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Alessandro Carraro

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Enogastronomia

Cultura Sámi e tradizioni internazionali: il bilancio dello Stock Bridge Experience a Bassano

Il convegno storico a Ca’ Rezzonico e il raduno delle delegazioni europee chiudono la due giorni dedicata al dialogo tra popoli e alla sostenibilità

Pubblicato il 17 mag 2026
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La suggestiva cornice della Sala degli Stucchi di Ca’ Rezzonico a Bassano del Grappa ha ospitato ieri mattina un convegno dedicato alla presenza della cultura e dell’economia Sámi nella Venezia del Settecento, nell’ambito dello Stock Bridge Experience, il percorso diffuso tra enogastronomia, storia e incontri internazionali che sta animando la città.
Ad aprire i lavori è stato Otello Fabris, che ha introdotto i relatori e il contesto dell’iniziativa.
Il primo intervento, di Elisa Zanchetta, ha approfondito la cultura del popolo Sámi, antica popolazione indigena del Nord Europa.

Ieri il confronto accademico sulle tradizioni Sámi e la famiglia Rezzonico, oggi il raduno delle delegazioni internazionali e le visite nel centro storico. ( Foto Alessandro Carraro )

La relazione ha evidenziato la struttura linguistica uralica e le principali attività tradizionali legate a pesca, caccia e allevamento delle renne, insieme a una forte dimensione spirituale.
Ampio spazio è stato dedicato allo sciamanesimo, ai riti funebri e alla concezione dell’anima, oltre ai luoghi sacri come i sieidi, pietre rituali considerate punti di contatto con il mondo spirituale.
Ne emerge una cultura profondamente legata alla natura e ai suoi equilibri.
È poi intervenuta Anna Alberati, che ha richiamato il valore della memoria e della conoscenza popolare, sottolineando come le testimonianze collettive non possano essere ridotte a schemi puramente tecnici o burocratici. Tra le immagini evocate, quella di un “lungo cappotto fatto con la pelle della sirena”, come metafora dell’immaginario condiviso e della forza narrativa delle tradizioni.
Successivamente ha preso la parola Mario Bonaldi, che ha proposto una lettura di Venezia come sistema complesso in cui arte, economia e potere risultano strettamente intrecciati.
Centrale il riferimento alla famiglia Rezzonico, simbolo della Venezia del Settecento e legata anche alla figura di Papa Clemente XIII.
Bonaldi ha inoltre affrontato il tema del rapporto tra uomo e ambiente e del controllo delle risorse, soffermandosi sugli effetti dei cambiamenti climatici e sul ruolo delle comunità legate al mare, custodi di una conoscenza più diretta e sostenibile della natura.
Nel complesso, il convegno ha messo in dialogo culture e contesti storici differenti, dal mondo veneziano alle popolazioni indigene del Nord Europa, con un focus comune sulla tutela delle identità culturali. A chiudere i lavori sono intervenuti anche rappresentanti della comunità Sámi, ribadendo la necessità di tutelare diritti, identità e patrimonio culturale dei popoli indigeni. Il messaggio emerso è quello di una sfida globale che riguarda riconoscimento, rispetto e dialogo tra culture.

Oggi domenica 17 maggio, Il centro storico ospiterà il raduno delle confraternite della FICE e delle delegazioni internazionali, con visite a Palazzo Sturm e la sfilata lungo il Brenta.
Il momento centrale sarà il convivio “Via Italiana dello Stoccafisso” all’Istituto Scalabrini, seguito nel pomeriggio da incontri e presentazioni fino alla chiusura dell’evento a Campese, presso la Chiesa della Santa Croce. Una due giorni internazionale all’insegna di cultura, tradizione e dialogo tra popoli che chiude con un bilancio positivo e una forte partecipazione di consensi.

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