Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 03-11-2010 19:47
in Cronaca | Visto 3.513 volte

Alluvione: dissesti per almeno 20 milioni di euro

La Provincia di Vicenza verifica i danni sul territorio. Frane e dissesti anche a Marostica, Pianezze e Lusiana

Alluvione: dissesti per almeno 20 milioni di euro

Dissesto nel territorio collinare di Marostica

“Seguiamo con attenzione l’evolversi della situazione sia per quanto riguarda la rete viaria, sia per le condizioni idrogeologiche del territorio. Certo è che i Comuni da soli non ce la fanno a far fronte a un evento drammatico per molte comunità locali”.
A dare gli ultimi aggiornamenti circa i danni provocati dai fenomeni alluvionali che hanno colpito il Vicentino è l’Assessore alla Viabilità e Difesa del Suolo Giovanni Forte, insieme all’Amministratore Unico di Vi.Abilità srl Mariano Vantin.
L’allerta era scattata per il personale tecnico già nella giornata di sabato e gli interventi di rimozione detriti e sgombero si sono susseguiti senza sosta.
Continuano i lavori sia sulle strade chiuse al traffico, sia sulle arterie transitabili ma che necessitano di manutenzione minore.
Oggi è stata riaperta la provinciale 46 Pasubio. Restano chiuse invece le provinciali nei Comuni di Caldogno, Montegalda e Longare, dove gli allagamenti sono stati particolarmente ingenti.
Fortemente colpita tutta la fascia pedemontana.
“Sappiamo che il Vicentino è un territorio che presenta diverse zone di fragilità geologica - ricorda Forte-. I dissesti maggiori si sono verificati proprio in quelle aree che già monitoriamo e che anche in passato hanno necessitato di opere di contenimento. Condizioni metereologiche eccezionali e così avverse, rompono quindi un equilibrio già precario. Conoscere già le criticità con cui abbiamo a che fare ha reso possibile una valutazione più veloce dei danni, che apre la fase della programmazione degli interventi effettivi. Certo interventi forti di prevenzione avrebbero potuto alleviare i danni. Rincorriamo le emergenze. Senza possibilità di spesa, con le mani legate a causa dei vincoli del Patto di stabilità, le scelte non possono essere altre.”
20 milioni di euro è la cifra di una prima stima dei sopralluoghi, cui seguiranno sicuramente altre segnalazioni da aggiungere, e che riguarda il territorio pedemontano e collinare. Non è ancora partita la verifica nell’area di pianura, dove non mancano le situazioni parimenti critiche.
A breve verrà stilato un elenco con l’individuazione dei lavori prioritari tenendo conto della stima dei danni e degli obiettivi, primo fra tutti la sicurezza delle persone e dei centri abitati, subito dopo la necessità di garantire i collegamenti per le zone colpite. La Provincia coordinerà una squadra di esperti in dissesti in stretto contatto con le amministrazioni comunali .
“Si apre ora la fase della progettazione - aggiunge Forte - con previsione di ripristino della normalità e di consolidamento per le situazioni maggiormente a rischio. Il nostro territorio ha subito un grave colpo e non può farcela da solo. Soprattutto dal punto di vista delle risorse economiche c’è ora bisogno dell’appoggio della Regione e del Governo. La Provincia farà tutto il possibile per rappresentare in questo senso la necessità di essere posta nella condizione di rispondere a questa ferita che ha colpito le nostre comunità.”
Questi i dissesti rilevati dalla Provincia nella fascia est della pedemontana vicentina, ovvero nei Comuni di Marostica, Pianezze e Lusiana:

Comune di Marostica
Località: via Sedea
Dissesto a valle di un’abitazione con cedimento del terrapieno a sostegno del piazzale antistante l’edificio. Necessità di regimazione delle acque meteoriche per escludere l’interessamento dei fabbricati a valle.

Località: via Valeri
Dissesti diffusi lungo l’omonima strada comunale unico accesso praticabile nella stagione invernale. Crollo lungo un tratto di circa 15 m che ha reso necessaria l’ordinanza di chiusura della strada.

Località: Roveredo Basso
Dissesto franoso sviluppatosi a monte di abitazione con un fronte di circa 10 m. Edificio non evacuato.

Località: Miglioretti
Riattivazione di dissesto franoso limitrofo ad un’abitazione. Avanzamento del fronte di circa 0,5 m rispetto agli ultimi rilievi. Contrada minacciata dalla frana.

Comune di Pianezze
Località: via Sandri
Riattivazione ed estensione del dissesto franoso verificatosi nel 2008. Interruzione della strada comunale in più tratti.

Località: via Libertà
Nuovo dissesto che ha provocato il crollo di un annesso rustico e lo sgombero di un’abitazione. Interessamento di una vasta porzione di versante Possibile pericolo per edificio posto più a valle e per ostruzione corso d’acqua, con ripercussioni su centro abitato ed insediamenti produttivi.

Comune di: Lusiana
Località: Coghi (I)
Riattivazione ed estensione del dissesto manifestatosi nel 2008. Pericolo per abitazioni poste a valle della frana. Il movimento è ripreso nonostante la realizzazione da parte della Comunità Montana di opere per la regimazione delle acque meteoriche provenienti da monte. Presenza abbondante di acque sotterranee.

Località: Coghi
Nuovo movimento franoso che ha interrotto la strada comunale, unico collegamento alla contrada di Ca’Vecchia e Casetta. Circolazione ripristinata dopo l’intervento dei mezzi del Comune.

Località: Ca’ Vecchia
Nuovi dissesti lungo la strada comunale, unica via di accesso alla contrada di Ca’ Vecchia ed alle abitazioni di località Casetta. Circolazione ripristinata dopo l’intervento dei mezzi del Comune.

Località: Laverda
Nuovo dissesto immediatamente a monte di un edificio adibito a stalla su un fronte di circa 50 m.

Località: Laverda
Nuovo dissesto su versante con possibile occlusione di corso d’acqua su un fronte di circa 30 m.

Località: Ronco
Due distinti movimenti franosi interessano la strada comunale, unica via di accesso a edifici abitati. Il primo è rappresentato da un movimento rapido che coinvolge la scarpata a valle della strada. È possibile l’evoluzione rapida del fenomeno. L’accessibilità per lavori di sistemazione è difficoltosa. Il secondo riguarda una frana che si sviluppa su un fronte di circa 25 m su un pendio molto ripido.

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