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Altissima, bellissima e biondissima, Francesca Cavallin cammina con passo etereo, volto angelico e sorriso disarmante tra gli austeri ambienti del Museo Civico di Bassano.
E' lei la madrina del “Gran Galà dell'Asparago Bianco di Bassano DOP”, l'“evento-vip” promozionale organizzato dal Consorzio di Tutela con il Gruppo Ristoratori Bassanesi.
Ingresso rigorosamente a invito, accredito anticipato per i giornalisti, spazio-interviste dalle 12 alle 13, aperitivo e piccoli antipasti nel chiostro e pranzo di gala servito in Sala Chilesotti: per essere un evento dedicato ai “sparasi”, un’organizzazione che assomiglia fin troppo a un orologio svizzero.
Francesca Cavallin, madrina del "Gran Galà dell'Asparago DOP" al Museo Civico di Bassano (foto Alessandro Tich)
Tant’è: l’asparago bianco di Bassano, sostenuto quest’anno da un cospicuo finanziamento regionale, si può permettere una cornice del genere.
Con una nutrita presenza di rappresentanti - come annunciava il comunicato di presentazione dell’evento - “delle istituzioni regionali, provinciali e locali”.
Tra i nomi degli invitati figurava anche quello di Luca Zaia: ma il governatore del Veneto non si è visto. La pattuglia dei politici presenti è comunque sufficientemente rappresentata: agli aperitivi nel chiostro notiamo l’assessore regionale Elena Donazzan, il consigliere regionale Nicola Finco, il vicepresidente della Provincia Dino Secco e l’assessore provinciale Morena Martini, che tuttavia - presi dagli impegni in agenda della politica del sabato - se ne vanno prima dell’inizio del pranzo. In sala - a degustare le pietanze preparate dagli staff di cucina di Sergio Dussin, Franco Chiurato e Stefano Nardello - si aggiungono l’on.Manuela Lanzarin e i sindaci di Romano e Pove Rossella Olivo e Orio Mocellin. Non c’è il sindaco Cimatti: tocca al vicesindaco Ferraro rappresentare l’Amministrazione di Bassano, assieme al collega di giunta Alessandro Fabris.
Mentre nel chiostro gli ospiti brindano con calici di vespaiolo, abbinati a cartocci di asparagi fritti, tagliatelle di asparagi in scodellina e altre interpretazioni di “finger food” , si presenta ai nostri occhi una scena già nota (si veda notizie.bassanonet.it/attualita/8312.html): la bella Stefania, modella di San Giacomo di Romano, viene posta sopra un piedistallo, dove il coiffeur Ilario Baggio le realizza in diretta una nuova acconciatura a base di asparagi, coi turioni applicati a raggiera sui capelli, stile Statua della Libertà: anzi, secondo lo slogan coniato per l’occasione, stile “Dea dell’Asparago”.
La vera Dea del convivio al Museo è però lei: Francesca Cavallin. L’attrice bassanese, la cui notorietà è dovuta alle sue interpretazioni da protagonista in alcune fiction-Tv di successo (“Un medico in famiglia”, “Vivere”, “Il bene e il male”), concede sorrisi, conversa con gli ospiti e rilascia interviste, con voce impostata e buona dizione, perfettamente calata nel suo ruolo.
Ma dietro la patina apparente della star, si percepisce che la sua gioia di ritrovarsi a Bassano è sincera.
Approfittando dell’occasione, Francesca ha compiuto infatti una piccola rimpatriata nei luoghi della città a lei cari: come il Liceo Brocchi, dove si è diplomata all’indirizzo linguistico sperimentale e dove ieri mattina, a sorpresa, ha visitato alcune classi nella sede di Palazzo ‘900.
Per il “Gran Galà dell’Asparago” la Cavallin arriva in Museo scortata dai due orgogliosissimi genitori - papà Giuseppe e mamma Maria Grazia - con i quali, volentieri, si fa anche fotografare. E confida: “Va bene il risotto con gli asparagi e gli asparagi alla bassanese, ma l’asparago con una fetta di polenta, per me, è il boccone perfetto. Sono una polentona che ama gli asparagi.”
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