Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 18-09-2009 02:50
in Attualità | Visto 3.320 volte
 

Bonifica dell'area ex Galvanica PM a Tezze, il governo risponde all'on.Lanzarin

Interrogazione dell'onorevole leghista rosatese sui tempi e costi delle operazioni di bonifica. La replica del sottosegretario al MInistero dell'Ambiente

Bonifica dell'area ex Galvanica PM a Tezze, il governo risponde all'on.Lanzarin

Caso Galvanica PM: interessamento dell'on. Manuela Lanzarin

Novità sul fronte politico per la vicenda della bonifica dell'area dell'ex Industria Galvanica PM a Tezze sul Brenta, al centro del clamoroso caso di inquinamento da cromo esavalente.
L’on. rosatese Manuela Lanzarin, con la firma congiunta dell’on. Massimo Bitonci, aveva presentato il 25 marzo scorso un’interrogazione al ministro dell'Ambiente on. Stefania Prestigiacomo per conoscere lo stato del percorso per la bonifica nell'ex sito industriale di Via Tre Case ed in particolare sulle disponibilità economiche destinate a tale intervento.
Nella giornata di ieri è arrivata la risposta in Commissione del sottosegretario on. Roberto Menia. L'esponente di governo ha riferito che all'incontro dello scorso 25 novembre al Ministero dello Sviluppo Economico tra la Regione Veneto e i Ministeri competenti è stato approvato il primo stralcio dei lavori per un importo di 5.930.000 euro.
Tale importo è finanziato per 3 milioni di euro dal Ministero dell’ambiente, 2 milioni dalla Regione Veneto, 750 mila dall’ATO e 180 mila dalla Provincia di Vicenza. Il finanziamento del Ministero verrà ora trasferito alla Regione Veneto.
Il sottosegretario ha poi indicato che per ulteriori finanziamenti “vi è il massimo impegno della Direzione Generale del Ministero dell’Ambiente per il reperimento di ulteriori risorse economiche.“
Riguardo allo stato dell’iter, l’on. Menia ha ricordato che “il 27 gennaio 2009 la conferenza dei servizi ha approvato il progetto preliminare per la bonifica dell’area e l’attivazione di test pilota propedeutici alla stesura del progetto definitivo il quale dovrà prevedere la bonifica per stralci funzionali in base alle disponibilità dei finanziamenti. Attualmente è in corso di definizione il disciplinare di gara per la progettazione di tali test.”
In una possibile previsione d’intervento si attende entro il 2009 il rifacimento e gestione della barriera idraulica, la bonifica della pavimentazione del tetto e l’esecuzione del test pilota, nel 2010 l’effettuazione del progetto definitivo ed esecutivo ed entro il 2012 il collaudo del primo stralcio dei lavori di bonifica.
L’on. Manuela Lanzarin, dopo l’esposizione del rappresentante del Governo, si è soffermata sulla questione più generale di altri siti che potrebbero versare nel medesimo stato.
“La cosa importante - spiega l’on. Lanzarin - è che il caso ex-Galvanica ha messo in luce la fragilità del nostro territorio. Alcune aziende costruite negli anni ’70, quando c’era purtroppo ancora poca attenzione all’ambiente, potrebbero trovarsi nello stesso stato dell’azienda di Tezze sul Brenta, parlo ad esempio della ditta Orlandi Vittorio di Rosà. In questa vicenda l’Amministrazione comunale insieme alla Procura, alla Provincia di Vicenza e all’Arpav sta verificando con grande attenzione i lavori e monitorizzando la situazione.”
“Nel mio intervento in Commissione in risposta al sottosegretario - prosegue l’on. Manuela Lanzarin -  ho voluto porre all’attenzione del Governo che l’inquinamento creato dalle dismissioni di numerose attività industriali, rischia di creare gravi situazioni di pericolo per la salute dei cittadini e per l’ambiente. Gli enti locali non sono in grado di intervenire da soli per l’elevata onerosità delle operazioni. Ho sollecitato così il Governo ad adoperarsi aumentando da una parte le risorse economiche e dall’altra meglio distribuirle perché accanto alle grandi bonifiche nazionali, si possa includere anche i siti minori.»  
L’on. Manuela Lanzarin in qualità di presidente del Consiglio di sorveglianza di ETRA, nell’ultima seduta ha aggiornato i presenti sullo stato d’essere della vicenda ottenendo il placet per poter sollecitare la Regione Veneto nell’erogare i fondi necessari per proseguire con le operazioni di mantenimento della barriera idraulica per il controllo della falda.