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Donazzan: “Per la mini-naja penso alla Caserma Montegrappa di Bassano”

Partono gli stage sperimentali rivolti ai giovani disposti a trascorrere due settimane di vita militare con i reparti Alpini. L'intervento dell'assessore regionale

Pubblicato il 12 set 2009
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Sono otto giovani (cinque maschi e tre femmine), tutti del Vicentino, e partiranno volontari, lunedì, per partecipare in una caserma degli alpini in Alto Adige allo stage di addestramento "Pianetadifesa", altrimenti noto come “mini-naja”.
L'iniziativa, promossa dal Ministro della Difesa Ignazio La Russa, offre ai giovani la possibilità di partecipare a stage sperimentali - per il momento di due settimane e solo nei reparti Alpini dell'esercito - come alternativa al servizio civile.
Obiettivo del progetto: apprendere i fondamenti della vita e della carriera militare e dare una mano agli organici militari ormai ridotti all'osso dopo l'abolizione della leva obbligatoria. Una sorta di corso introduttivo soprattutto per chi, tra i ragazzi, parteciperà ai bandi annuali per la ferma militare volontaria prolungata.

Foto di gruppo dei primi giovani del Vicentino partecipanti al progetto sperimentale "mini-naja"

L'iniziativa parte nel Veneto con la benedizione dell'assessore regionale alla Protezione Civile e all'Istruzione Elena Donazzan, intervenuta a Vicenza alla presentazione del progetto “mini-naia”.
“Se questa sperimentazione andrà bene - ha dichiarato nell'occasione la Donazzan - proporrò al Ministro Ignazio La Russa di riaprire qualche caserma del Veneto che ha costruito la storia delle truppe alpine in Italia, utilizzando anche le risorse della Protezione civile.
“Penso a come potrebbe essere - ha aggiunto  l’assessore regionale - la caserma Monte Grappa di Bassano, nuovamente con giovani disposti ad imparare cos’è il senso del dovere”.
“Quando spiegai - ha continuato Donazzan-  al Ministro La Russa quale patrimonio inestimabile rappresentassero gli alpini, e quale pericolo vi fosse dopo la sospensione della leva, eravamo all’Adunata Nazionale di Bassano.”
“Quindi - ha specificato l’Assessore regionale- tricolori, inno nazionale,  striscioni patriottici a rappresentare la festa degli alpini, e le successive lacrime, le tende de L’Aquila, ma soprattutto l’organizzazione degli stessi alpini, hanno convinto il Ministro ed il Governo dell’importanza di riaprire, su base volontaria, il reclutamento alpino”.
“Le adesioni numerose- ha sottolineato l’assessore Donazzan- e ben superiori al limite di questa prima sperimentazione, ci dicono quanto molti giovani siano vivaci nei valori, nel senso del dovere e nell’amore per gli alpini. Un popolo per essere tale, ha bisogno del senso di appartenenza, di un progetto educativo”.
“La leva obbligatoria- ha  concluso Donazzan- fu anche questo, e ora va ripensata più in termini volontari, perché quella grande tradizione torni elemento di costruzione di valori e principi di cui l’Italia e il Veneto hanno bisogno”.

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