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Progetto Chipperfield: gli elogi di Cimatti

Intervista al sindaco sull'iniziativa urbanistica privata per la riqualificazione dell'area attorno al Ponte Nuovo. “Un progetto bellissimo e affascinante. Ma non è una priorità del Comune.”

Pubblicato il 24-01-2010
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Una passerella pedonale sul fiume, parallela agli altri due ponti, come a Londra sul Tamigi. Ascensori che scendono e salgono tra le rive del Brenta, rimesse a nuovo, e il Ponte Nuovo a sua volta ristrutturato e trasformato.
L'ex Macello che diventa un polo espositivo e culturale specializzato nell'arte contemporanea: quasi una “Tate Modern” in miniatura sempre per fare un richiamo alla capitale inglese.
Pensa in grande, anzi in grandissimo, il celebre architetto britannico David Chipperfield nel suo progetto - di cui ci occupiamo nell'articolo a parte - per la sistemazione e riqualificazione delle due sponde del Brenta nel tratto, strategico e degradato, tra i due ponti principali di Bassano.

Il sindaco Cimatti: "E' un'idea dal grande richiamo turistico e culturale"

Una prospettiva innovativa che, se venisse realizzata, sarebbe destinata a cambiare per sempre il look della città.
Promossa da privati, l'iniziativa urbanistica trova un sostenitore di peso: il sindaco Stefano Cimatti, che non nasconde - ed anzi afferma - la sua ammirazione per il disegno complessivo del progetto. Lo ha dichiarato pubblicamente alla cerimonia di San Bassiano, confermando le sue valutazioni a bassanonet.

Sindaco Cimatti, lei nei giorni scorsi ha avuto la possibilità di visionare il progetto-Chippefield e ha speso al riguardo parole di elogio...
“E' un progetto che permetterebbe di realizzare quella che io definisco una “continuità museale”. Dalla Chiesa di San Bartolomeo del vecchio ospedale si passerebbe in un percorso ideale al nuovo Polo Museale Santa Chiara, quindi al Museo Civico, a Palazzo Sturm, all'ex Macello e a Palazzo Bonaguro. Il Macello sarebbe unito al resto del percorso con una passerella pedonale che corre intermedia tra i due ponti, collegando le due rive, e che permetterebbe una visione unica del Ponte Vecchio e del Ponte Nuovo. E' una magnifica linea turistico-culturale della città di Bassano.”

Si tratta comunque di un'iniziativa privata, anche se di interesse pubblico. Il Comune può essere coinvolto in qualche modo nell'operazione?
“Non dal punto di vista economico. Si tratta di un progetto che è stato offerto alla città dalla Diesel di Renzo Rosso e dalla famiglia Bonotto. La valutazione spannometrica del progetto complessivo, compresi i lavori di realizzazione, è di circa 17-18 milioni di euro. 3 milioni sono già stati spesi per il progetto del Ponte Nuovo e altri 4 per l'ex Macello. Manca ancora una decina di milioni. Serve il contributo di altri privati, oppure un mix di contributi privati ed europei.
Il Comune non ha risorse da dedicare a questo progetto, che per noi non è una priorità: ma è comunque uno dei passaggi fondamentali per pensare al futuro di Bassano.”

Quali sono allora le vostre priorità?
“Noi abbiamo due priorità assolute. La prima è l'area del Vecchio Ospedale dove intendiamo realizzare l'accentramento di tutti gli uffici comunali, fatta eccezione per il Museo e per la sede istituzionale di Via Matteotti. Ciò permetterebbe dei grandi risparmi nel bilancio delle spese correnti. Solo per il riscaldamento e l'elettricità, che però comprende anche l'illuminazione pubblica, il Comune spende all'anno oltre 1 milione e 100mila euro all'anno. Considerate tutte le altre voci, l'accentramento degli uffici permetterebbe di risparmiare dai 4 ai 5 milioni di euro all'anno di spese correnti.
La nostra seconda priorità, come già ribadito più volte, è la viabilità.”

Lei conferma comunque il suo grande interesse per il progetto sul Brenta?
“E' un'idea dal grande richiamo turistico e culturale. Con la sistemazione del Ponte Nuovo e delle due rive e la realizzazione della passerella pedonale il Brenta verrebbe idealmente “rinchiuso” diventando di fatto una “Piazza d'acqua”. E' un progetto bellissimo e affascinante che potrebbe trovare degli sponsor.”

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