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“Il Comune siamo noi”

Roberto Bonamigo, esercente di via Museo, ha organizzato “Via Museo in bicicletta” senza chiedere un centesimo al Comune. “Tenere viva Bassano è compito degli imprenditori e dei privati”

Pubblicato il 20-04-2011
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Si è rimboccato le maniche, è andato in Comune, ha proposto la sua idea e l'assessore Alessandro Fabris gliel'ha accolta. Al Comune non ha chiesto un centesimo, richiedendo per contro - ed ottenendo - di non pagare almeno l'occupazione del suolo pubblico. Ha quindi cercato e trovato degli sponsor e il suo progetto si è realizzato.
Roberto Bonamigo, titolare del “Cafè Museum” e portavoce degli esercenti e commercianti di via Museo, è stato il promotore - assieme ad alcuni negozianti della via - della manifestazione “Via Museo in bicicletta” che sabato scorso 16 aprile ha proposto un'interessante mostra di biciclette storiche e moderne organizzata in collaborazione con il Museo della Bicicletta “Toni Bevilacqua” di Cesiomaggiore (Belluno): evento collegato alle celebrazioni per il 26° anniversario dei Campionati del Mondo di ciclismo su pista di Bassano del Grappa.
La rassegna delle bici nella via del centro storico ha così rappresentato un prototipo di organizzazione privata ad uso pubblico: un esempio che, per il suo promotore, può e deve essere seguito da altri.

Roberto Bonamigo con un pezzo storico della mostra di sabato scorso "Via Museo in bicicletta" (foto Alessandro Tich)

“Ritengo che le manifestazioni a Bassano debbano essere organizzate dai cittadini - ci dice Bonamigo -. In questo caso io, imprenditore, ho presentato il mio progetto al Comune e il progetto è piaciuto. Le spese della manifestazione sono state coperte dagli sponsor. Non ho chiesto soldi al Comune: ritengo che il Comune non debba spendere denaro pubblico per queste cose ma per ripararmi la strada, la lampadina dell'illuminazione pubblica, per aiutare le persone in difficoltà. Tenere viva Bassano è compito degli imprenditori e dei privati.”
“L'imprenditore porta gente - afferma ancora l'intraprendente esercente - e quindi un certo movimento in città. E se c'è movimento, il privato tiene alto il valore della sua abitazione. Si dice sempre: il Comune deve fare questo, deve fare quello... Il Comune siamo noi. Spetta a noi animare la città. Se vogliamo che il centro di Bassano torni ad essere quello che era una volta, se vogliamo che la gente torni a frequentare le nostre vie, dobbiamo fare manifestazioni.”
Ma parlando da una parte di servizi pubblici e dall'altra di iniziativa privata per vivacizzare la città, mister “Cafè Museum” allarga il tiro.
“Si dice che la gente non viene a Bassano - osserva Bonamigo - perché non trova da parcheggiare. Non è vero. Sono d'accordo con Cimatti quando dice che “non è vero che i bassanesi non vogliono i parcheggi, li vogliono sì, basta che siano gratis”. Il parcheggio è un servizio, e lo paghi. Quando c'è il mercato, quando ci sono le manifestazioni in piazza nel fine settimana, la gente parcheggia fuori dal centro storico e arriva comunque. Il Comune deve però far funzionare i servizi, e i servizi si devono pagare.”
E in quanto a “Via Museo in bicicletta”, l'organizzatore archivia l'esperienza con la consapevolezza di aver fatto qualcosa di buono, e di nuovo, per la città.
“Peccato - conclude - che i quotidiani cittadini non ne abbiano parlato. Forse perché non era in piazza?”

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