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Bifrangi: parla Francesco Biasion

Nostro incontro col titolare dell'industria di Mussolente. Confermata l'intenzione di trasferire l'azienda all'estero per incomprensioni col Comune. “Così non posso andare avanti”

Pubblicato il 02-03-2010
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“Così non posso andare avanti”. Il comm. Francesco Biasion, patron della Bifrangi di Mussolente, conferma l'intenzione di smantellare la grande industria specializzata nello stampaggio a caldo dell'acciaio e di trasferirla all'estero, dove fioccano le richieste di insediamento. Ci mostra gli incartamenti della Czechinvest, la società della Repubblica Ceca che proposto alla Bifrangi tre siti industriali alternativi in altrettante località del paese centro-europeo, in fase di notevole espansione produttiva e infrastrutturale grazie agli investimenti europei a fondo perduto.
“Devo solo scegliere - afferma Biasion - l'area più confacente alle nostre esigenze: quella più vicina alle autostrade, quella più vicina all'aeroporto, eccetera”.
Ma le proposte di reinsediamento non arrivano solo dall'est: a fare la corte all'azienda di Mussolente c'è anche il Galles che nell'isola di Anglesey ha messo a disposizione la vasta area dismessa di un'ex fonderia di alluminio a poca distanza dal porto.

Il titolare della Bifrangi di Mussolente, comm. Francesco Biasion

La chiusura dell'industria a Mussolente, ci spiega il patron, non sarà immediata ma prevede una procedura complessa che richiederà qualche anno. “Ci sarà una progressiva riduzione del personale - ci dice -. Chi andrà in pensione non sarà sostituito da nuovi assunti. I dipendenti sono preoccupati, ma sanno che ho ragione.”
Biasion ribadisce i perché della sua decisione, motivata - a suo dire - dal presunto e prolungato accanimento del Comune di Mussolente nei confronti dello stabilimento. In primo luogo per i controlli ambientali. “La Guardia Forestale - dichiara - ha fatto un mese e mezzo di presidio esterno all'azienda e non ha trovato niente. In certi periodi i vigili urbani sono venuti qui per 8-10 giorni di seguito. E poi i controlli dell'Arpav, dell'Ulss, dell'Ispettorato del Lavoro. Noi siamo un esempio di ecologia, facciamo scuola a tutto il mondo.”
E poi gli intralci burocratici: quelli che, secondo Biasion, hanno impedito l'ampliamento di un capannone per l'installazione del maglio per lo stampaggio dell'acciaio più grande del mondo che “avrebbe assicurato all'azienda un futuro di sviluppo con la creazione di nuovi posti di lavoro.” Il gigantesco macchinario - con innovative tecnologie anti-disturbo e anti-vibrazione - è stato comunque realizzato: ma a Houston, dall'altra parte dell'Oceano.
Nel frattempo il comm. Biasion, che vanta diversi brevetti a livello internazionale, sta realizzando in fabbrica la pressa orizzontale più grande del mondo e in cantiere ci sono altri progetti di nuove soluzioni per la componentistica in acciaio destinata ad alcune tra le principali industrie automobilistiche e trattoristiche europee, giapponesi e americane.
“E' per questo - sottolinea - che abbiamo affrontato la crisi con successo.” Ma il futuro, a quanto pare, parlerà un'altra lingua.
Il titolare della Bifrangi sostiene di avere atteso invano un “incontro chiarificatore” con il Comune di Mussolente. Ma il sindaco Maurizio Chemello non è di questo avviso, e proprio oggi ha trasmesso al comm. Biasion una lettera aperta, diffusa anche alla stampa, che pubblichiamo in un articolo a parte.

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