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Massimiliano Cavallo

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Faresin Industries, sì definitivo al polo produttivo: chiusa la partita urbanistica

Il Consiglio approva dopo mesi di confronto: 1,7 milioni in opere pubbliche e 50 assunzioni. Restano i dubbi dei comitati sulla falda

Pubblicato il 05 mag 2026
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Per mesi, il destino di un’area agricola a ridosso della bretella della Superstrada Pedemontana Veneta è stato al centro di un confronto serrato.
Da una parte, le esigenze industriali e di sviluppo territoriale di Faresin Industries, realtà di Breganze intenzionata a concentrare in un unico hub produttivo attività oggi distribuite su più sedi; dall’altra, le preoccupazioni di comitati e opposizioni, legate soprattutto al consumo di suolo e alla fragilità del sottosuolo.
Al centro del dibattito, in particolare, la tutela della falda freatica, ritenuta a rischio in seguito alla realizzazione di un insediamento produttivo da oltre 25 mila metri quadrati.

L'Amministrazione approva il piano contestato dai comitati.

Un clima di tensione culminato anche in un esposto alla Corte dei Conti, volto a verificare la correttezza delle procedure e delle scelte urbanistiche adottate.
Con l’approvazione in Consiglio comunale è arrivato il via libera alla variante al Piano degli Interventi che consente l’insediamento del nuovo polo Faresin.
Si chiude così, almeno sul piano amministrativo, una delle partite urbanistiche più discusse degli ultimi mesi nel territorio.
A rivendicare la correttezza del percorso è il sindaco Enrico Costa, che sottolinea come la variante sia il risultato di un lavoro tecnico durato oltre un anno. «Non si tratta di una scelta isolata – spiega – ma di un iter rigoroso, condotto nel pieno rispetto delle normative e validato da tutti gli enti competenti». Tra questi Regione Veneto, Provincia di Vicenza, Ulss 7, Vigili del Fuoco e Consorzio di Bonifica, chiamati a esprimersi su aspetti che vanno dalla sicurezza idraulica alla salute pubblica. Una pluralità di pareri favorevoli che, secondo l’Amministrazione, certifica la solidità del progetto sotto ogni profilo.
Sul fronte delle critiche legate all’impatto ambientale il primo cittadino risponde alle perplessità richiamando i dati tecnici: «La variante non si limita a rispettare i parametri di legge, ma introduce soluzioni rigorose di invarianza idraulica. Gli studi geologici confermano che il saldo della ricarica della falda resterà sostanzialmente invariato».
Tra le misure previste figurano due bacini di laminazione per circa 15 mila metri cubi complessivi, sistemi di filtrazione delle acque e due piezometri per il monitoraggio costante dei livelli della falda. A completare il quadro, un edificio in classe energetica A4 dotato di impianto fotovoltaico da oltre 2.000 kWp, ben al di sopra degli standard minimi richiesti.
Sul piano economico, l’intervento porta con sé un pacchetto rilevante di compensazioni.
Il Comune parla di oltre 1,7 milioni di euro in opere pubbliche, tra parcheggi, piste ciclabili, aree verdi e interventi per la messa in sicurezza idraulica di via Oppio e via San Pio X. A questi si aggiunge una perequazione monetaria pari a circa 867 mila euro, cifra che l’Amministrazione definisce superiore alle stime iniziali.
L’accordo prevede anche l’assunzione di almeno 50 addetti nei primi tre anni di attività, con una clausola precisa: in caso di mancato raggiungimento dell’obiettivo è prevista una penale da 50 mila euro. «Una misura concreta – sottolinea Costa – per garantire che gli impegni presi abbiano ricadute reali sul territorio».

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