanno prodotto un movimento crescente di appassionata e civilissima partecipazione alla loro battaglia, da parte dell'intera opinione pubblica del comprensorio.
Si intende affrontare sinergicamente casi e questioni legati a salute, ambiente, lavoro, giustizia nel nostro territorio, per passare dalla presa di coscienza alla ricerca di soluzioni maggiormente efficaci nell’opera di tutela e prevenzione nel campo della salute dei cittadini e della salvaguardia ambientale.
Comitato promotore: Circolo Arci “Romano Carotti” - Comitato di paese San Pietro in Paerno - Federazione della Sinistra - Insieme per Rosà - Italia dei Valori di Vicenza e Bassano - Legambiente Veneto - Partito Democratico della zona di Bassano - Sinistra Ecologia e Libertà - Un’Altra Bassano.”
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